accadde…oggi: nel 1879 nasce Alma Mahler, di Elena Guicciardi

Di Alma Mahler, nata Schindler, si è sempre parlato molto, se non altro perché, oltre a numerosi spasimanti, ebbe tre mariti il compositore Gustav Mahler, l’ architetto Walter Gropius, lo scrittore Franz Werfel e un amante il pittore Oskar Kokoschka , uno più celebre dell’ altro, il che le valse, in vecchiaia, il maligno soprannome di vedova delle quattro arti. Se ne è parlato nel bene e nel male, perché il personaggio è certo affascinante, ma assai contraddittorio. Alma era una viennese bionda e bellissima, sensuale ma romantica, emancipata per i suoi tempi, intelligente, colta. Giovanissima legge Nietzsche e Platone; più tardi studierà il greco e tradurrà i Padri della Chiesa. Ma, soprattutto, è dotata per la musica. Ha una bella voce da mezzosoprano; conosce tutto Wagner a memoria; a vent’ anni ha già composto un centinaio di Lieder, l’ abbozzo di un’ opera lirica, alcuni brani di musica da camera, e sogna di dirigere un’ orchestra. Possiede un fiuto raro per scoprire uomini di talento e sa come compensarli. Di carattere fondamentalmente instabile, può essere generosa e talvolta sacrificarsi per amore, ma è anche perfida e infedele, frivola e opportunista. Per di più è antisemita, compiaciuta della sua presunta superiorità di ariana, benché abbia sposato due ebrei famosi, Mahler e Werfel. Il merito della biografia che le ha dedicato Francoise Giroud (Alma Mahler ou l’ art d’ etre aimée, Laffont, pagg. 260, franchi 89) è di presentarla com’ è, con le sue qualità e i suoi difetti. Brillante giornalista, direttrice dell’ Express, autrice di numerosi saggi, la Giroud è stata anche ministro per la condizione femminile; e indubbiamente il suo interesse per i problemi della donna deve averla aiutata a capire meglio la complessità psicologica del personaggio. Il suo obiettivo, come indica il sottotitolo del libro, è anzitutto quello di chiarire i meccanismi dell’ arte di essere amata: quell’ arte che Alma praticò con tanto virtuosismo. La tesi di fondo, però, è che la vita di questa donna tanto corteggiata è stata in un certo senso un fallimento: Alma infatti non ha potuto realizzare le sue ambizioni musicali, sacrificate per amore di Mahler, il quale non voleva riconoscere la vocazione di lei. Le sue frustrazioni e certe perversioni del suo carattere derivano secondo la Giroud in gran parte da questo. Mahler non è tuttavia il primo uomo di cui Alma si innamora. Il primo è il celebre pittore Gustav Klimt, che aveva fama di pericoloso libertino. Per distoglierla da questo idillio, la madre accompagna Alma in un viaggio in Italia. Klimt segue le due donne di città in città. A Venezia Alma e Gustav riescono ad avere alcuni incontri clandestini: lui giura di rapirla, lei promette di seguirlo, ma alla fine tutto si esaurisce con uno scambio di baci frementi. Gli approcci saranno più spinti col compositore Alexandre von Zemlinsky, maestro di musica di Alma, a cui lei concede quasi tutto tranne la sua verginità, che difende gelosamente. Lo tormenta per due anni eccitando i suoi sensi, ma rifiuta il matrimonio. Quando Alma incontra Mahler, nel 1901, ha 22 anni. Lui ne ha venti di più. E’ celebre come direttore della Hofoper di Vienna, ma il suo genio di compositore non è stato ancora riconosciuto. E’ un uomo bizzarro, piccolo di statura, egoista, nevrotico, tirannico. Si innamora a prima vista di quella bionda seducente e le propone subito di sposarla. Lei è allergica alle sinfonie di Gustav, lui si disinteressa totalmente delle ambizioni musicali della fidanzata. Glielo dice chiaro e tondo: vuole una moglie e non una collega; Alma non deve avere altra professione se non quella di renderlo felice. Un primo tentativo di amplesso prenuziale si conclude con un fiasco (puritano e inibito, Mahler non è solo inesperto, ma anche semi-impotente: tanto è vero che consulterà Freud). I miei sensi non rispondono: non ho potuto restituirgli le sue carezze, confida Alma al suo diario, a cui la Giroud attinge abbondantemente. C’ erano tutte le condizioni per un fallimento. In uno slancio romantico, Alma accetta ugualmente di sposare il solo uomo che può dare un senso alla sua vita e supera di gran lunga tutti gli altri che ha incontrato, perché vuole elevarsi alla sua altezza. Si illude: il matrimonio sarà un disastro. Sebbene innamoratissimo, Gustav è un marito esigente, maniaco, noioso. La allontana dai suoi amici, la confina nel ruolo di casalinga, per distrarla le legge Kant. Lei si sente sola, frustrata. La nascita di due bambine non basta a colmare il suo vuoto interiore. Ha smarrito il cammino che conduce alla musica. Crede di aver perduto anche la propria identità. Si tortura e lo tortura. Così accadrà l’ inevitabile. Nell’ estate 1910, nella stazione termale di Tobelblad, dove è andata a curarsi i nervi, Alma incontra un giovane prussiano di ventisette anni, Walter Gropius, futuro fondatore del Bauhaus. D’ istinto riconosce in lui un uomo di valore; non tardano a diventare amanti. Mahler scopre la tresca, fa orribili scenate di gelosia, poi convoca il rivale e cerca di costringere la moglie a scegliere fra loro due. Lei però non intende lasciare il tetto coniugale ed allora i loro rapporti si capovolgono: Alma diventa la regina, Gustav lo schiavo. Non osando più entrare nella camera da letto della moglie, Mahler le lascia sulla soglia dei bigliettini stravaganti in cui la chiama la mia dea. Ho baciato mille volte le tue pantofoline… sono rimasto pieno di ardente desiderio davanti alla tua porta…, scrive, ed altri simili deliri. Alma intanto continua a incontrare segretamente Gropius. Ignora che Mahler ha solo pochi mesi da vivere: infatti morirà il 18 maggio 1911. Qualcuno ha poi sostenuto che sarebbe stata Alma ad ucciderlo. La Giroud rettifica: Mahler è morto di una malattia infettiva: ai nostri giorni la penicillina lo avrebbe probabilmente salvato. Ma se è vero che si può morire d’ amore, allora si può dire che ne è morto. Ora che è libera, Alma dovrebbe secondo logica sposare Gropius, che ci tiene tanto. Invece lo fa ingelosire retrospettivamente confessandogli che in passato, quando lui la credeva esclusivamente sua, le capitava ancora di andare a letto col marito. Traumatizzato, Gropius la pianta. Gli subentrano due comparse, che contano poco per Alma: il brillante dottor Fraenkel, che l’ accompagna in una crociera a Corfù, poi il biologo Paul Kammerer, che minaccia di suicidarsi sulla tomba di Mahler (ma non lo farà) se lei rifiuta di sposarlo. Qualche mese dopo, il destino, che trasformerà la vita di Alma, si presenta sotto le sembianze dello strambo Oskar Kokoschka, ventiquattro anni, di origine proletaria, brutto e violento, ma già coronato da un successo scandaloso (il principe ereditario dichiara che i quadri di Kokoschka sono delle porcherie e che bisognerebbe spaccare le ossa al loro autore). A sentire il pittore, Alma si sarebbe gettata nelle sue braccia fin dal loro primo incontro; a sentire Alma, è lui che le si è avventato addosso. Comunque, l’ indomani le propone di sposarla segretamente. Lei risponde con un ricatto: Ti sposerò quando avrai dipinto un capolavoro. Questo capolavoro sarà La fidanzata del vento, un quadro celebre in cui Alma figura con i capelli sciolti, il capo chino sulla spalla dell’ amante. Non si sposano, ma Alma vivrà con Kokoschka la sua unica, vera passione, fatta di momenti di perfetta felicità ed altri di follia e di tormenti. In capo a tre anni, comincia a interrogarsi: Vorrei liberarmi di Oskar: non quadra più con la mia vita, mi fa perdere la mia energia… eppure mi piace ancora: tanto, troppo! Mentre esita, scoppia la guerra e Oskar parte per il fronte. E Alma cosa fa? Corre a Berlino con l’ intenzione perversa di riconquistare Gropius, anche lui in partenza per la guerra. Lei l’ accompagna alla stazione e lui, mentre il treno già si muove, la issa di forza su un vagone: vi faranno l’ amore con voluttà. Qualche mese dopo, Gropius approfitta di una licenza per sposare la bella vedova, sempre oscillante fra sentimenti alterni: un giorno si chiede se abbia mai amato questo ometto ordinario: l’ indomani giura di consacrarsi per sempre alla felicità di un uomo tanto nobile. Nel frattempo si sparge la voce della morte di Kokoschka (Alma si precipita nell’ atelier del pittore per recuperare le sue lettere e ne approfitta per portarsi via anche un centinaio di disegni…). Ma Oskar era solo gravemente ferito. Alma rifiuta di recarsi al suo capezzale. Lui, inconsolabile, continuerà a scriverle per trentaquattro anni. La guerra non è ancora finita quando il poeta e romanziere Franz Werfel entra nella vita della signora Gropius. Le piace subito, perché è giovane (ventisette anni), ha labbra sensuali, magnifici occhi azzurri e una fronte da Goethe. Dopo tre mesi di preliminari, diventano amanti, e lei si ritrova incinta, non sa bene se di Walter o di Franz. Metterà al mondo un maschietto prematuro, che muore di lì a poco. Gropius, sconvolto dal tradimento della moglie, ma vero gentiluomo, le ridà la sua libertà. Alma però esiterà a lungo prima di risposarsi. Intanto cade in uno stato di graveprostrazione. Dice di non reggersi quasi in piedi, di avere appena la forza di bere (da tempo cerca nell’ alcool un rifugio contro le turbolenze della sua vita sentimentale). Si propone tuttavia una volta di più di essere una buona moglie e di consacrarsi interamente al successo della carriera di Franz. Di fatto, un altro uomo si interporrà fra i due coniugi; un seducente sacerdote trentottenne, Johannes Hollensteiner, votato alla porpora cardinalizia, ma che poi si spreterà. Ignoriamo se fra lui e Alma ci sia stata una autentica liaison, se il bel prete si sia dimostrato un angelo oppure uno scellerato, come Alma scrive contraddittoriamente nel suo diario. Di certo, sotto la sua influenza malefica, Alma si lascia quasi conquistare dalle teorie hitleriane: al punto che non protesterà quando i nazisti metteranno al bando le opere di Mahler e condanneranno al rogo i libri di Werfel. Al momento dell’ Anschluss, la coppia Werfel è costretta ad emigrare in Francia, quindi negli Stati Uniti. L’ emigrazione è una malattia grave, scrive Alma, lamentandosi di vivere ormai una vita senza gioia, a fianco di un marito che sembra colpito da una senilità precoce. Franz sarà stroncato da una crisi cardiaca a soli cinquantasei anni. Alma gli sopravviverà fino all’ età di ottantacinque, configurandosi in un primo tempo nel ruolo della vedova Werfel, poi, quando declina la fama dello scrittore, in quella, sempre più gloriosa, di vedova Mahler.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Alma_Mahler_Schindler

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