accadde…oggi: nel 2016 muore Laura Mancinelli, di Isabella Bossi Fedrigotti

Laura Mancinelli, mancata giovedì 7 luglio a 82 anni, era una piccola signora determinata, coltissima e spiritosa. E ci è voluta certamente tutta la sua determinazione, per affrontare, quasi sfidandola, l’invalidante malattia — sclerosi multipla — che l’ha colpita più di vent’anni fa costringendola in carrozzella. E affinché la sfida fosse completa, ha poi scritto Il mistero della sedia rotelle (Einaudi), il primo romanzo della fortunata serie di gialli umoristici con le indagini del capitano Florindo Flores, per il quale ha ottenuto il premio Cesare Pavese.

Nata a Udine ma vissuta quasi sempre a Torino, Laura Mancinelli era germanista ed ebbe la cattedra di filologia tedesca prima a Sassari e poi a Torino, con un intermezzo veneziano a Ca’ Foscari come docente di Storia della lingua tedesca. Ha scritto un gran numero di saggi sulla sua materia, ha tradotto le opere dei grandi della letteratura germanica ma, come spesso succede — così è la vita — ha avuto vero, grande successo con quel che lei considerava delle operine. Operine che sarebbero appunto i suoi gialli torinesi e i suoi altrettanto fortunati romanzi storici. Lavori della mano sinistra, insomma, che, come lei stessa diceva, la divertivano, mentre quelli della mano destra, quelli «seri» e laboriosi la tormentavano.

Studiosa di prim’ordine, Laura Mancinelli è sempre stata affascinata dal Medioevo (tedesco ma non soltanto) cui, si può dire, ha dedicato tutta la vita, e conoscendolo a menadito non è stato difficile per lei ambientarvi, senza sbagliare nessun dettaglio, alcuni dei suoi romanzi più famosi come I dodici abati di Challant, Il miracolo di santa Odilia o Gli occhi dell’imperatore (tutti Einaudi). Il suo metodo — di mescolare con sapienza e con cuciture invisibili, storia e invenzione — è particolarmente efficace poiché dà al lettore l’impressione di trovarsi dentro un Medioevo molto reale.

Esordiente nella narrativa intorno ai cinquant’anni, ha lasciato l’insegnamento all’insorgere della malattia, dedicandosi completamente alla scrittura delle sue operine che tanto successo hanno avuto, e non soltanto in Italia. Da non dimenticare è, però, anche un’altra sua piccola opera, molto speciale, ironica, leggera eppure commovente, l’ultima sua, l’autobiografia Andante con tenerezza (Einaudi), nella quale, alternando la prima e la terza persona (per timidezza? Per non abitudine a parlare di sé?) ripercorre la sua vita ricca di felicità, di incontri, di affetti che quasi le fanno scordare le batoste, le perdite, i dolori.

http://www.corriere.it/cultura/16_luglio_07/morta-laura-mancinelli-scrittrice-germanista-2e3d213e-4436-11e6-a4dc-8aa8f57c2afd.shtml?refresh_ce-cp

http://www.lastampa.it/2016/07/08/cultura/laura-mancinelli-il-medioevo-tra-rigore-e-prosa-fantastica-S2CYErpRqa6S3DI3yIsgzO/pagina.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Mancinelli

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