telepatia, di Carla Sale Musio

La telepatia, o trasmissione del pensiero, è la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Poiché nella comunicazione telepatica non si adoperano i sensi fisici, la telepatia è considerata un evento paranormale e, quando si manifesta spontaneamente, spesso non viene riconosciuta.

Nella nostra quotidianità, però, è un fenomeno molto normale e tutti quanti la utilizziamo comunemente, anche se non ne siamo consapevoli.

  • Usiamo la telepatia quando sappiamo qualcosa prima che ci sia detta a parole.

  • Usiamo la telepatia quando interpretiamo i sentimenti degli altri.

  • Usiamo la telepatia quando sentiamo di non poterci fidare di qualcuno nonostante le sue buone maniere (oppure di poterci fidare nonostante le circostanze sfavorevoli).

  • Usiamo la telepatia quando intuiamo le risposte a domande su temi per noi ancora sconosciuti.

  • Usiamo la telepatia quando diamo credito al nostro sesto senso.

La telepatia è la prima forma di comunicazione che gli esseri umani sperimentano alla nascita.

Nel ventre materno, tra mamma e bambino si stabilisce una profonda intesa.

Dopo il parto, questo dialogo impalpabile continua a esistere e permette alla madre di conoscere i bisogni del suo piccolo e di accudirlo efficacemente.

In termini tecnici, la trasmissione telepatica che avviene tra madre e figlio durante il primo periodo della vita, è chiamata: preoccupazione materna primaria e gli psicologi la ritengono indispensabile per la sopravvivenza dei cuccioli.

Con la crescita, gli esseri umani si abituano a usare il linguaggio e le capacità telepatiche pian piano vengono dimenticate.

Madri e figli, però, hanno spesso fenomeni di trasmissione del pensiero perché, anche se inutilizzata, la telepatia è una potenzialità che non si estingue e che si manifesta spontaneamente durante le emergenze della vita.

Tutti gli animali, invece, usano la telepatia come forma di comunicazione, sia tra membri della stessa specie che fra specie diverse.

Lo studioso di cavalli, Henry Blake, ha dimostrato come la comunicazione tra questi animali avvenga soprattutto mediante la telepatia.

Le sue ricerche sono illustrate nel libro – Parliamo con il cavallo – che oggi è diventato un best seller conosciuto in tutto il mondo.

A conferma dei suoi studi, Henry era capace di cavalcare restandosene muto e con le braccia conserte, senza utilizzare briglie, frustino o speroni, e di arrivare a destinazione soltanto trasmettendo mentalmente al suo cavallo le immagini della strada che intendeva percorrere.

Anche Rupert Sheldrake ha studiato approfonditamente la comunicazione telepatica.

Nel libro: – I poteri straordinari degli animali – dimostra come gli animali, grazie all’uso spontaneo della telepatia, riescano a sapere con precisione cose che altrimenti non potrebbero conoscere.

L’animale uomo, però, ritiene che il linguaggio sia l’unica forma di comunicazione, lo spartiacque tra l’intelligenza, la civiltà, la coscienza e l’ottusa stupidità animale fatta principalmente d’incoscienza.

E, su questi presupposti, legittima a se stesso il diritto di usare qualunque altra forma di vita che, proprio perché priva di linguaggio, considera anche priva di diritti.

Nella nostra cultura, non è possibile ammettere l’esistenza della telepatia senza scardinare il pensiero specista e prevaricatore su cui abbiamo fondato la società.

Per noi uomini, infatti, è ancora impossibile ammettere che anche gli animali parlino e utilizzino una modalità comunicativa altrettanto valida della nostra.

Questo pregiudizio ci porta a negare la telepatia.

Così, in genere, chi vive episodi di trasmissione del pensiero tende a non riconoscerli e a giustificare con l’utilizzo dei cinque sensi le informazioni ottenute telepaticamente.

Ammettere l’esistenza della telepatia come forma abituale di comunicazione, significherebbe riconoscere implicitamente anche la prepotenza e la violenza del nostro stile di vita. E questo per molti è ancora troppo doloroso da accettare.

Abbiamo sotto gli occhi tanti esempi di telepatia, sia tra noi esseri umani che con i nostri animali, ma non li riconosciamo e preferiamo convincerci che ci sia sempre una giustificazione fisica dietro allo svolgersi degli eventi.

Se il nostro cagnolino scodinzola e ci aspetta davanti alla porta, mentre ancora stiamo percorrendo la strada di casa, preferiamo credere che abbia sentito il rumore dell’auto o dei nostri passi, piuttosto che notare le sue capacita telepatiche.

Eppure chiunque abbia un cane sa benissimo che solo pensare al bagnetto o al veterinario, fa correre il nostro cucciolo peloso a nascondersi sotto il letto.

Mentre basta decidere di andare a spasso, per trovarlo scodinzolante e felice davanti al guinzaglio.

E questo avviene anche quando ce ne stiamo in silenzio con i nostri pensieri, senza proferire parola e senza compiere alcun gesto.

E’ sufficiente soltanto immaginare il bagnetto, il veterinario o la passeggiata, per suscitare nel nostro amico a quattro zampe il comportamento conseguente.

Provare per credere!

Interagire con gli animali è un’ottima palestra per esercitare la telepatia.

Infatti, gli animali comunicano telepaticamente trasmettendo immagini.

Leggono le nostre immagini mentali e ci inviano le loro.

Naturalmente, per noi creature umane civilizzate è difficile avere immagini vivide e pregnanti perché, spesso, le parole occupano tutto lo spazio dei nostri pensieri.

Chi possiede una personalità creativa, però, di solito ha un buon contatto con le immagini interiori ed è spontaneamente portato alla telepatia (in genere queste persone piacciono ai bambini e agli animali).

Quando riusciamo a superare la presunzione di essere l’unica razza dotata d’intelligenza e ci rapportiamo agli altri esseri viventi con un atteggiamento diverso, possiamo provare a comprendere il loro modo di comunicare aprendo la mente alle immagini che trasmettono.

Naturalmente, per sperimentare la comunicazione animale, bisogna essere disposti ad abbandonare i nostri codici almeno per qualche tempo.

Ci vogliono pazienza ed esercizio per usare la telepatia intenzionalmente e in modo efficace, è come imparare a parlare una lingua diversa.

Scoprire queste potenzialità permette di riappropriarsi di una forma di comunicazione, essenziale e diretta, fatta di emozioni e di sensazioni, in contatto con le verità del cuore più che con le logiche della mente.

La telepatia è un modo di essere e di sentire la vita che crescendo abbiamo dimenticato, ma che appartiene a tutti e che tutti possiamo decidere di utilizzare.

La comunicazione telepatica, però, risponde prevalentemente a determinati requisiti. Primo fra tutti: la relazione.

Come spiegano Henry Blake e Rupert Sheldrake: per avere un’efficace trasmissione del pensiero bisogna che ci sia un legame.

Più intensa e più grande è l’unione tra due esseri, maggiore sarà anche la loro comunicazione telepatica.

La telepatia, dunque, è il linguaggio del cuore.

Parlarsi senza usare le parole rappresenta una possibilità dell’amore e avviene più facilmente quando si è dentro un rapporto affettivo, significativo e profondo.

L’amore esprime l’anima di ciascuno.

E per questo non c’è bisogno del linguaggio.

Basta soltanto essere in comunione, per attingere a quella fonte di conoscenza immediata ed essenziale che chiamiamo: telepatia.

Il cuore non è normale.

E’ vero.

http://carlasalemusio.blog.tiscali.it/2012/08/05/telepatia/

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