accadde…oggi: nel 1962 muore Vita Sackville – West, di Alisa Del Re

Kent 1892 – 1962

Sicuramente più conosciuta per la sua vita “scostumata” (dal titolo di uno dei suoi romanzi più noti: La signora scostumata), per la sua intima amicizia con Virginia Woolf, per la passione che la legò a Violet Trefusius, per il bizzarro matrimonio con Harold Nikolson (entrambi attratti da persone dello stesso sesso, si concessero a vicenda ampie libertà, pur mantenendo un forte legame familiare), che non per la sua attività di romanziera, Vita Sackville-West fu uno dei personaggi più allegramente trasgressivi e passionali del secolo scorso. «Vita era sempre innamorata. Che io sappia, non vi fu mai un momento, in vita sua, che non spasimasse per qualcuno, che non stesse in smaniosa attesa dell’unica persona che, in quel periodo, poteva placare la sua smania». Così ne scrive suo figlio, Nigel Nikolson, in Ritratto di un matrimonio. Una vita eterodossa, anche divertente: due figli, romantiche vacanze, travestimenti, gelosie, ricatti, snervanti passioni, avvenimenti al limite della pochade, come la fuga in Francia con Violet, con i due mariti che inseguono le fuggiasche su un minuscolo aeroplano.
Virginia Woolf, che Vita conobbe nel 1922, la fece entrare nel gruppo di Bloomsbury, quel gruppo artistico-letterario nato nel 1905 a Londra, i cui membri si riunivano in case private nel quartiere da cui prese il nome e che durò fino alla seconda guerra mondiale. A lei dedicò Orlando (1928), trasfigurazione letteraria del loro amore. Sepolto nel libro, quest’amore finì pochi mesi dopo la sua pubblicazione.
Ma l’aspetto di Vita forse meno conosciuto, e che me la rende estremamente cara, è legato alla sua passione per il giardinaggio. Ne è stata una grandissima esperta: per 15 anni, dal 1946 al 1961, tenne una rubrica sull’«Observer», pubblicata in Italia con il titolo Il giardino alla Sackville-West. Il suo White garden:
«un giardino “grigio e bianco”, un mare di cespi dal fogliame grigio, intervallati qua e là dagli alti fiori bianchi…le bianche trombe di gigli regali, tra il grigio dell’artemisia e della santolina, con il Dianthus “Mrs Sinkins” e le coltri argentee di Stachis lanata, più familiare e più simpatica con i nomi inglesi “orecchia di coniglio” o “pezzuola del Salvatore”. Ci saranno viole del pensiero bianche e peonie dello stesso colore, e iris bianchi dalle foglie grigie…»
È il mio obiettivo da sempre, da sempre perseguito e fallito. Anche lei lo pensava così, come un desiderio difficilmente realizzabile, come un’armonia segreta da vedere in primo luogo nella mente perché i fiori hanno troppi colori: «Non voglio vantarmi in anticipo del mio giardino bianco e grigio. Potrebbe rivelarsi un terribile fallimento. Tuttavia, non posso astenermi dallo sperare» – ed io con lei – «che il grande spettrale barbagianni l’estate prossima volerà silenzioso sopra un giardino tutto chiaro, nella luce del crepuscolo; il giardino chiaro che ora sto piantando, sotto i primi fiocchi di neve».
In un appezzamento del giardino di Sissinghurst Castle, nel Kent, luogo acquistato da Vita e dal marito nel 1930, con rose “Iceberg” e Chrysantemum foeniculaceum, il giardino bianco “virginale, selvaggio, patrizio” ancora oggi esiste in tutto il suo splendore.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/vita-sackville-west/

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/2017/06/01/not-italian-women-died-in-june/

https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_Sackville-West

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