accadde…oggi: nel 2007 muore Odile Speed

C’è un felice, fortunato incontro tra arte e scienza dietro l’elegante icona, universalmente nota, della doppia elica. A realizzarla è stata Odile Speed, morta ai primi di luglio (ma la notizia è stata divulgata soltanto ora) all’età di 86 anni. Era la moglie artista di Francis Crick, il fisico-matematico che assieme al biologo James Watson scoprì, nel 1953, la struttura molecolare dell’acido deossiribonucleico (Dna), depositaria dei caratteri che gli organismi viventi si trasmettono di generazione in generazione: una pietra miliare nella storia delle scoperte del XX secolo, destinata a dare un’accelerazione senza precedenti alla biologia e alla scienza in generale.

In questa straordinaria avventura scientifica – in cui erano coinvolti due gruppi di brillanti ricercatori rivali, che operavano in quella specie di «fabbrica dei Nobel» che erano l’Università di Cambridge e il King’s College a Londra – il ruolo di Odile Crick fu deciso dal caso. Di madre francese e di padre inglese, un facoltoso gioielliere, Odile, nata nel 1920, aveva frequentato una prestigiosa scuola d’arte a Vienna, che aveva dovuto lasciare a causa della guerra. Tornata in Inghilterra, era stata assunta, grazie alla perfetta conoscenza della lingua tedesca, al ministero della Marina. Qui, nel 1945, aveva conosciuto Francis Crick.

Stando alle successive, minuziose ricostruzioni dei protagonisti, che intrecciano vicende scientifiche e vita vissuta, lui l’aveva premurosamente aiutata a raccogliere i cavolini di Bruxelles che le erano scivolati da un pacchetto, rotolando sul pavimento della stanza in cui stava lavorando. Le sue prime avance furono respinte: lo scienziato, non ancora trentenne, aveva un matrimonio fallito alle spalle, un figlio e l’attitudine di passare di flirt in flirt. In seguito, però, i due si erano messi insieme e nel 1949 si erano sposati, per poi trasferirsi a Cambridge. Qui la loro casa, governata da Odile, cuoca e padrona di casa affascinante e affabile, divenne un accogliente e caldo focolare per il gruppo di ricercatori – biochimici, biologi, cristallografi come Rosalind Franklin – che stavano lavorando sull’acido deossiribonucleico per arrivare a capire i lati ancora oscuri e soprattutto come la molecola si organizzasse nello spazio. E, cosa fondamentale, come assolvesse alla sua funzione genetica.

Un’artista come Odile trovava naturalmente ben poco appassionanti le animate discussioni infarcite di astrusi termini scientifici, e seguiva da lontano il febbrile lavorio di suo marito e di Jim Watson per mettere a punto il modello di Dna a doppia elica, dopo aver visto i preziosi dati cristallografici della loro amica-rivale Rosalind Franklin. Non attribuì neppure troppa importanza alla solenne ed eccitata dichiarazione di Francis che, al suo ritorno a casa, la sera del 28 febbraio 1953 le comunicò che aveva «scoperto il segreto della vita».

È a questo punto che entra in scena Odile. Né Francis né Watson erano abili nel disegno e occorreva – rapidamente – una rappresentazione che corredasse l’articolo destinato alla rivista Nature. Seguendo le indicazioni del marito, la sua mano sicura riprodusse esattamente il distanziamento delle eliche e le posizioni degli acidi nucleici, ma non quella di tutti gli atomi. L’articolo, considerato il più famoso di ogni tempo, uscì il 25 aprile 1953 con l’abbozzo originale, in bianco e nero, della doppia elica del Dna, destinato a trasformarsi nell’icona della biologia molecolare e della scoperta delle basi biologiche della vita. Di certo Odile, mentre attendeva a quel disegno, non si aspettava che sarebbe diventato la sua opera più famosa, destinata a entrare nella storia e a comparire non nei libri d’arte, ma in un numero infinito di manuali e articoli scientifici.

http://www.lastampa.it/2007/08/02/cultura/odile-la-donna-che-vide-il-dna-py1DUqGwnVzhsSywV8UZgL/pagina.html

https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/2017/06/11/not-italian-women-died-in-july/

https://it.wikipedia.org/wiki/Odile_Speed

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