accadde…oggi: nel 1983 muore Giuseppina Pastori, di Francesca Patuelli

Giuseppina Pastori nasce il 12 ottobre 1891 in una famiglia di modeste origini: il padre lavorava come custode in un istituto religioso e la madre era ricamatrice. Secondo la volontà dei genitori frequenta, così come i numerosi fratelli e sorelle, un istituto tecnico che le permette di trovare un lavoro d’ufficio. La terzogenita, Maria, che diventerà una nota matematica, viene sostenuta da un’insegnante che ne aveva notato il talento e prosegue gli studi: Maria aiuterà la sorella maggiore a preparare gli esami da privatista per ottenere la licenza magistrale e quindi la maturità classica.
Grazie ad una borsa di studio Giuseppina si iscrive alla Facoltà di medicina e chirurgia di Pavia, ove frequenta il laboratorio di istologia di Camillo Golgi (1843-1926). Conseguita la laurea nel luglio 1921, le viene offerto un posto di assistente presso il laboratorio di psicologia e biologia nella nascente Università cattolica del Sacro Cuore, fondata a Milano nel dicembre del medesimo anno per volontà di padre Agostino Gemelli (1878-1959). Si occupa di istologia, biologia e psicologia, pubblicando diversi contributi per la casa editrice «Vita e pensiero» legata all’ateneo lombardo. Collabora con Gemelli nelle ricerche elettrofisiologiche ed acustiche, assistendo gli studenti nelle esercitazioni. Una borsa di studio dell’Associazione italiana donne medico (AIDM) le permette di frequentare per sei mesi il laboratorio di istologia dell’Istituto neurologico di Roma.
Negli stessi anni affianca all’attività accademica il lavoro come medico nell’ospedale di Milano e in una clinica per pazienti cronici: potrà dedicarsi interamente alla ricerca nel 1930, quando riceverà la libera docenza in istologia e l’incarico di insegnamento di biologia afferente alla Facoltà di lettere e filosofia.
Lavora con padre Gemelli «sui comportamenti degli infusori in relazione a vari stimoli e sulle correnti di azione e stati elettrici dell’origine degli stati psichici» [«Rivista di psicologia», 1934, p. 142], come riporta nel 1934 il Bollettino della società italiana di psicologia, inserto della «Rivista di psicologia»; di un certo rilievo le ricerche di fonetica sperimentale sulla natura e la strutturazione del linguaggio, che vengono presentate al X° congresso internazionale di psicologia a Copenhagen nell’agosto 1932 mediante una comunicazione dal titolo Ricerche sulla natura delle vocali. Nel 1935 esce per i tipi «Vita e pensiero» L’analisi elettroacustica del linguaggio, che contiene, con piccole modificazioni, tutte le pubblicazioni riguardanti lo studio del linguaggio stampate nell’intervallo 1934-35 sotto la firma Gemelli e Pastori, dove, avverte la prefazione del volume, «l’installazione elettrotecnica e lo studio dei problemi psicologici del linguaggio sono opera di A. Gemelli; mentre lo studio dei problemi fisiologici del linguaggio e lo studio analitico degli oscillogrammi sono opera di G. Pastori» [Gemelli, Pastori, 1935, p. VI]
Dalla seconda metà degli anni Trenta si dedica principalmente agli studi di biologia e ai rapporti tra biologia e filosofia, con un’attenzione a temi quali l’origine della vita, l’evoluzione, le leggi genetiche e i rapporti tra anima e corpo.
Su posizioni vicine al “costituzionalismo” di stampo endocrinologico di Nicola Pende (1880-1970), nel quale i diversi “biotipi” rappresentavano le “sintesi” funzionali e vitali degli individui, le opere pubblicate dagli anni Quaranta sono principalmente di carattere divulgativo ed educativo: come afferma nella premessa de Il substrato biologico della personalità (1948), «questo breve scritto vuol richiamare l’attenzione degli educatori sulla necessità di una premessa biologica alla pedagogia. Esso intende esporre alcune tra le più importanti nozioni moderne di biotipologia, in forma accessibile agli educatori profani di medicina» [Pastori, 1948, p. I].
Dopo la guerra si dedica allo studio delle funzioni vitali dei protozoi sotto la guida del professor Amedeo Herlitzka (1872–1949), direttore dell’Istituto di fisiologia dell’Università di Torino, tornato nella sua posizione accademica dopo esserne stato allontanato a seguito delle legislazioni antiebraiche del 1938.
Nel 1947 viene eletta presidente nazionale dell’AIDM appena ricostituitasi a Milano. Parecchi sono in questi anni articoli e volumi dedicati all’igiene, rivolti principalmente a studenti, insegnanti ed educatori, accompagnati da conferenze e lezioni pubbliche.
Nel 1961, quando viene inaugurato a Roma il Policlinico intitolato a padre Gemelli, la prima Facoltà di medicina dell’Università Cattolica, Giuseppina decide di ritirarsi in pensione.
Termina la sua autobiografia, raccolta in un volume della Medical Women’s International Association sulle “donne medico pioniere”, dicendo “non mi sono mai sposata, e ammiro le mie molte colleghe che sono riuscite a svolgere così bene la doppia funzione di medico e di madre. Le mie risorse troppo modeste non mi hanno permesso di fare lo stesso. Delle due possibilità, ne ho scelta una ed è stata sufficiente per me» [Hellstedt, 1978, p. 75].

https://scienzaa2voci.unibo.it/biografie/114-pastori-giuseppina

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppina_Pastori

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