Omaggio alle mie docenti, di Daniela Domenici

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…se oggi, che sono io una docente, ho questo bagaglio culturale, piccolo o grande che sia, che mi permette di gestire questo mio sito, di amare e disquisire sugli argomenti più vari, di scrivere, d’insegnare, di correggere con cognizione di causa e competenza è merito di alcune docenti che mi hanno elargito parte della loro conoscenza in vari momenti del mio percorso scolastico e che oggi vorrei ufficialmente ringraziare citandole una a una.
Se qualcuna/o di voi ha avuto, per pura coincidenza, la fortuna di essere loro allieva/o come lo sono stata io mi farà piacere se lascerà una traccia del suo passaggio con un suo commento di condivisione.
La scuola elementare di via de’ Bassi e la media, la Barsanti, da me frequentate sono all’Isolotto, il liceo scientifico è il Castelnuovo quando ancora era in viale Matteotti.
Ed eccole:
– 1965/1967: è grazie alla maestra Sara Sommazzi Vannucci (che si è rivelata poi una splendida pittrice) che mi ha seguito in terza e quarta elementare, se ho imparato a scrivere con la bella calligrafia che ancora un po’ mi accompagna e che ho avuto la prima intuizione del mio profondo amore per la matematica
– 1967/1968: è grazie alla maestra Ketty La Rocca Vasta (che scoprirò, solo molti anni dopo, essere morta giovanissima ed essere stata una straordinaria artista) se ho una cultura davvero “mostruosa” sulle coniugazioni verbali italiane, i tempi e i modi, per me, non hanno segreti da quegli anni (purtroppo, invece, l’errore più comune che trovo nei libri, anche di autori e autrici affermate, quando li correggo o, semplicemente, li leggo è l’uso errato, o il non uso totale, del trapassato…); ed è ancora grazie a lei, che iniziò a farci leggere i quotidiani in tempi ante litteram per seguire gli avvenimenti del mondo come la guerra in Vietnam o il terremoto del Belice, se ho imparato ad amare il giornalismo e la scrittura di articoli
– 1968/1969: è grazie alla prof.ssa Francesca Romagnoli, che è stata con noi solo in prima media, se ho imparato, subito e alla perfezione, la struttura di un periodo suddiviso in principale e secondarie e la perfetta punteggiatura che mi hanno permesso di diventare quella puntigliosa e pidocchiosa correttrice di bozze ed editor che sono
– 1969/1971: è grazie alla prof.ssa Luigina Stefani (che, ho saputo più tardi, anche lei essere morta giovane) se ho imparato come si commenta una poesia e un libro, come si scrive un tema su qualunque argomento e ad amare il “suo” Giacomo Leopardi, di cui era una vera esperta, e sul quale ho scritto il mio tema dell’esame di terza media
– 1971/1973: è grazie alla prof.ssa Gabriella Magaldi se ho imparato a conoscere i poeti e i narratori contemporanei, che in genere non si fa in tempo a studiare perché i docenti preferiscono soffermarsi troppo a lungo sull’800, e che lei, invece, ci ha illustrato per primi e dei quali ci ha fatto imparare a memoria molte liriche (Ungaretti, Montale e Quasimodo tra i tanti) arricchendo la mia, già notevole, capacità mnemonica
– 1973/1976: è grazie alla prof.ssa Helle Busacca (sulla quale esiste addirittura un archivio alla Biblioteca Nazionale qui a Firenze come poetessa) che, nonostante l’età anagrafica avanzata (era quasi prossima alla pensione), è stata straordinaria sia nell’insegnamento del latino (di cui mi sono perdutamente innamorata da quel momento), della Divina Commedia che conosceva tutta a memoria e che ci spiegava dettagliatamente citando le terzine con disinvoltura oltre che della letteratura italiana del triennio.
Ho voluto citare solo queste docenti ma ricordo con affetto e gratitudine anche molte e molti altre/i che mi hanno arricchito in inglese, musica, matematica, disegno geometrico e tanto altro ancora, sarebbe troppo lungo l’elenco: a tutti loro un GRAZIE di vero cuore per avermi reso quella che sono.
P.S un omaggio a parte alla prof.ssa Giulia Di Milia che, in anticipo sui tempi, propose e mise in atto il primo corso, pomeridiano e gratuito, di lingua russa presso la scuola media Barsanti nell’autunno 1971 a cui m’iscrissi e che dette il via al mio amore per la lingua russa che mi ha poi portato a sceglierla come seconda lingua di laurea.

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