Camille Claudel, di Chiara Caruso

Camille Claudel (Fère-en-Tardenois, 1864 – Montfavet, 1943) è stata una scultrice e graphic designer francese, allieva e amante di Rodin e sorella maggiore dello scrittore e diplomatico Paul Claudel.

Già dodicenne dimostra forte interesse per la scultura ed inizia con la tecnica del modellato e i suoi lavori son di tal livello che suo padre lascia che si rechi a Parigi presso l’Académie Colarossi, dove sarà allieva del maestro Alfred Boucher. Diciottenne espone i suoi lavori al Salon e nell’immediato conosce Rodin, al tempo già quarantunenne.

camille-claudel-fotoFra Rodin e la Claudel nasce un legame che travalica il rapporto amoroso per sconfinare nel comune lavoro con reciproche influenze. Rodin “narra” l’evolversi del suo amore verso la Claudel in numerosi disegni esposti presso il Musée Rodin a Parigi: tali disegni hanno un rilevante contenuto erotico, così come alcuni lavori della stessa Camille che si rifanno a un Kāma Sūtra che fu rivisto e rielaborato da Kalidasa in un periodo ritenuto a cavallo tra il IV e il V secolo a.C. Camille Claudel sintetizza tutto questo insieme di sentimenti nel bronzo “La Valse” del 1891, ovvero un valzer in cui la passione amorosa traspare senza indugio alcuno e che Camille eseguì dopo una fugace avventura con Claude Debussy. Scopo di tale breve rapporto amoroso con Claude Debussy era di ingelosire Rodin in modo che lasciasse Rose Beuret (compagna di Rodin), cosa che Rodin non fece e l’anno dopo, nel 1892, Rodin chiuse in modo definitivo il rapporto con Camille.

camillle claudel-età-maturaRodin cercò comunque di aiutarla facendole commissionare una scultura, L’Âge Mûr (L’Età matura), richiestale nel 1895 e messa in mostra nel 1899 come gesso mai consegnato al committente. Fu solo nel 1902 che il capitano Tissier ne fece fare a sue spese il bronzo. Il gruppo scultoreo fa richiamo al Rodin stesso “indeciso” fra la sua prima compagna, che poi sposerà, e Camille che nel gruppo scultoreo è simboleggiata dalla figura che tenta di trattenere il “vecchio” amante che ormai si sta rivolgendo verso la sua futura sposa dimostrando comunque un che di esitante.

Alcuni studiosi hanno posto in relazione aspetti importanti del lavoro della Claudel con il suo difficile vissuto dovuto al complesso rapporto con la madre: quando la Claudel fu internata in manicomio appena una settimana dopo la morte del padre nel 1913, fu proprio la madre coadiuvata dal fratello che volle farla rimanere lì a dispetto del parere dei medici curanti che non ritenevano necessario un internamento per i problemi psichici veri o presunti che presentava la ragazza.

La madre non fece mai visita alla figlia durante la degenza nel sanatorio e lo psicanalista Luca Trabucco ipotizza che nel grande bronzo “l’età matura” il sottofondo non è l’abbandono da parte di Rodin ma un abbandono, dal punto di vista psichico, subito durante l’infanzia.

https://allascopertadelledonne.wordpress.com/2016/08/30/camille-claudel/

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