accadde…oggi: nel 1892 nasce Maria Anna Corradina Ciccone, di Ada Dimauro e Vera Parisi e

Maria Anna o Mariannina Corradina Ciccone nasce il 29 agosto 1892 (o 1891 secondo i documenti) a Noto da Corrado, ricco commerciante, e Caterina Mirmina. Si diploma presso la Regia Scuola Normale (che diventerà in seguito Istituto Magistrale) di Noto nel 1910. Visto che il diploma non le consentiva di accedere alle facoltà scientifiche, Mariannina si iscrive al terzo anno dell’Istituto Tecnico “Archimede” di Modica, nella sezione Fisico-Matematica, ed è l’unica alunna della classe. Dopo il primo anno nella facoltà di Matematica dell’Ateneo di Roma, si trasferisce a Pisa, dove si laurea brillantemente e dove consegue la seconda laurea in Fisica nel 1924. L’anno seguente è Assistente incaricata presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Pisa, poi diventa Assistente Ordinaria e dal 1931 Aiuto, su proposta del direttore dell’Istituto di Fisica Puccianti; la Libera Docenza in Fisica Sperimentale arriva nel 1936. Nello stesso anno comincia un periodo di ricerca nell’Istituto di Fisica della Scuola di Ingegneria di Darmstadt in Germania, collaborando in ricerche di spettroscopia con il Prof Gerhard Herzberg, scienziato antinazista, futuro Premio Nobel per la Chimica nel 1971.
La carriera di docente evidenzia la dedizione completa al lavoro di Mariannina Ciccone. La sua attività è interamente concentrata nell’Istituto di Fisica e ai suoi studi scientifici, tanto che trasferisce la sua residenza all’interno dello stesso edificio. Comincia a pubblicare i suoi primi scritti su Il Nuovo Cimento e su Memorie della società toscana di Scienze Naturali: si tratta di articoli che daranno vita in seguito a testi più complessi.
Dal 1939 ottiene l’incarico di Spettroscopia che mantiene poi in modo continuato fino alla pensione; tra il 1943 e il 1944 tiene tutti gli insegnamenti attivi di Fisica e di Istituzioni di Matematica perché unica tra i docenti a rimanere in servizio. Mariannina Ciccone, una delle prime donne laureate in matematica e in fisica a Pisa, vice-direttrice dell’Istituto, osa affrontare i tedeschi riuscendo ad evitare la distruzione totale dell’edificio e anche la totale asportazione degli strumenti e della biblioteca.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio del ’44 un’ala dell’edificio dell’Istituto di Fisica, situato in Piazza Torricelli, edificio già depredato e minato, viene fatta saltare in aria. La professoressa Ciccone, che è rimasta in Istituto per tutto il periodo della guerra e ha continuato a far lezione (l’unica dopo l’8 settembre del ’43), affronta gli ufficiali — conosceva bene il tedesco per aver lavorato a Darmstad — affermando con estremo coraggio che non avrebbe abbandonato per nessun motivo il suo posto di lavoro, anche a costo di saltare in aria con l’edificio. Davanti all’atteggiamento risoluto della donna, gli ufficiali tedeschi desistono dal loro proposito e questo consente la salvezza di una parte dell’edificio e di un cospicuo numero di strumenti scientifici. Sia per la sua coraggiosa permanenza nell’Istituto sia per il coraggio mostrato contro i tedeschi, Mariannina Ciccone è stata elogiata sia dall’allora Consiglio di Facoltà che dal Rettore Remo De Fazi e da Luigi Russo, celebre italianista, divenuto Rettore subito dopo la liberazione; anche al momento di andare in pensione venne ricordata la sua determinazione contro i nazisti. Nella minuta di una lettera indirizzata al Ministro della Pubblica Istruzione dal rettore Luigi Russo il 7 giugno 1946 si legge: “Non posso fare a meno di segnalare la benemerenza acquisita dalla Prof. Ciccone, durante il periodo dell’assedio tedesco, per ciò che concerne la tutela del materiale scientifico, in quanto essa fu sempre presente e vigile nel suo Istituto, anche quando allontanandosene, avrebbe significato porsi in salvo dal pericolo“.
Dal primo novembre del 1953 viene trasferita presso la cattedra di Chimica-Fisica per continuare le sue ricerche nel campo della spettroscopia dell’infrarosso. È plausibile pensare che il suo trasferimento sia il risultato di precise scelte amministrative volte ad assumere altri docenti nell’Istituto di Fisica e ciò è confermato dal fatto che nella nuova sede di servizio deve affrontare problemi di carattere organizzativo: l’Istituto infatti non possiede gli strumenti richiesti da Mariannina Ciccone per cui viene chiesto che lasci la sua attività. Anche la docente manifesta l’intenzione di non ricoprire il posto di assistente e così il 12 ottobre 1954 si ha la sua cessazione dal servizio. Anche se le viene assegnato un trattamento di pensione, Mariannina continua ad insegnare come docente incaricata esterna, in particolare è docente di fisica presso la Facoltà di Scienze e di Spettroscopia, di Fisica Sperimentale, di Fisica Terrestre e di Fisica Atomica.
Al termine dell’anno accademico 1961-62 è dichiarata decaduta dall’incarico, così ritorna a Noto dove muore il 29 marzo del 1965.La vicenda di Mariannina Ciccone è segnata da una straordinaria normalità. Pur essendo nata alla fine dell’Ottocento in una città del Sud, Noto, sceglie di studiare e insegnare Fisica in un ambiente universitario e scientifico internazionale di grande rilievo, quello di Pisa. Il suo campo di indagine scientifica, nel quale testa nuovi metodi di ricerca modificando gli apparati sperimentali ed elaborando nuove tecniche di osservazione, è quello della spettroscopia e dell’elettromagnetismo. L’aver vissuto in un periodo, la prima metà del Novecento, nell’università di Pisa dove si svolgono le più rilevanti scoperte della fisica moderna capaci di scardinare le conoscenze della materia e le concezioni filosofiche di spazio e tempo, le dà modo di incontrare figure come Polvani, Racaah, Wick, Fermi, Ronchi, Salvini, scienziati che aprivano nuovi orizzonti del pensiero.
La scoperta e la valorizzazione della fisica netina è molto recente e si deve alle ricerche condotte in Toscana sullo stragismo nazista del ’44 dal prof. Marco Piccolino che si è imbattuto nell’episodio di resistenza ai nazisti di Mariannina Ciccone. Lo studio del prof. Corrado Spataro ha permesso di scoprire il volto della scienziata, che lascia Noto per la Normale di Pisa e si dedica corpo e anima allo studio della luce e della Spettroscopia. Scrive Corrado Spataro: “È stato importante, opportuno e gratificante […]avere conosciuta e studiata Mariannina Ciccone, nell’anno 2015 che è stato il cinquantesimo della sua morte e dedicato dall’ONU alla luce che lei, con il suo spettroscopio, cercò di conoscere fin nelle componenti più segrete”.

http://www.toponomasticafemminile.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7461&Itemid=7588

Annunci