accadde…oggi: nel 1999 muore Marisa Rusconi, di Natalia Aspesi

Giornalista e scrittrice, Marisa Rusconi è morta a Milano nella notte fra lunedì e martedì. Aveva sessantacinque anni. Aveva iniziato a lavorare al Giorno e nel 1975 è approdata all’ Espresso, dove si è occupata di giornalismo culturale, firmando una rubrica dal titolo “I segreti degli editori”. Rusconi ha scritto diversi libri, fra i quali Professione donna, Amore plurale maschile e Amati, amanti. Recentemente aveva pubblicato un romanzo, L’ amore diviso, molto ben accolto. In due occasioni aveva vinto il Premiolino per le sue inchieste giornalistiche. Marisa Rusconi aveva due figli, Lorenzo e Jacopo, ed era stata sposata con Franco Quadri, critico teatrale di Repubblica. I funerali si svolgeranno oggi alle 11 nella chiesa di San Vincenzo in Prato a Milano. Alla famiglia di Marisa Rusconi vanno le più sentite condoglianze della direzione e della redazione di Repubblica. “Quando le luci si spengono / poco per volta ci si abitua al buio / come quando il vicino, sollevando alto / il lume, sigilla il suo addio”. Come è strano che Marisa Rusconi, morta l’ altro ieri all’ improvviso, abbia voluto anteporre al suo romanzo L’ amore diviso, appena pubblicato da Rizzoli, i versi di Silenzi di Emily Dickinson. E’ morta come si muore troppo spesso oggi, di un tumore, che le ha invaso il cervello rivelandosi non più di due settimane fa, “ed è così nelle oscurità più fonde / in quelle notti lunghe della mente / quando non c’ è luna che disveli un suo segno / quando non c’ è stella che / dentro / si accenda…”. Marisa era di quelle donne che restano ragazze per sempre, fissate nel vestire semplice, nei lunghi capelli, nei modi segreti, ai tempi di una giovinezza lontana, quella del ‘ 68, il momento che ha scavato ribellioni, inquietudini e nostalgia e in più, in lei, una militanza quieta, mai abbandonata, dopo tanti anni, neppure oggi. Dopo tanto giornalismo misurato e fervente, accentrato sulle sue passioni, la letteratura, la scrittura, i sentimenti, il femminismo, adesso collaborava all’ Espresso di cui era stata redattrice culturale: e nel numero in edicola firma la sua consueta rubrica, “I segreti degli editori”, che aveva ereditato da un’ altra grande giornalista scomparsa, Maria Livia Serini. Curiosa, gentile ma implacabile, aveva ancora una volta strappato agli editori i segreti del prossimo autunno, da Fazi un romanzo d’ esordio heavy metal di Rocco Fortunato, dagli Editori Riuniti la riproposta di un romanzo autobiografico di Lilian Helman, da ES Biblioteca dell’ Eros un’ altra scandalosa storia autobiografica di Florence Dugas. Del resto anche il suo romanzo, il primo dopo tanti saggi e inchieste, maturato per anni, con ansia e paura è forse di ispirazione autobiografica. Forse, perché di questa donna sempre sorridente, garbata e schiva, oggi persino le amiche come la studiosa e scrittrice Maria Rosa Cutrufelli, persino il marito, il critico Franco Quadri, con cui aveva un ottimo rapporto dopo la separazione, persino il compagno medico, conoscevano la tenerezza e l’ intelligenza, le idee e la fermezza, ma non del tutto la sua storia. Quella di un infanzia solitaria e dolorosa, prigioniera in un elegante collegio di suore, lontane le ombre di un padre, di una madre, di una sorella di cui sognava l’ amore, quella di un giovinezza chiusa dalla timidezza, dall’ insicurezza, umiliata, come capita anche alle ragazze più intelligenti, dall’ autolesionismo di non sentirsi abbastanza carina. Anche se poi lei sapeva spesso sembrare, con soave testardaggine, bella, nei momenti in cui occorreva esserlo per intenerire e incantare gli uomini che l’ amavano. L’ amore era il cuore segreto della sua intelligenza e del suo scrivere. Con sguardo sapiente e gentile di donna, più che di femminista, Marisa ha raccontato il caos della coppia uscita dalle lacerazioni degli Anni 70 in Amati amanti del 1981, ripubblicato da Marsilio l’ anno scorso, e si è avventurata come un’ esploratrice coraggiosa e tenera nel mondo affettivo maschile, in Amore plurale maschile, del ‘ 90, ripubblicato da Marsilio nel ‘ 95. I suoi libri mai sentenziosi, mai dotti, sempre pieni di umanità, della sua umanità, sono entrati nella vita inquieta di tante ragazze mai amate come avrebbero voluto, mai certe del loro valore, mai capaci di accontentarsi o rassegnarsi, come una mano tesa, come un gesto d’ affetto, come la parola amica che ti rinsalda e ti distoglie dalla malinconia. Marisa Rusconi la si incontrava ovunque si trovassero buoni libri, si parlasse di libri, alle grandi fiere di Francoforte o di Torino, nelle librerie più attente, alla presentazione di libri. Parlava di tutto, magari del suo appassionato impegno volontario per la rivista letteraria Tuttestorie, dedicata alla scrittura femminile (e nel prossimo numero uscirà una sua bella intervista a Simona Vinci), ma mai di lei; né dei suoi successi giornalistici né dei suoi libri, riservata e pudica, al contrario della maggior parte degli scrittori che assillano angosciati critici e giornali affinché esaltino la loro magistrale opera. Non parlava della sua vita privata, né si inorgogliva con gli altri dei figli amatissimi, Lorenzo, 34 anni, architetto, che da lei ha ereditato la generosità lavorando per un gruppo non governativo nei paesi in via di sviluppo, e Jacopo, 35 anni, creativo come lei che è un affermato montatore cinematografico e lavora con Bertolucci, Martone, Bechis e altri. L’ amore diviso aveva già avuto ottime critiche, lei ne aspettava trepida il successo, sognava magari un riconoscimento, un premio. “E allora è la Notte che si trasforma / oppure un qualcosa nella vista / che alla Mezzanotte si conforma / E la vita procede quasi senza incertezza”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/07/la-testardaggine-soave-di-marisa-rusconi.html?refresh_ce

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/2017/06/11/donne-italiane-morte-a-luglio/

https://it.wikipedia.org/wiki/Marisa_Rusconi

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