accadde…oggi: nel 1912 nasce Olga Schiavo

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Olga Schiavo (Salerno, 4 febbraio 1912Salerno, 19 ottobre 1991) è stata un’artista e musicista italiana.

Nacque a Salerno agli inizi del ‘900 da Vincenzo, industriale e Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, e da Rachele Bevacqua, ultima di otto fratelli, fra i quali Armando, architetto e autore di pubblicazioni sui monumenti campani[1].

Ebbe una grande attività e intrattenne carteggi con artisti salernitani negli anni 1930, tra i quali uno con Elvira Martinez y Cabrera[2].

Caporedattrice della sezione salernitana de La Donna Italiana: rivista mensile di lettere, scienze, arti e movimento sociale femminile, i suoi maestri furono Pasquale Avallone e Antonietta Casella Beraglia. A quindici anni partecipò alla I Mostra fra artisti del Salernitano del 1927 con “Lo studio”; due anni dopo conseguì il diploma in pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, grazie al quale divenne insegnante di musica presso l’Istituto Magistrale di Salerno.

Nel 1933, alla II Mostra salernitana d’arte, espose tre opere e nel settembre dello stesso anno a Roma realizzò disegni di monumenti archeologici romani. Fra il 1933 e il 1949 espose le sue opere, incentrate soprattutto sulla famiglia e sulla sua città, in mostre tenutesi a Roma, Firenze, Bari e Positano, con commenti positivi su varie testate (Il Mattino, Il Roma, La Revue Moderne illustrée des Arts et de la Vie).[3]

I temi principali della sua arte sono i ritratti dei familiari, i paesaggi, le nature morte e le atmosfere di interni, come nella tradizione della prima metà novecentesca dell’aera. Nella sua tecnica si evidenzia la ricerca della luce e della profondità, sottolineata attraverso l’uso del bianco.

Nel 1938, a causa di problemi di salute, si defilò e abbandonò la pittura. Fu presidente della sezione belle arti dell’Associazione Professioniste ed Artiste di Salerno e si cimentò anche nel campo della figurazione ceramica, frequentando presso la Scuola di ceramica le lezioni del maestro Renato Rossi, insieme alle colleghe Anna Maglietta e Annunziata Panza[4].

Per la produzione ceramica crea soprattutto mattonelle che riproducono opere classiche, in special modo riproduzioni quattrocentesche e cinquecentesche del Botticelli, del Giorgione e del Pollaiuolo, e rappresentazioni più vicini al gusto del 1700, come cineserie, scorci paesaggistici e motivi a grottesche.[5].

Costituì una rassegna stampa sulla sua persona dal 1927 al 1949: una settantina di articoli, copie di cataloghi o fogli di sala delle varie esposizioni[6].

Nel 1990 Schiavo donò per lascito testamentario dieci dipinti alla Pinacoteca provinciale di Salerno.

Morì a Salerno il 19 ottobre 1991.

https://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Schiavo

https://izi.travel/it/07f6-olga-schiavo-la-sonata-a-memoria/it

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/04/04/quindici-pittrici-dimenticate-arte-ai-tempi.html

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