Accadde…oggi: nel 1926 nasce Enrica Follieri

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/le-donne-nate-a-roma-women-born-in-rome/

Enrica Follieri (Roma, 5 dicembre 1926Roma, 11 dicembre 1999) è stata una filologa italiana; bizantinista e paleografa, specialista di agiografia, liturgia, omiletica e poesia religiosa, docente di filologia bizantina e di paleografia greca presso l’Università La Sapienza di Roma.

Enrica Follieri nacque a Roma nel 1926 da una famiglia originaria della provincia di Foggia. Nella Capitale frequentò l’Università La Sapienza, dove conseguì la laurea in Lettere classiche nel 1948, allieva di Silvio Giuseppe Mercati, primo professore ordinario di Filologia bizantina in Italia. La Follieri, sotto la sua guida, si laureò discutendo una tesi sul Teseida neogreco, opera che rivelò da subito la capacità della studiosa di spaziare fino a scritti rappresentativi per l’influenza della cultura bizantina nella letteratura italiana rinascimentale. La Follieri alimentò ulteriormente le proprie competenze anche grazie al filologo classico Antonio Maria Cervi e al bizantinista Ciro Giannelli; di entrambi fu assistente volontaria e straordinaria. Rimase sempre in stretto rapporto di collaborazione con l’orientalista e glottologo Antonino Pagliaro, con il filologo grecista Gennaro Perrotta e con l’archeologa ed epigrafista Margherita Guarducci.

Follieri ottenne la libera docenza in Filologia bizantina nel 1960 e in Paleografia greca l’anno seguente: insegnò Paleografia greca, in qualità di docente incaricato, presso l’Università La Sapienza sia per la Facoltà di Lettere e Filosofia sia per la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari, dal 1961 al 1975. Nel 1976, vinti i concorsi a cattedra sia per Filologia bizantina sia per Paleografia greca, scelse di ricoprire l’incarico relativo al primo insegnamento, esercitando sempre presso La Sapienza dal 1976 fino al 31 ottobre del 1999[1]. Per la stessa Università fu coordinatrice di due cicli del Dottorato di Ricerca in Filologia giudaico-ellenistica, bizantina e neogreca (VIII/IX ciclo, dal 1992 al 1997).

La studiosa rivelò presto vivo interesse per le opere collettive di organizzazione e trasmissione della conoscenza: sin dal 1963 fu consulente per le fonti bizantine del Comitatus exsecutorius per la realizzazione del Repertorium fontium historiae Medii Aevi e dal 1967 fu redattrice per la stessa collana, applicandosi nella formulazione dei criteri per la resa in lingua italiana dei nomi di famiglia bizantini, progressivamente invalsi[2]. Circa un decennio dopo, nel 1976, fu inserita anche nel Comitatus particularis pro fontibus Byzantinis, il gruppo di specialisti che si occupò di perfezionare ulteriormente il Repertorium, con il quale la Follieri collaborò fino a quando rimase in vita[3]. Dal 1968 partecipò anche alle attività del Comitato editoriale dei Monumenta Musicae Byzantinae di Copenaghen[4]. Nel 1977 assunse la direzione delle pubblicazioni di settore edite dalla Sapienza: la “Rivista di studi bizantini e neollenici” e la collana correlata, “Testi e studi bizantino-neoellenici”[5]. La partecipazione al continuo aggiornamento delle ricerche spinse la Follieri a collaborare per la redazione dei bollettini bibliografici delle riviste Byzantinoslavica (1958-1992) e soprattutto Byzantinische Zeitschrift (1960-1996). Come ella stessa scrisse in una sua sintesi dedicata agli studi di filologia bizantina in Italia nel XX secolo, si trattò di un impegno che cerco volentieri di assolvere “pro communi utilitate” al meglio delle mie capacità[6].

La variegata produzione scientifica di Enrica Follieri annovera tredici monografie edite in vita e una postuma, relativa alla vita di san Nilo da Rossano. Inoltre, più di un centinaio di contributi di vario genere che coinvolgono anche questioni metodologiche (storiografia, diplomatica, filologia), ma che si concentrano essenzialmente sull’agiografia e il suo rapporto con la produzione innografica. La storica Vera von Falkenhausen, in un convegno svoltosi a Roma nel 2002 in ricordo della studiosa, sottolineò infatti che più della metà delle opere di Enrica Follieri riguardarono studi agiografici[7]. Particolarmente per quanto attiene alle fonti di contesto italo-meridionale, per il genere agiografico la Follieri considerò non solo la veridicità storica delle relative tradizioni, ma anche la resa linguistica e lo stile delle fonti, indagate alla luce della tradizione manoscritta. Tra i numerosi temi e i testi considerati dalla Follieri va menzionato lo studio sulla vita inedita di san Fantino il Giovane, seguita dalle ricerche sulla figura di san Nilo, ma altrettanto l’analisi relativa alla presenza dei santi Saba il Goto e Saba Stratelata nei calendari, nei sinassari e nella poesia liturgica bizantina. Grazie alla puntigliosa attenzione rivolta agli inni liturgici, la Follieri riuscì parimenti ad approfondire la tradizione della Passio di Trifena di Cizico, ma anche la produzione di Vitae come quelle di santo Ardomio di Larissa e santa Agrippina di Mineo. Nel corso di tali indagini agiografiche peraltro non trascurò il contributo dell’archeologia e della storia dell’arte bizantina, come si evince dal richiamo alla monumentalità romana rintracciata nella versione greca della Passio di Sisto, Lorenzo e Ippolito e analizzata con dettagliato studio dalla Follieri[8]. L’attenzione della studiosa per la communis utilitas la portò anche alla redazione di un repertorio fondamentale per i cultori di innografia bizantina, l’incipitario degli inni liturgici greci: Initia hymnorum Ecclesiae Graecae, raccolta in cinque volumi edita tra il 1960 e il 1965[9]. Il progressivo perfezionamento nel già menzionato rapporto tra agiografia e innografia la indusse a prestare particolare attenzione all’opera del poeta bizantino Cristoforo Mitileneo (XI secolo), ai cui calendari in metro innografico dedicò nel 1980 una celebrata edizione critica (Subsidia hagiographica, 63). La Follieri, grazie alle sue attente ricerche sulla documentazione manoscritta in lingua greca, antica e medievale, offrì al pubblico degli studiosi la sistematizzazione delle diverse tipologie di scrittura presenti in codici datati della Biblioteca Vaticana, con un’estesa raccolta di facsimili (Codices Graeci Bibliothecae Vaticanae selecti annorumque notis instructi[10]). Oltre a questo regesto internazionalmente diffuso e apprezzato, Enrica Follieri fu autrice di numerosi importanti contributi: nel 1974 in occasione del Congresso Internazionale di Paleografia greca di Parigi propose per prima una sistematizzazione delle scritture minuscole librarie invalse nei secoli IX e X[11]. Nello stesso anno del Congresso fu pubblicato un suo studio dedicato a un epigramma attribuito al monaco e pittore Tommaso di Damasco (IX sec.), dove Follieri illustrò le caratteristiche della tipologia di scrittura utilizzata per comporre l’epigramma e per prima definì tale scrittura “minuscola agiopolita”, constatando la notevole diffusione della stessa tipologia grafica in più documenti redatti tra VIII e IX secolo nella Città Santa, Gerusalemme[12]. Enrica Follieri fu antesignana anche nell’individuazione e definizione della minuscola della scuola niliana, ovvero la scrittura impiegata da san Nilo da Rossano e dai suoi discepoli (X-XI sec.)[13]. Ѐ inoltre detto “chiodo Follieri” un segno interpuntivo presente in fonti sia orientali sia italo-meridionali (XI-XII sec.): un indicatore di pausa media sospensiva dalla forma di chiodo inclinato a sinistra[14].

La Follieri si mostrò sempre legata alle relazioni professionali e umane, intessute con importanti Istituzioni di ricerca e cultura; nel 1977 fu nominata socio ordinario dell’Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici di Palermo, nel 1979 ricoprì la carica di presidente del Comitato scientifico per gli Incontri di studi bizantini di Reggio Calabria, nel 1981 divenne socio ordinario della Ἑταιρεία Βυζαντινῶν Σπουδῶν di Atene, l’anno successivo divenne membro effettivo della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Fu socio corrispondente inoltre di noti sodalizi accademici e culturali, dal 1987 dell’Accademia nazionale dei Lincei, dal 1990 “membre adhérent” della Société des Bollandistes di Bruxelles e dal 1992 socio dell’Ἀκαδημία Ἀθηνῶν. Il respiro internazionale degli studi di Enrica Follieri fu ulteriormente impreziosito dalla continua disponibilità alla collaborazione con studiosi di affermata competenza, a partire dal bizantinista domenicano Raymond-Joseph Loenertz e dal bollandista François Halkin. Le parole che la stessa Follieri utilizza nella prefazione al primo volume contenente gli Atti del Congresso Internazionale svoltosi a Roma nel 1989 e dedicato agli studi di filologia medievale e umanistica greca e latina nel XX secolo sono di nuovo esemplari per comprendere la sua apertura verso le ricerche degli altri Paesi: I rappresentanti di molti Paesi ebbero la possibilità di presentarsi a Roma e di parlare con una libertà che sarebbe stata impensabile qualche anno prima. Sono le loro relazioni quelle che presentano un più vivo interesse non solo scientifico, ma umano[15].

A illustrazione conclusiva della sua personalità tre qualità con cui l’hanno descritta allievi e studiosi: chiarezza, umiltà e fierezza inscindibili.

Enrica Follieri nacque a Roma nel 1926 da una famiglia originaria della provincia di Foggia. Nella Capitale frequentò l’Università La Sapienza, dove conseguì la laurea in Lettere classiche nel 1948, allieva di Silvio Giuseppe Mercati, primo professore ordinario di Filologia bizantina in Italia. La Follieri, sotto la sua guida, si laureò discutendo una tesi sul Teseida neogreco, opera che rivelò da subito la capacità della studiosa di spaziare fino a scritti rappresentativi per l’influenza della cultura bizantina nella letteratura italiana rinascimentale. La Follieri alimentò ulteriormente le proprie competenze anche grazie al filologo classico Antonio Maria Cervi e al bizantinista Ciro Giannelli; di entrambi fu assistente volontaria e straordinaria. Rimase sempre in stretto rapporto di collaborazione con l’orientalista e glottologo Antonino Pagliaro, con il filologo grecista Gennaro Perrotta e con l’archeologa ed epigrafista Margherita Guarducci.

Follieri ottenne la libera docenza in Filologia bizantina nel 1960 e in Paleografia greca l’anno seguente: insegnò Paleografia greca, in qualità di docente incaricato, presso l’Università La Sapienza sia per la Facoltà di Lettere e Filosofia sia per la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari, dal 1961 al 1975. Nel 1976, vinti i concorsi a cattedra sia per Filologia bizantina sia per Paleografia greca, scelse di ricoprire l’incarico relativo al primo insegnamento, esercitando sempre presso La Sapienza dal 1976 fino al 31 ottobre del 1999[1]. Per la stessa Università fu coordinatrice di due cicli del Dottorato di Ricerca in Filologia giudaico-ellenistica, bizantina e neogreca (VIII/IX ciclo, dal 1992 al 1997).

La studiosa rivelò presto vivo interesse per le opere collettive di organizzazione e trasmissione della conoscenza: sin dal 1963 fu consulente per le fonti bizantine del Comitatus exsecutorius per la realizzazione del Repertorium fontium historiae Medii Aevi e dal 1967 fu redattrice per la stessa collana, applicandosi nella formulazione dei criteri per la resa in lingua italiana dei nomi di famiglia bizantini, progressivamente invalsi[2]. Circa un decennio dopo, nel 1976, fu inserita anche nel Comitatus particularis pro fontibus Byzantinis, il gruppo di specialisti che si occupò di perfezionare ulteriormente il Repertorium, con il quale la Follieri collaborò fino a quando rimase in vita[3]. Dal 1968 partecipò anche alle attività del Comitato editoriale dei Monumenta Musicae Byzantinae di Copenaghen[4]. Nel 1977 assunse la direzione delle pubblicazioni di settore edite dalla Sapienza: la “Rivista di studi bizantini e neollenici” e la collana correlata, “Testi e studi bizantino-neoellenici”[5]. La partecipazione al continuo aggiornamento delle ricerche spinse la Follieri a collaborare per la redazione dei bollettini bibliografici delle riviste Byzantinoslavica (1958-1992) e soprattutto Byzantinische Zeitschrift (1960-1996). Come ella stessa scrisse in una sua sintesi dedicata agli studi di filologia bizantina in Italia nel XX secolo, si trattò di un impegno che cerco volentieri di assolvere “pro communi utilitate” al meglio delle mie capacità[6].

La variegata produzione scientifica di Enrica Follieri annovera tredici monografie edite in vita e una postuma, relativa alla vita di san Nilo da Rossano. Inoltre, più di un centinaio di contributi di vario genere che coinvolgono anche questioni metodologiche (storiografia, diplomatica, filologia), ma che si concentrano essenzialmente sull’agiografia e il suo rapporto con la produzione innografica. La storica Vera von Falkenhausen, in un convegno svoltosi a Roma nel 2002 in ricordo della studiosa, sottolineò infatti che più della metà delle opere di Enrica Follieri riguardarono studi agiografici[7]. Particolarmente per quanto attiene alle fonti di contesto italo-meridionale, per il genere agiografico la Follieri considerò non solo la veridicità storica delle relative tradizioni, ma anche la resa linguistica e lo stile delle fonti, indagate alla luce della tradizione manoscritta. Tra i numerosi temi e i testi considerati dalla Follieri va menzionato lo studio sulla vita inedita di san Fantino il Giovane, seguita dalle ricerche sulla figura di san Nilo, ma altrettanto l’analisi relativa alla presenza dei santi Saba il Goto e Saba Stratelata nei calendari, nei sinassari e nella poesia liturgica bizantina. Grazie alla puntigliosa attenzione rivolta agli inni liturgici, la Follieri riuscì parimenti ad approfondire la tradizione della Passio di Trifena di Cizico, ma anche la produzione di Vitae come quelle di santo Ardomio di Larissa e santa Agrippina di Mineo. Nel corso di tali indagini agiografiche peraltro non trascurò il contributo dell’archeologia e della storia dell’arte bizantina, come si evince dal richiamo alla monumentalità romana rintracciata nella versione greca della Passio di Sisto, Lorenzo e Ippolito e analizzata con dettagliato studio dalla Follieri[8]. L’attenzione della studiosa per la communis utilitas la portò anche alla redazione di un repertorio fondamentale per i cultori di innografia bizantina, l’incipitario degli inni liturgici greci: Initia hymnorum Ecclesiae Graecae, raccolta in cinque volumi edita tra il 1960 e il 1965[9]. Il progressivo perfezionamento nel già menzionato rapporto tra agiografia e innografia la indusse a prestare particolare attenzione all’opera del poeta bizantino Cristoforo Mitileneo (XI secolo), ai cui calendari in metro innografico dedicò nel 1980 una celebrata edizione critica (Subsidia hagiographica, 63). La Follieri, grazie alle sue attente ricerche sulla documentazione manoscritta in lingua greca, antica e medievale, offrì al pubblico degli studiosi la sistematizzazione delle diverse tipologie di scrittura presenti in codici datati della Biblioteca Vaticana, con un’estesa raccolta di facsimili (Codices Graeci Bibliothecae Vaticanae selecti annorumque notis instructi[10]). Oltre a questo regesto internazionalmente diffuso e apprezzato, Enrica Follieri fu autrice di numerosi importanti contributi: nel 1974 in occasione del Congresso Internazionale di Paleografia greca di Parigi propose per prima una sistematizzazione delle scritture minuscole librarie invalse nei secoli IX e X[11]. Nello stesso anno del Congresso fu pubblicato un suo studio dedicato a un epigramma attribuito al monaco e pittore Tommaso di Damasco (IX sec.), dove Follieri illustrò le caratteristiche della tipologia di scrittura utilizzata per comporre l’epigramma e per prima definì tale scrittura “minuscola agiopolita”, constatando la notevole diffusione della stessa tipologia grafica in più documenti redatti tra VIII e IX secolo nella Città Santa, Gerusalemme[12]. Enrica Follieri fu antesignana anche nell’individuazione e definizione della minuscola della scuola niliana, ovvero la scrittura impiegata da san Nilo da Rossano e dai suoi discepoli (X-XI sec.)[13]. Ѐ inoltre detto “chiodo Follieri” un segno interpuntivo presente in fonti sia orientali sia italo-meridionali (XI-XII sec.): un indicatore di pausa media sospensiva dalla forma di chiodo inclinato a sinistra[14].

La Follieri si mostrò sempre legata alle relazioni professionali e umane, intessute con importanti Istituzioni di ricerca e cultura; nel 1977 fu nominata socio ordinario dell’Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici di Palermo, nel 1979 ricoprì la carica di presidente del Comitato scientifico per gli Incontri di studi bizantini di Reggio Calabria, nel 1981 divenne socio ordinario della Ἑταιρεία Βυζαντινῶν Σπουδῶν di Atene, l’anno successivo divenne membro effettivo della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Fu socio corrispondente inoltre di noti sodalizi accademici e culturali, dal 1987 dell’Accademia nazionale dei Lincei, dal 1990 “membre adhérent” della Société des Bollandistes di Bruxelles e dal 1992 socio dell’Ἀκαδημία Ἀθηνῶν. Il respiro internazionale degli studi di Enrica Follieri fu ulteriormente impreziosito dalla continua disponibilità alla collaborazione con studiosi di affermata competenza, a partire dal bizantinista domenicano Raymond-Joseph Loenertz e dal bollandista François Halkin. Le parole che la stessa Follieri utilizza nella prefazione al primo volume contenente gli Atti del Congresso Internazionale svoltosi a Roma nel 1989 e dedicato agli studi di filologia medievale e umanistica greca e latina nel XX secolo sono di nuovo esemplari per comprendere la sua apertura verso le ricerche degli altri Paesi: I rappresentanti di molti Paesi ebbero la possibilità di presentarsi a Roma e di parlare con una libertà che sarebbe stata impensabile qualche anno prima. Sono le loro relazioni quelle che presentano un più vivo interesse non solo scientifico, ma umano[15].

A illustrazione conclusiva della sua personalità tre qualità con cui l’hanno descritta allievi e studiosi: chiarezza, umiltà e fierezza inscindibili.

La bibliografia completa degli scritti di Enrica Follieri comprende oltre centocinquanta titoli, vedi il contributo a cura di Andrea Luzzi: Bibliografia di Enrica Follieri, “Rivista di Studi bizantini e neoellenici” 39 (2003), volume interamente dedicato al ricordo di Enrica Follieri, raccogliendo gli atti della giornata di studio svoltasi a Roma il 31 maggio 2002.

https://it.wikipedia.org/wiki/Enrica_Follieri

Annunci