accadde…oggi: nel 1888 nasce Inge Lehmann

Se oggi conosciamo un po’ meglio il centro della Terra lo dobbiamo anche e forse soprattutto a una donna: Inge Lehmann, una scienziata danese che nel 1936 scoprì, attraverso l’analisi dei sismogrammi di terremoti avvenuti in Nuova Zelanda, che il nucleo della Terra è suddiviso in due parti: una interna, che in base alle conoscenze attuali dovrebbe essere solida, e una esterna (quella scoperta da Richard Dixon Oldham), che presumibilmente si comporta come un fluido.

Inge Lehmann era nata a Copenaghen nel 1888 dove frequentò la scuola pedagogica-progressiva superiore diretta da Hanna Adler, una zia di Niels Bohr. Dopo aver finito la scuola, studiò matematica e infine si appassionò alla geologia e divenne assistente del geodetico Niels Erik Nörlund, il quale le assegnò la mansione di allestire osservatori sismologici in Danimarca e Groenlandia. L’inizio del suo interesse per la sismologia risale proprio a questo periodo.

Le sue scoperte nel campo della geologia furono fondamentali. Oltre alla teoria delle due parti del nucleo, Inge Lehmann riuscì a spiegare e interpretare le cosiddette onde P, un tipo particolare di onde sismiche che sono molto veloci (e dunque le prime ad essere registrate dai sismografi).

Il Doodle di oggi (11 maggio, ovvero il 127 anniversario della nascita di Inge Lehmann) può essere l’occasione per scoprire che cosa c’è sotto la Terra e capire i fondamenti della scienza della Terra e dello studio dei terremoti. Proseguite la lettura e diventerete degli esperti.

 

Il doodle dedicato a Inge Lehmann.

Che cosa c’è sotto terra? Su ciò che accade sotto i nostri piedi sappiamo pochissimo. Le nostre nozioni di base sulla struttura interna della Terra risalgono praticamente a ieri: quando le automobili costruite da Ford iniziarono a rombare sulle strade, non si sapeva nemmeno che la Terra avesse un nucleo. E il fatto che i continenti si spostino sulla superficie terrestre come foglie di ninfea su uno specchio d’acqua (la tettonica delle placche) è di dominio pubblico da appena una generazione. «Potrà sembrare strano» scriveva il fisico Richard Feynman «ma sulla distribuzione della materia all’interno del Sole sappiamo assai di più che non sull’interno della Terra».

La distanza dalla superficie al punto centrale della Terra ammonta a poco meno di 6.400 chilometri. Se si potesse praticare un foro fino al punto centrale e vi si lasciasse cadere dentro un sasso, arriverebbe a destinazione in soli 45 minuti. Purtroppo finora siamo riusciti a scavare verso il centro della Terra solo fori insignificanti. Da qualche parte, in Sudafrica, ci sono miniere d’oro che si spingono fino a tre chilometri sotto la superficie, ma la maggior parte delle miniere non scende a più di 400 metri. Insomma, facendo le proporzioni, se la Terra fosse una mela non potremmo nemmeno dire di averne bucato la buccia.

Fino a meno di un secolo fa, perfino le persone scientificamente più colte non avrebbero saputo dire nulla di più di un comune minatore su quanto accade nell’interno della Terra: si poteva scavare un po’ verso il basso, ci si imbatteva in rocce di vario tipo, ma la cosa finiva lì.

LA scoperta del nucleo interno. Solo nel 1906, dopo un terremoto avvenuto in Guatemala, il geologo irlandese Richard Dixon Oldham si accorse dall’analisi di registrazioni sismografiche che alcune onde d’urto si spingevano fino a una certa profondità all’interno della Terra per poi essere riflesse come se avessero urtato contro una sorta di barriera. Da questo fatto, egli trasse la conclusione che la Terra dovesse possedere un nucleo interno.
Quattro anni più tardi, il sismologo croato Andrija Mohorovičić esaminò i tracciati di un sisma a Pokuplje (a sud-est di Zagabria) notandovi una deviazione analoga, ma a una profondità assai minore. Aveva individuato il limite tra la crosta terrestre e lo strato immediatamente sottostante: il mantello. Da allora, questa zona viene indicata con il nome di “discontinuità di Mohorovičić”, o più in breve come Moho.

 

Inge Lehmann nel 1932.

Gradualmente iniziò a prendere forma una vaga rappresentazione della struttura a strati della Terra. Nel 1936 la scienziata danese Inge Lehmann scoprì, attraverso l’analisi dei sismogrammi di terremoti avvenuti in Nuova Zelanda, che il nucleo è suddiviso in due parti: una interna, che in base alle conoscenze attuali dovrebbe essere solida, e una esterna (quella scoperta da Oldham), che presumibilmente si comporta come un fluido.

Sotto pressione. Le moderne ricerche hanno confermato questa ipotesi. Disponiamo ovviamente di conoscenze ricavate indirettamente, ma possiamo pur sempre trarre alcune deduzioni. Per esempio si sa che al centro della Terra regna una pressione talmente alta (circa tre milioni di volte più che in superficie) che la materia lì presente potrebbe sussistere solo allo stato solido. Inoltre si può dedurre dalla storia del pianeta (e da altri indizi) che il nucleo interno abbia trattenuto molto bene il suo calore. È certamente solo una supposizione, ma si ritiene che la temperatura nel nucleo sia diminuita solo di un centinaio di gradi Celsius nell’arco di oltre quattro miliardi di anni.

A quanto arrivi la temperatura nel nucleo terrestre, nessuno lo può dire con precisione; le stime vanno da 3.900 a 7.200 °C; l’ultima è di 6.700 °C.

Le informazioni che abbiamo sul nucleo esterno sono per molti aspetti più scarse, ma tutti concordano sul fatto che sia fluido e che il campo magnetico terrestre abbia origine in questa sede.

Fu nel 1949 Edward Crisp Bullard, dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, a enunciare la teoria secondo cui questa parte del nucleo rispecchierebbe grossomodo il funzionamento di una dinamo, generando appunto un campo magnetico. Secondo questa visione, i materiali all’interno della Terra, soggetti ai movimenti di convezione, si comporterebbero come una corrente elettrica che percorra un filo metallico. Che cosa avvenga nel dettaglio non è dato sapere, ma si è piuttosto certi che ciò abbia a che fare con la rotazione del nucleo e con il suo stato fluido.

http://www.focus.it/scienza/scienze/inge-lehmann

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/2017/05/01/donne-non-italiane-nate-a-maggio/

 

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