accadde…oggi: nel 1916 nasce Maria Teresa Cassini, di Paola Pastorelli

Dai cieli dell’Europa al deserto del Sahara
Conseguì il primo brevetto su idrovolante a Genova nel 1935 a 19 anni, allieva di Giorgio Parodi. Con un “FL 3” del costruttore Francis Lombardi competizioni e successi, sempre e soltanto con equipaggio femminile. L’amicizia con Carina Negrone. “Era un periodo magnifico, in cui l’essenzialità della strumentazione di bordo era compensata da un rapporto più diretto con il cielo.”

ALASSIO – Sarà pur vero, come dicevano i latini, “nomen est omen” e non sarà dunque casuale che Gian Domenico Cassini, astronomo di Perinaldo del XVII secolo, e Maria Teresa Cassini, pilota del XIX secolo, appartengano allo stesso albero genealogico.

Due destini legati entrambi agli spazi celesti, alle vastità aeree. Il primo scopritore degli anelli di Saturno, studioso alla corte dei Re Sole; la seconda una delle pioniere dell’aeronautica femminile italiana. “Ricordo che quando ero bambina ci racconta – eravamo soliti trascorrere, io e la mia famiglia, il mese di settembre nella casa che mio padre possedeva a Perinaldo; e ricordo ancora che sulla facciata era affissa una targa che recitava “Qui nacque Gian Domenico Cassini”.

Credo che ora in quell’edificio vi siano le scuole dei paese”. La prima infanzia a Sanremo, poi gli anni genovesi con le scuole elementari e medie, il periodo dell’adolescenza diviso tra la Svizzera e l’Inghilterra, dove Maria Teresa, “Ninin” frequenta i migliori collegi dei tempo, come si conviene alla figlia di un imprenditore dei settore oleario, discendente di una famiglia di armatori.

E’ ricca di ricordi la memoria di Ninin, una varietà di immagini che vanno dai quattro cani adorati, con i quali amava trascorrere i pomeriggi nel giardino di una delle ville di famiglia, alle vere e proprie imprese aeronautiche, sul deserto dei Sahara o nei cieli di mezza Europa, il tutto sempre raccontato con la stessa, elegante semplicità.

Da sempre attratta dall’attività sportiva e dalle sfide, Ninin consegue il brevetto di primo grado su idrovolante, a diciannove anni, quasi per gioco. “All’epoca mi dedicavo alla vela a livello agonistico e non avevo mai pensato al volo.

Fu quasi per caso – rammenta – che un giorno chiesi a Giorgio Parodi, istruttore e amico di famiglia, le prime informazioni su quell’attività che poi mi coinvolse completamente”. Al brevetto di primo grado, ottenuto a Genova su un idrovolante “CA 100” nel 1935, seguì l’abilitazione su anfibio, un “SIAI Marchetti S 56” e due anni dopo il brevetto di secondo grado su “RO5” conseguito a Roma dal momento che a Genova in quegli anni (siamo nel 1937) non esisteva ancora l’aeroporto. Seguì infine l’abilitazione sul “SAIMAN 202, Grifo Ambrosini”, che le permise di effettuare numerosi voli portando passeggeri per conto degli AeroClubs.

Una foto storica: Rosa Fiorentino, a sinistra, “navigatrice di fiducia” di “Ninin” Cassini, che vediamo a destra. Sono appoggiate sulla fusoliera di un “Macchi MB 308” con il quale parteciparono ad un rally africano rappresentando l’Italia.
Senza equivoci, come si vede, la “marche” dell’aereo.

Ma la vera svolta arrivò con le prime competizioni nazionali, nel 1947, con un “FL3” dei costruttore Francis Lombardi. Prime competizioni e primi successi, sempre e soltanto in equipaggio femminile, che le fanno conquistare un posto d’onore nella storia dell’aeronautica italiana.

“Era un periodo magnifico, in cui l’essenzialità della strumentazione di bordo era compensata da un rapporto più diretto con il cielo, da un senso di libertà assoluto. Naturalmente erano amplificati anche i pericoli, ma l’ebbrezza del volo ricompensava di ogni difficoltà. La ricordo come un’epoca mitica – rammenta ancora con emozione – caratterizzata da uno spirito, se vogliamo un po’ romantico; ma puro per l’aeronautica”.

Di tutti i voli, di tutte le imprese compiute, di tutti i luoghi visti qual’è quello che l’ha maggiormente colpita? “Non ci sono dubbi – risponde – l’Algeria del 1951, quando ancora proprietà dei Pieds Noirs, era sgombra dai pozzi petroliferi ed era un vero e proprio giardino. Sorvolare il deserto dei Sahara è stato come attraversare un luogo biblico, incontaminato e meraviglioso”.

E la paura, che rapporto ha avuto con la paura? “Non può mancare se si mantiene la consapevolezza di quello che si sta facendo. Ma può essere uno stimolo. Ciò che importa è non lasciarsene sopraffare. Ricordo in particolare un episodio, in occasione dei quale ebbi davvero paura. Fu durante la tappa Napoli-Rimini di una Settimana aerea nel 1951. Improvvisamente venimmo sorprese da un temporale violentissimo e mi trovai in mezzo a due trombe marine. In un batter d’occhio da un’altezza di circa 400 metri l’aereo venne risucchiato a pelo dell’acqua. Mi vedevo già in bocca ai pesci, ma una corrente ascensionale ci riportò sù. Fu una grande festa all’aeroporto di Rimini quando arrivammo. Eravamo l’unico equipaggio femminile ed eravamo salve”.

Oggi Maria Teresa Cassini vive sulla collina alle spalle di Alassio, un posto incantevole incastonato fra cielo e mare. Da anni non vola più, ma nel suo sguardo brilla sempre la stessa luce che mira lontano a spazi e immensità per molti di noi irraggiungibili.

IL “CURRICULUM” AVIATORIO DI MARIA TERESA CASSINI

1935
A diciannove anni brevetto di 1° grado, conseguito a Genova su idrovolante “CA 100”; abilitazione su anfibio “SIAI MARCHETTI S 56”. Numerosi voli ed ammaraggi anche in mare aperto.

1937
Brevetto di 20 grado a Roma su “RO5” terrestre; abilitazione su “SAIMAM 202, Grifo Ambrosini”. Numerosi voli portando passeggeri per conto degli Aero Clubs.

1944
Con “FL3”, concesso dal costruttore Lombardi, partecipazione alle prime competizioni nazionali in esclusivo equipaggio femminile. Ottenute due coppe.

Un’altra immagine di straordinario interesse. Siamo a Linate, dove si è svolta la prima competizione aerea del dopoguerra. Nella piccola foto-ricordo si vedono, da sinistra a destra, il conte Pizzi della Shell aviazione, “Ninin” Cassini, Carina Negrone e il costruttore aeronautico Francis Lombardi.

1947
Ancora su “FL3” prime competizioni nazionali aeree dei dopoguerra, con passeggera donna e come equipaggio femminile. Coppa Giro Aereo di Sicilia.

1948
Inizia a lavorare a Genova per la Standard Oil Italiana, nel reparto aviazione, partecipando a numerosi raduni in Italia e all’estero per conto della Esso. Medaglia d’oro dell’Aero Club di Genova per meritevole attività aviatoria.

1949-50
Tre coppe come primo equipaggio femminile coi nuovo “Rondone” Ambrosini; due medaglie d’argento dell’Aero Club di Milano per buoni piazzamenti in competizioni nazionali; una medaglia d’oro, dall’Aero Club d’Italia, per la stessa motivazione.

1949-50
Tre coppe come primo equipaggio femminile coi nuovo “Rondone” Ambrosini; due medaglie d’argento dell’Aero Club di Milano per buoni piazzamenti in competizioni nazionali; una medaglia d’oro, dall’Aero Club d’Italia, per la stessa motivazione.

Maria Teresa “Ninin” Cassini sullo “scarpone” dell’idrovolante, di ritorno dal volo di brevetto di Primo grado conseguito a Genova nel 1935.

1951
A Cognac (Francia), partecipazione per conto dell’Aeronautica Macchi su “MB308” ad una competizione di navigazione; 2a assoluta su settantacinque concorrenti (unico equipaggio femminile).

Sempre per conto dell’Aeronautica Macchi, in Inghilterra, partecipazione al Flying Garden Party, organizzato dalla DE HAVILAND, all’aeroporto di Hatfield.

Presentazione dell’aereo con lusinghieri apprezzamenti della stampa aeronautica inglese apparsi sulle riviste Flight e Aeroplane. Prima ed unica donna apparsa in questa manifestazione. Presentazione del “MB308”, per conto della Macchi, al giro di turismo aereo in Olanda e Danimarca (unico equipaggio femminile).

Giro aereo di Algeria, competizione di navigazione aerea (su 6.000 chilometri di deserto) e gara di regolarità. Ottantacinque partecipanti di varie nazionalità; gli apparecchi italiani partecipanti solo tre: a) Colonnello Enrico Meille e passeggero su “MB308”. b) Carina Negrone – Ada Marchelli su “MB308” (equipaggio femminile). c) Maria Teresa Cassini – Rosa Fiorentino su “MB308” (equipaggio femminile), Sesta assoluta in classifica generale; prima degli equipaggi femminili e degli italiani.

1952
Al Gran Premio Milano (circuito di velocità intorno ai piloni) 4a in classifica generale e prima degli equipaggi femminili. Volando entrambe su “M5308” la Negrone fu battuta dalla Cassini con ventidue secondi di vantaggio all’arrivo.

1953
Con un’amica americana al suo battesimo di volo, partecipa al Giro Aereo Internazionale della Svizzera, gara di navigazione, regolarità ed atterraggio di precisione. Su ottantadue partecipanti, unico equipaggio femminile: prima assoluta nella prova di atterraggio di precisione.

Negli anni seguenti, sposata e madre con frequenti lunghi soggiorni in Africa e Sud America, vola su Piper e Cessna in voli turistici senza più partecipare ad attività competitiva.

http://web.tiscali.it/aecgenova/italian/acg_personaggi_cassini.htm

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