accadde…oggi: nel 1640 nasce Aphra Behn

Aphra Behn (10 luglio 1640 – 16 aprile 1689) è stata una scrittrice, poetessa e drammaturga inglese.
I dati biografici sicuri sulla vita di Aphra Behn sono pochi e le informazioni, in particolare sulla prima parte della sua vita, sono scarse e contraddittorie: quasi certamente era nata nel Kent, vicino a Canterbury, il 10 luglio 1640 da Bartholomew Johnson, un barbiere, e Elizabeth Denham. I due si erano sposati nel 1638 e Aphra, o Eaffry, venne battezzata il 14 dicembre 1640. Secondo un’altra versione, Aphra era la figlia di John e Amy Amis, e venne adottata dai Johnson. Elizabeth Denham era impiegata come infermiera per la famiglia del ricco barone John Colepeper, che viveva nelle vicinanze. Ciò fa supporre che Aphra sia cresciuta con i figli del barone. Il figlio più giovane, Thomas Colepeper, in seguito descrisse Aphra come sua sorellastra.

Nel 1663 visitò una colonia inglese sul fiume Suriname, nella costa est del Venezuela (regione in seguito conosciuta come Suriname). Si presume che durante questo viaggio abbia incontrato un principe africano schiavizzato, la cui storia ha costituito la base per una delle sue opere più famose, Oroonoko, or the Royal Slave. Esso è a volte considerato il primo romanzo abolizionista per il modo in cui la figura di Oroonoko viene tratteggiata rispetto alla rappresentazione dei colonizzatori, sebbene la schiavitù non venga mai criticata direttamente. La veridicità del suo viaggio in Suriname è stata spesso contestata; tuttavia, le prove raccolte sono state sufficienti a convincere la maggior parte degli studiosi che il viaggio della Behn abbia avuto luogo.

Poco dopo essere tornata in Inghilterra, nel 1664, Aphra Johnson sposa Johan Behn, un mercante tedesco di origine olandese. Poche notizie sono reperibili sul matrimonio, che peraltro durò pochi anni. Alcuni critici ritengono che il matrimonio non sia mai avvenuto e che la donna l’abbia fatto credere solo per poter essere considerata vedova, status più consono per ciò che aveva in mente di ottenere.

Dal 1666 Behn cominciò a frequentare la Corte, probabilmente grazie all’influenza di Thomas Colepeper e altri conoscenti, e le fu offerto da Carlo II d’Inghilterra il ruolo di spia politica a Anversa. Usò lo pseudonimo di Astrea, nome col quale in seguito avrebbe pubblicato buona parte dei suoi scritti. Tale situazione, però, non era lucrativa, visto che Carlo II era lento nei pagamenti (o non la pagava affatto) e le spese all’estero erano alte. Ciò la spinse a indebitarsi per tornare a Londra, dove si sforzò di farsi pagare da Carlo II: le sue richieste non vennero accolte, così fu arrestata per debiti. Venne in seguito rilasciata dietro un pagamento di provenienza sconosciuta, e da quel momento divenne una delle prime donne a mantenersi grazie al proprio impegno di scrittrice.

Coltivò l’amicizia di vari drammaturghi, e dal 1670 produsse diverse opere teatrali e romanzi, oltre a poesie e pamphlet. Aphra Behn morì nel 1689 e venne sepolta nell’Abbazia di Westminster.
Debutta come autrice di teatro nel 1670, con The Forced Marriage: la commedia viene rappresentata al Duke’s Theatre e riscuote immediato successo, tanto che viene replicata per sei sere consecutive. Questo significa che l’autrice guadagnò l’incasso di due sere: per costume dell’epoca, il guadagno di ogni terzo giorno di rappresentazione spettava all’autore. Da qui alla sua morte (1689), la sua carriera artistica è costellata di successi, soprattutto per quanto riguarda l’apprezzamento del pubblico. Lo stesso apprezzamento non lo riceverà mai dalla critica: è la prima donna inglese che scrive per denaro e che non si nasconde dietro alla forzatura dello pseudonimo maschile. Per questo si guadagna l’appellativo di “poetessa prostituta”, proprio perché vende il suo ingegno invece del suo corpo. Ella stessa afferma di scrivere «[…] per la parte maschile che è in me, per il poeta che è in me[…]»1. Aphra Behn è stata poetessa e scrittrice, drammaturga e traduttrice di lavori letterari e scientifici (conosceva infatti il francese, l’italiano e lo spagnolo). È stata l’autrice più prolifica del suo tempo dopo John Dryden.

Come autrice di teatro ella non agì diversamente da come aveva agito Shakespeare, riesumando intrecci e storie già esistenti e manipolandoli con il suo genio, creando degli ottimi lavori teatrali. Come scrittrice indagò in modo originale e spregiudicato sulle classi sociali, sulla politica, sui rapporti tra i sessi e le razze. Come poetessa introdusse nei classici temi della poesia arcadica note di un erotismo allegro e sfacciato, nonché un sano umorismo: un importante esempio possiamo trovarlo nella poesia lirica The Disappointment (La Delusione, 1680). La poesia parla del pastore Lisandro che smania per possedere carnalmente la vergine Clori. Il pastore insegue la fanciulla fino a che non riesce ad imprigionarla: Clori sviene ed è quindi indifesa ai suoi piedi; Lisandro si spoglia velocemente per compiere lo stupro ma l’impotenza non glielo permette.

Oltre al tema dell’impotenza, la Behn non si fa scrupolo, nelle sue poesie, a trattare temi scabrosi come l’omosessualità, le sue relazioni con uomini e con donne o la violenza sessuale.
Alla fine del diciassettesimo secolo alle scrittrici veniva attribuita una naturale abilità nel trattare le questioni amorose, ma era loro proibito far entrare nei loro lavori l’erotismo o qualsiasi “sconcezza” (come appunto temi quali l’impotenza o l’omosessualità).
In un’epoca come questa il suo genio era considerato “mostruoso”: era così poco femminile da guadagnarsi da vivere scrivendo. Fu infatti insultata e sottoposta ad una forte censura per tutta la vita. Subito dopo la morte fu additata come cattivo esempio. È stata ignorata o svilita come autrice per tre secoli.

Le sue commedie sono spesso incentrate sulla satira della società inglese contemporanea e sul ruolo imposto alle donne.
Parla spesso di matrimoni combinati o esprime forti critiche nei confronti delle istituzioni: ad esempio in due commedie del 1682, The City Heiress e Romulus and Ersilia criticò gli ultimi anni del regno di Carlo II e per questo fu imprigionata.

https://it.wikipedia.org/wiki/Aphra_Behn

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