Accadde…oggi: nel 1835 nasce Marianna Panciatichi Ximenes

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Marchesa Marianna Panciatichi Ximenes, (Firenze, 3 febbraio 1835Reggello, 7 dicembre 1919) è stata un’ornitologa, botanica e una malacologa italiana.

Figlia di Ferdinando Panciatichi Ximenes e di Giulia De Saint Seigne. Vive prevalentemente a Firenze, ma viaggia in tutta Europa. Viene istruita al collegio Ripoli, ma non sono reperibili altre informazioni riguardo la sua formazione[1]. Nel 1853 si sposa con il marchese Alessandro Anafesto Paulucci, figlio di Filippo Paulucci. Seguendo le orme del padre e influenzata dagli interessi del marito inizia a dedicarsi agli studi naturalistici[2]. Si occupa di paleontologia, di botanica e di ornitologia, ma viene ricordata soprattutto per le sue ricerche nel campo della malacologia. Nel 1862 comincia a collezionare molluschi marini e successivamente anche terrestri, a 31 anni pubblica il suo primo articolo scientifico su un muricide pliocenico (Murex veranyi, corrispondente al Purpurellus veranyi)[3][4], raccolto in Valdelsa[5], unico intervento a carattere paleontologico.

Nel 1878 in occasione dell’Exposition Universelle di Parigi espone la sua collezione di molluschi, costituita da 534 specie diverse, e tenta per la prima volta di redigere un catalogo completo della malacofauna italiana[6]. Negli anni successivi compila tre cataloghi regionali di malacofauna (della Calabria[7], dell’Abruzzo[8] e della Sardegna[9]) e uno del Monte Argentario[10]. Nel 1880 ne presenta un altro sui molluschi fluviatili italiani all’esposizione universale della pesca a Berlino[11][12]. Le sue dimore di campagna stimolano i suoi interessi naturalistici[13] e la portano ad allestire anche collezioni botaniche e ornitologiche. Raccoglie un erbario di 4153 campioni (exsiccata), in gran parte provenienti dai suoi possedimenti in Toscana, anche se non mancano esemplari dal resto d’italia e dall’estero[14][15]. Si dedica allo studio di fiori e piante, scegliendo meticolosamente quelle da inserire nelle proprie tenute. Degna di nota è la pubblicazione sul parco di Sammezzano[16][17], cui il padre Ferdinando Panciatichi Ximenes aveva dato vita vita raccogliendo una grande varietà di piante e introducendo specie esotiche. Alla villa del Monte, a San Gimignano, si dedica all’attività dell’uccellagione, che le permette di collezionarne 1260 esemplari di uccelli imbalsamati[18]. Ettore Arrigoni degli Oddi, marito di sua nipote Marianna di San Giorgio e famoso ornitologo, alimenta questo interesse e incrementa la raccolta.

Le capacità di studio e di osservazione dell’avifauna le permettono di partecipare all’Inchiesta Ornitologica di Enrico Hyllier Giglioli, come delegata da San Gimignano, da Novoli e da Reggello, dove erano presenti le sue tenute. Nel 1887 muore suo marito e nel 1897 scompare anche il padre. A seguito di questi avvenimenti Marianna Panciatichi Ximenes è richiamata ai propri doveri familiari e in particolar modo all’amministrazione del patrimonio immobiliare. Costretta ad abbandonare quasi totalmente gli studi naturalistici decide di donare le sue collezioni: la biblioteca personale, i suoi manoscritti e la collezione malacologica vengono assegnate al museo di storia naturale dell’università di Firenze, dove le viene dedicata una sala col nome Museo Paulucciano e dove ancora oggi si conservano gli esemplari di malacofauna raccolti dalla marchesa, le collezioni botaniche vengono invece assegnate all’Istituto tecnico fiorentino Galileo Galilei (ora Fondazione scienza e tecnica).

Nonostante gli impegni, prosegue nell’arricchimento della collezione ornitologica, meno onerosa da portare avanti rispetto a quella botanica o malacologica, potendo contare sul dialogo e la collaborazione con Ettore Arrigoni degli Oddi. La collezione ornitologica viene donata al comune di San Gimignano un anno prima della morte della marchesa. Negli ultimi anni di vita si ritira nella residenza di Sammezzano, dove muore. Le viene data sepoltura nel cimitero di Santa Maria a Sociana.

https://it.wikipedia.org/wiki/Marianna_Panciatichi_Ximenes

 

 

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