un pomeriggio con il/la vostro/a bambino/a (interiore), di Carla Sale Musio

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Siamo sempre così indaffarati a rincorrere una vita fatta solo di doveri, che finiamo per dimenticarci della nostra pulsante e preziosa parte creativa, con tutte le gravi conseguenze psicologiche che questa distrazione comporta sulla qualità della nostra esistenza.

Come ho detto altre volte, la creatività non è una generica propensione alla pittura o alla musica, è invece un modo di essere, il nucleo centrale della nostra originalità, la parte più vitale di noi stessi.

La creatività è il ponte che unisce l’esperienza del mondo con il sentire del cuore.

Trascurare la propria parte creativa significa soffrire.

Infatti, la repressione della creatività provoca un crescendo di stati d’ansia (che può arrivare fino all’attacco di panico vero e proprio), perché ci fa perdere il contatto con la nostra unicità e con il significato profondo della vita.

Per questo è così importante esprimerla e coltivarla nella quotidianità.

Durante l’infanzia la creatività è parte integrante della crescita e si esprime nel gioco e nell’apprendimento.

Con l’ingresso a scuola, purtroppo, si perde gran parte della sua vitalità perché i programmi ministeriali sembrano fatti apposta per paralizzarla a vantaggio di un’istruzione nozionistica e stereotipata che favorisce la passività e il conformismo.

Così, una volta diventati grandi, e terminati gli studi, dell’entusiasmo e della fiducia che avevamo da bambini rimane ben poco.

La creatività è l’ingrediente miracoloso che ci permette di sfuggire alla crisi e di reagire al terrorismo psicologico portato avanti dai mass media.

Di questi tempi ce n’è davvero un gran bisogno! Perché costituisce una cura sana, naturale, economica e alla portata di tutti!

“Qual è il problema allora?” direte voi “Basta essere creativi e si risolve tutto!”

Il problema è che per essere creativi bisogna fare cose poco normali.

Infatti, la creatività non è normale per definizione!

Però, fare cose poco normali ci fa sentire strani, diversi e stupidi.

Questo sì che è un problema!

 

Il senso di stupidità è il nemico numero uno della creatività!

 

La sensazione di essere stupidi è un vissuto interiore capace di inibire irrimediabilmente gli stimoli creativi e gli impulsi di trasformazione di ciascuno, rendendoci tutti uguali, vittime di un livellamento emotivo, conformi ai modelli di massa, e perciò anche vuoti, privi del nostro carisma naturale, della nostra speciale unicità.

Il senso di stupidità è il nemico numero uno della creatività, il problema che impedisce la sua spontanea espressione nella nostra quotidianità.

Per essere creativi, bisogna superare questo scoglio e permettersi di essere stupidi, cioè ingenui, infantili, fragili, ridicoli.

Occorre tollerare quella sgradevole sensazione di diversità e d’inutilità e lasciare che la nostra parte bambina prenda il sopravvento sull’adulto pieno di doveri e di tristezza che siamo diventati crescendo.

Bisogna sopportare quel brontolio ininterrotto che parla nella testa quando ci permettiamo di fare qualcosa d’inconsueto e lasciamo che il bambino interiore salga per un poco alla ribalta della nostra personalità, gestendola come crede meglio.

Eccovi quindi un esercizio che vi aiuterà a riattivare la vostra creatività assopita e a ricreare un buon contatto con il bambino che siete stati:

  • Prendetevi un pomeriggio per voi e uscite insieme al vostro bambino interiore.

  • Portatevi appresso una sua fotografia e, se vi aiuta a mantenere il contatto, osservatela ogni tanto. Soprattutto quando l’adulto parla troppo oppressivamente nella vostra testa.

  • Per lo spazio di almeno due ore permettete alla parte bambina di gestire la vostra vita e lasciatele fare qualcosa che le piace. Potrebbe essere un disegno con i pennarelli, esplorare un parco giochi, una passeggiata in un luogo naturale, l’albero di natale, montare il trenino, dipingere con le mani… cose del genere.

  • Io, però, vi suggerisco di andare con il vostro bambino in un negozio di giocattoli e di invitarlo a scegliersi un regalo.

  • Dategli il tempo di girare tra le vetrine e gli scaffali con i giochi e osservate cosa gli piace, senza intervenire né censurare niente.

  • Sentite le sue emozioni in voi.

  • Fate attenzione perché ci sono i ricordi razionali, di ciò che vi piaceva quando eravate bambini, e ci sono le sensazioni del vostro bambino interiore ora. Non è detto che siano uguali. Potreste scoprire che il vostro bambino interiore è cambiato. Perché, in compagnia dell’adulto che siete diventati, oggi può esprimere qualcosa che quando eravate piccoli non potevate permettervi. Lasciatelo essere com’è, e osservatelo. Ma soprattutto, consentite alle sue emozioni infantili di scorrere nella vostra psiche.

  • Al momento di pagare il giocattolo che avrà scelto, la sensazione di stupidità potrebbe farsi molto forte in voi. Resistete alla tentazione di fare le spallucce, censurare l’esperienza e uscire senza aver comprato niente! Se saprete tollerarla e lo accontenterete, il bambino vi ripagherà, infondendo nella vostra psiche e nella vostra quotidianità il suo entusiasmo e le sue risorse creative.

Passare un pomeriggio in compagnia del vostro bambino interiore è un lavoro molto profondo, che lascia emergere i vissuti emotivi del passato insieme ai vissuti del presente.

La creatività è un processo continuo di trasformazione e cambiamento. Assecondarlo in se stessi significa armonizzare la vita.

Quando permettiamo alla parte bambina di esistere dentro di noi, ci riappropriamo della vitalità e dell’entusiasmo dell’infanzia e ci si aprono molte possibilità nuove.

Fare qualcosa di stupido e di inutile fa parte di questo processo.

Se riuscite a sospendere il giudizio e non vi bloccate, permettete al bambino di donarvi la sua spontaneità e la sua gioia di vivere.

I bambini hanno una conoscenza che gli adulti hanno perso, sono in contatto con il mondo magico dell’istintualità e della sensitività.

Quando vi aprite al suo potere creativo, sospendendo la critica e permettendovi la stupidità, la vita guadagna possibilità nuove e impensate.

http://carlasalemusio.blog.tiscali.it/2012/04/13/un-pomeriggio-con-il-vostro-bambino-interiore/

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