accadde…oggi nel 2014 muore Maria Perosino, di Annarita Briganti

LE STORIE vissute e quelle che avremmo potuto vivere. Parla del famoso “cosa sarebbe successo se” il secondo libro autobiografico di Maria Perosino, Le scelte che non hai fatto( Einaudi), uscito a giugno proprio il giorno dopo la prematura scomparsa dell’autrice per una grave malattia, già in classifica ed in ristampa. «Chi non ricorda Gwyneth Paltrow in Sliding doors? »,hascrittolaPerosino.«A volte basta storcersi una caviglia, perdere un treno, salire su un vagone piuttosto che su un altro, e tutto cambia». Andare a destra o a sinistra, come suggeriscono le due frecce in copertina. Fare un figlio o meno. Scegliere tra due amori, uno apparentemente più felice dell’altro, tra due città, tra una casa più piccola in centro o una più grande in periferia.Nata a Torino nel 1961, milanese d’adozione, Maria Perosino conteneva moltitudini: storica dell’arte, curatrice di mostre, responsabile dell’ufficio iconografico dell’Einaudi, scrittrice e giornalista, viaggiatrice e cuoca. Gli amici vogliono ricordarla così, piena di voglia di vivere, nel reading collettivo dei suoi scritti, che si terrà mercoledì prossimo alla Libreria Gogol & Company in via Savona 101 dalle ore 19 (ingresso libero). Il mondo culturale si è mobilitato per partecipare a quest’evento, che si chiama “Io non viaggio proprio sempre da sola”, parafrasando il titolo del suo esordio del 2012. Interverranno, tra gli altri, l’amica di una vita Carmen Novella, le scrittrici Caterina Bonvicini e Candida Morvillo, la giornalista Raffaella Calandra, la fotografa Olivia Gozzano, l’editor einaudiana Dalia Oggero. Condurrà la serata Stefano Bartezzaghi, anch’egli legato all’autrice da un rapporto speciale: «Era la mia migliore amica da 15 anni. Le Scelte che non hai fattoè un libro indovinato. Ha una scrittura femminile, sostenuta da una cultura vasta e curiosa. Maria era forte, autonoma e sicura, nonostante le prove disumane che ha dovuto affrontare. Aveva l’acume dell’ascolto, s’immedesimava nei problemi degli altri, intuiva gli sviluppi nel lavoro ».

Le volevano tutti bene, ne riconoscevano la professionalità, ma la Perosino, che nel 1998 aveva perso il compagno, si è scontrata contro un destino avverso, simile per densità e brevità alla recente scomparsa di un altro piemontese celebre, Giorgio Faletti. Com’era il suo bilancio finale? «Una compagna di scuola di Maria mi ha sgridato perché su Repubblica ho usato la parola “sfortunata” — dice Bartezzaghi — Lei non si riteneva tale e io non credo nel destino predeterminato, ma ha sommato dolori che avrebbero steso chiunque».

Nelle Scelte che non hai fatto, comeneglialtri suoi testi, il cibo ha un ruolo fondamentale, aggrega, agevola soluzioni: «Meglio mangiare ostriche a Parigi da sola, che non farlo. Donne si diventa, non si nasce» disse la Perosino in un’intervista su queste pagine. «Di fronte alle storie umane interrotte viene il sospetto di una mano malvagia che si diverte a bloccare le palline della roulette — sostiene Bartezzaghi, amico, collega, compagno di viaggi — Ma non si piangeva mai addosso. In un momento in cui soffriva molto, ha radunato le persone care, ha preparato una cena e si è rialzata».

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