accadde…oggi: nel 1915 muore Clara Immerwahr

Clara Immerwahr (21 giugno 18702 maggio 1915) è stata una chimica tedesca e un’attivista impegnata per i diritti delle donne. Fu la prima donna a conseguire un dottorato in chimica in Germania.

Clara Immerwahr nacque a Polkendorff Farm, vicino a Breslavia, ed era la figlia più giovane del chimico Philipp Immerwahr e di sua moglie Anna Krohn. Cresciuta nella fattoria di famiglia con i fratelli di tre anni più grandi, Elli, Rose e Paul, nel 1890 sua madre morì di cancro e, mentre la sorella Elli e il marito Siegfried continuarono a occuparsi della fattoria, Clara si trasferì con il padre a Breslavia.

Studiò all’Università di Breslavia, ottenendo nel 1900 la laurea e il dottorato in chimica, seguita da Richard Abegg. La sua tesi si intitolava Beiträge zur Löslichkeitsbestimmung schwerlöslicher Salze des Quecksilbers, Kupfers, Bleis, Cadmiums und Zinks (Contributi sulla solubilità dei sali poco solubili di mercurio, rame, piombo, cadmio e zinco). Fu la prima donna con un dottorato all’Università di Breslavia e ricevette magna cum laude.

Clara Immerwahr sposò Fritz Haber nel 1901. Lei veniva da una famiglia ebrea e si era convertita al cristianesimo nel 1897. A causa delle aspettative sociali del tempo, secondo cui il ruolo di una donna sposata era di occuparsi della casa, aveva possibilità molto limitate di condurre ricerche. Contribuì però, senza che le fosse riconosciuto, al lavoro del marito, traducendo dal tedesco all’inglese. Nel 1902 nacque il primo e unico figlio della coppia, Herrmann Haber (1902-1946).

La sofferenza per il ruolo sottomesso della Immerwahr, traspare dalle confidenze scambiate con un’amica:

« È sempre stato parte della mia attitudine il pensiero che una vita valga veramente la pena di essere vissuta se si fa pieno uso delle abilità che si possiedono e si prova ogni tipo di esperienza che la vita umana ha da offrire. È stato sotto questo impulso, tra le altre cose, che ho decisi di sposarmi allora… La vita che ne ho ottenuto è stata molto breve… e le cause principali di ciò è il modo oppressivo di Fritz di porre se stesso per primo a casa e nel matrimonio, cosicché una personalità meno violentemente auto-compiacente può solo essere solo distrutta. »

Durante la prima guerra mondiale, Haber diventò un convinto sostenitore degli sforzi militari tedeschi e giocò un ruolo fondamentale nello sviluppo delle armi chimiche (in particolare i gas velenosi). I suoi sforzi sarebbero poi culminati nella supervisione del primo utilizzo di successo di un’arma di distruzione di massa nella storia militare, avvenuto nelle Fiandre, il 22 aprile 1915, durante la seconda battaglia di Ypres.

Appena dopo il ritorno di Haber dal Belgio, la Immerwahr, che era una pacifista, profondamente sconvolta dal lavoro di Haber sulle armi chimiche, si sparò un colpo al petto usando la pistola militare del marito. Morì tra le braccia del figlio il 2 maggio. La mattina dopo la sua morte, Haber lasciò la casa per coordinare il primo attacco con il gas contro i russi sul fronte orientale.

Il suicidio di Clara Immerwahr rimase in larga parte coperto dal mistero. Sei giorni dopo la sua morte, solo il giornale locale Grunewald-Zeitung scrisse che «la moglie del dottor H. a Dahlem, che era al fronte, ha messo fine alla sua vita sparandosi. Le ragioni del triste atto della donna rimangono sconosciute.» Non c’è prova che ci sia stata un’autopsia. Le cause non documentate della sua morte sono, quindi, controverse come le motivazioni.

Le ceneri di Fritz Haber e quelle di Clara Immerwahr sono sepolte insieme nel cimitero di Basilea. In seguito il figlio Hermann Haber emigrò negli Stati Uniti, dove si suicidò nel 1946. Ludwig (“Lutz”) Fritz Haber (1921-2004), il figlio di Fritz Haber e della seconda moglie, Charlotte, pubblicò un libro sulla storia del gas velenoso, The Poisonous Cloud (1986).

https://it.wikipedia.org/wiki/Clara_Immerwahr

https://jwa.org/encyclopedia/article/immerwahr-clara

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/2017/05/01/donne-non-italiane-morte-a-maggio-not-italian-women-died-in-may/

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