by the Arno, by Oscar Wilde, tradotta liberamente da Adele Libero

Oscar Wilde trascorse qualche periodo a Firenze intorno al 1870 e sedendo lungo il fiume Arno scrisse la deliziosa “By the Arno” ispiratagli dal paesaggio straordinario, dalla luce del sole splendente sulle acque che scorrevano lentamente…

Oscar Wilde spent time in Florence in the 1870s, and sitting by the Arno river, scratched into his parchment paper the lovely ‘By the Arno’, inspired as he was by the stunning scenery, the sunlight sparking on the gently currented waters:

The oleander on the wall

Grows crimson in the dawning light,

Though the grey shadows of the night

Lie yet on Florence like a pall.

The dew is bright upon the hill,

And bright the blossoms overhead,

But ah! the grasshoppers have fled,

The little Attic song is still.

Only the leaves are gently stirred

By the soft breathing of the gale,

And in the almond-scented vale

The lonely nightingale is heard.

The day will make thee silent soon,

O nightingale sing on for love!

While yet upon the shadowy grove

Splinter the arrows of the moon.

Before across the silent lawn

In sea-green vest the morning steals,

And to love’s frightened eyes reveals

The long white fingers of the dawn.

Fast climbing up the eastern sky

To grasp and slay the shuddering night,

All careless of my heart’s delight,

Or if the nightingale should die.

……………………………………….

Presso l’Arno

 

L’oleandro lì sul muro

s’imporpora all’aurora.

Pur se l’ombra grigia della notte

si stenda su Firenze come un velo, ancora

Brilla la rugiada su in collina

e illumina i boccioli, lassù.

Oh, ma i grilli sono scappati

e tace la canzoncina attica.

Soltanto le foglie si agitano dolcemente

al lieve soffio del vento,

e nella valle profumata di mandorle

si sente il passero solitario.

Presto il giorno ti renderà silenzioso,

o usignolo che canti d’amore,

mentre ancora nell’ombroso boschetto

si frantumano le frecce della luna.

Prima che il mattino, nella veste verdemare

rubi il prato silenzioso

e riveli agli occhi timorosi degli amanti

le lunghe dita bianche dell’alba.

Che veloci vanno verso Est

per afferrare ed uccidere la notte tremante,

incuranti delle delizie del mio cuore

o che l’usignolo possa perire.

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