Un mostro grazioso e bello, di Sefy Hendler, recensione di Daniela Domenici

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Un perfetto ossimoro, tratto da “In morte di Nano Morgante” di Anton Francesco Grazzini detto Il Lasca, è stato scelto come titolo di questo saggio di Sefy Hendler per la collana di studi “iconologia” diretta da Antonio Natali per la Maschietto editore.

Mi è stato fatto dono di quest’opera che ho gustato con infinito piacere sia per i contenuti sia per la veste grafica scelta.

Dopo aver apprezzato questo saggio di Hendler sulla celebre tela di Agnolo Bronzino dedicata al nano Morgante, il cui vero nome era Braccio di Bartolo, che visse alla corte de’ Medici al servizio di Cosimo I dal 1540 per almeno una ventina d’anni, mi è venuto il forte desiderio di tornare agli Uffizi per ammirarlo sotto una nuova luce, quella di cui Hendler riesce ad ammantare quest’opera particolarissima che è dipinta su tutti e due i lati della tela, il recto e il verso, e nella quale Morgante è ritratto nudo insieme ad alcune piante e animali dei quali spiega ogni minimo dettaglio.

Hendler ci fa immergere, grazie ai continui riferimenti letterari e botanici ma non solo, nella Firenze medicea dell’epoca di Morgante e ci conduce con leggerezza attraverso quegli anni in cui le dispute artistico-letterarie coinvolgevano ogni campo del sapere; e ci illustra splendidamente anche i tre quadri, sempre del Bronzino, che fanno da degna corona a quello di Morgante: il “Ritratto di un giovane uomo con liuto”, e i ritratti di Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi.

https://danielaedintorni.com/2017/01/16/il-sonetto-e-la-sonettessa-riflessione-linguistica-di-daniela-domenici/

 

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