accadde…oggi: nel 2009 muore Alda Croce, di Stella Cervasio

LA PROFONDA conoscenza della letteratura spagnola e il teatro e la passione per i gatti senza padrone. L’ impegno civile per l’ ambiente e lo sdegno contro l’ edilizia folle che sfregiava i monumenti. Alda Croce, secondogenita del filosofo Benedetto Croce, nata dal suo matrimonio con Adele Rossi, si è spenta venerdì notte a 91 anni a Palazzo Filomarino. «La sua scomparsa mi addolora – dice il messaggio di cordoglio del presidente Napolitano – fu interprete e custode dell’ eredità culturale e morale del padre e originale fu il suo contributo come studiosa, organizzatrice di culturae come donna di forte coscienzae impegno civile».I funerali stamattina alle 10.30 in forma privata e laica nella cappella Croce del Cimitero Monumentale di Poggioreale. La Napoli che s’ identifica nel patrimonio artistico; la Napoli giusta, rispettosa, sobria, colta, ora è un po’ più sola. Alda Croce se n’ è andata: era anziana ma ancora combattiva, non aveva mai deposto l’ impegno civile ed era un esempio anche per chi, ogni tanto, si lascia scoraggiare dalle sconfitte di una città difficile. La sua ultima battaglia, Palazzo Penne, unica testimonianza di architettura quattrocentesca a Napoli, non ha smesso di sostenerla neppure dopo che una frattura al femore per una caduta qualche anno fa l’ aveva costretta a letto. D a allora era cominciato il declino del fisico, ma non della mente. Alda Croce faceva arrivare le sue denunce alla stampa, alle istituzioni, con immutabile energia. Parlava attraverso la generazione di difensori del patrimonio storico della città che con la sorella Elena aveva formato trent’ anni fa nella sede di via Tribunali del Comitato per la difesa del centro storico di Napoli: allora c’ era Antonio Iannello, ora c’ è Mario De Cunzo, che continuerà la difficile impresa della difesa del territorio dallo scempio e dall’ abuso, aiutato dalla nipote di Alda, Marta Herling. «Una grande perdita – dice il presidente di Italia Nostra, Guido Donatone – se ancora esiste il centro storico, in massima parte si deve a lei, che per anni ha lavorato con noi, nel direttivo di Italia Nostra». Per Alda Croce lo sfregio all’ antichità e quello agli animali, esseri viventi, aveva pari dignità di considerazione. Si ribellava all’ uno e all’ altro, ogni volta muovendo con consapevolezza ed equilibrio le sue denunce. La sua giornata cominciava presto, le prime ore del mattino erano dedicate ai gatti di Santa Chiara, e quando era nella casa al mare di Albori non faceva mai mancare presenza e affetto agli altri suoi protetti a quattro zampe. Con la sorella Elena, Alda aveva sostenuto alla fine degli anni Sessanta la più grande battaglia per l’ ambiente: quella contro il mostro di Fuenti. I 34 mila metri cubi di cemento del colossale albergo sorto sulla costa vincolata di Vietri sul Mare, saranno abbattuti nel ‘ 99, un risultato più che raro in Italia. Così ricorda la zia Marta Herling, figlia di Lidia Croce e di Gustaw Herling, e segretario generale dell’ Istituto per gli studi storici fondato da Croce nel 1946: «Per la costellazione di nipoti, Piero e Benedetta Craveri e mio fratello Benedetto Herling e io stessa, lei è stata il “regista” discreto capace di indirizzare i nostri talenti. Ci lascia un senso profondo e affascinante del lavoro intellettuale, vissuto sempre in modo gioioso e leggero». «Ha ispirato molte cose che ho scritto», dice Piero Craveri. «Un punto di riferimento culturale, sociale e civile», la rimpiange Antonio Bassolino. «Un esempio da non dimenticare», secondo il sindaco Iervolino. Alda Croce si occupava sin dalla morte del padre dell’ archivio, curava la biblioteca e l’ edizione dei carteggi e delle opere paterne con rigore di studiosa e imparzialità, senza mai sottolineare il proprio ruolo. È stata presidente della Fondazione Croce, creata con la madre e le sorelle Lidia e Silvia, la cui presidenza è passata a Piero Craveri. Alda era nata a Torino, dov’ era presidente onorario del Centro Mario Pannunzio. Intensa l’ attività di scrittrice: con la sorella Elena ha scritto una importante biografia critica di Francesco De Sanctis pubblicata da Utet nel ‘ 74, è suo lo studio sulla “Dorotea di Lope de Vega” e sulla poesia di Gòngora. Per “doppia competenza”, di iberista e di gattofila, aveva curato per Adelphi un’ edizione del poema epico burlesco “La gattomachia”. Nominata dal presidente Ciampi Cavaliere di Gran Croce, sarà ricordata in settembre a Palazzo Filomarino.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Alda_Croce

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