accadde…oggi: nel 1913 nasce Ursula Hirschmann, di Benedetta Carlotti

Di frequente si parla dei padri dell’Europa, dei loro indiscussi meriti intellettuali e del loro fervore “rivoluzionario”, ma spesso ci si dimentica di concentrarsi sulla controparte femminile. Simili analisi appaiono, invece, sempre più necessarie. E non perché “dietro ad ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna”, ma per mantenere vivido lo sforzo compiuto dalle nostre “madri”, senza le quali molte conquiste politiche e sociali difficilmente avrebbero visto la luce. Questo pezzo apre una breve riflessione sul ruolo fondamentale di una delle madri dell’Europa, Ursula Hirschmann.

 

Nata a Berlino da una famiglia ebraica di estrazione borghese, Ursula si oppone sin da giovanissima alle convenzioni della sua classe sociale, traducendo presto questa opposizione in passione politica. Da studentessa di economia, stimolata anche dall’impegno del fratello Albert Otto Hirschmann, si avvicina agli ambienti della gioventù socialdemocratica. Il socialismo le appare, allora, come “una scoperta e una conquista” (Ursula Hirschmann: 1973).

 

Inizialmente, Ursula partecipa per lo più a gruppi di riflessione e discussione, fondamentali per la costruzione dei sui futuri convincimenti politici. L’immobilità dei socialdemocratici rispetto all’ascesa di Hitler la pone, tuttavia, su una posizione critica nei confronti del partito socialdemocratico tedesco. Ursula non si perde d’animo, e si avvicina a gruppi di resistenza comunisti. Nel ’33, è costretta a riparare in Francia assieme al fratello. La sua fuga è accompagnata da una certa spensieratezza romantica, e dall’intima convinzione di fare presto ritorno nella patria tedesca. I radicali cambiamenti che Ursula attraversa in questa fase la allontaneranno, però, dalla Germania, avvicinandola sempre più alle convinzioni del federalismo europeo.

In Francia Ursula è accompagnata nella fuga da Eugenio Colorni, intellettuale conosciuto fra i banchi di università. La ragazza lo segue in Italia, lo sposa nel 1935, si innamora di lui, “del suo modo allegro e irriverente di attaccare i tabù e di portare nella politica la libertà della sua cultura”. Abbandonando i dogmi della politica, guadagna “immensamente in vitalità e possibile fantasia”.

 

Sazia il suo appetito di azione partecipando, assieme al marito, ad attacchi antifascisti, sino a che Colorni, scoperto ed arrestato, viene condotto in esilio a Ventotene. L’unione tra i due e l’impressionante capacità organizzativa della donna, trasformano una difficile situazione in un’opportunità unica. Ursula riesce infatti ad ottenere l’autorizzazione a seguire il marito. Qui i due stringono rapporti con altri intellettuali anti-fascisti, tra cui Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.

 

Questa giostra intellettuale conduce, nel ‘41, alla stesura del Manifesto di Ventotene, il manifesto per la federazione Europea, e successivamente , nel ‘43, alla fondazione del movimento  federalista europeo. Ursula è ben consapevole dell’innovatività delle idee del gruppo di Ventotene, come ci riferisce Spinelli nella sua autobiografia: “La sua tendenza a tradurre ogni impegno ideale in azione pratica, le fece percepire immediatamente dove risiedesse l’originalità della nostra posizione”.  La donna diventa il messaggero del gruppo, tessendo una rete di connessioni tra l’isola e la terra ferma, grazie anche all’aiuto delle sorelle Spinelli, Fiorella e Gigliola. Ursula contribuisce così a diffondere idee europeiste negli ambienti antifascisti, italiani prima e tedeschi poi.

 

La fuga dall’esilio e l’uccisione di Ernesto, al quale da tempo non è più legata, spingono Ursula a Milano, dove la guidano il fermento politico e il maturato amore per Altiero Spinelli. Con Guglielmo Usellini, Cerilio, Fiorella e Gigliola Spinelli, pubblica nel ‘43 il primo numero clandestino dell’Unità Europea, in prima linea per la diffusione di tesi federaliste nei circoli antifascisti. Proprio a Milano, in Via Pomerio, si svolge la riunione costitutiva del movimento federalista, che approva le sei tesi politiche che traducono in proposte concrete le idee di Ventotene.

 

Successivamente al matrimonio con Altiero Spinelli e al trasferimento in Svizzera, il ruolo politico di Ursula diventa ancora più fondamentale. Le riunioni del movimento federalista europeo prendono un respiro internazionale, coinvolgendo ambienti inglesi, tedeschi, francesi, svizzeri ed italiani. La collaborazione a livello europeo è possibile grazie anche al trasferimento di Ursula a Parigi, dove lavora fianco a fianco con movimenti federalisti ed europeisti locali. Qui contribuisce ad organizzare il primo congresso federalista internazionale del ‘45. Altiero Spinelli la ricorda con queste parole: “sbalordito guardavo Ursula (…) era tranquilla, sicura di sé delle sue capacità animatrici ed organizzative, della sua tenacia, della sua antica conoscenza di Parigi”.

 

L’Impegno politico di Ursula non si ferma al periodo della seconda guerra mondiale. Nel ’75, fonda a Bruxelles Femmes pour L’Europe, movimento costituito da rappresentanti femminili della politica e della cultura europea, con l’intento di creare un ponte comunicativo tra il mondo delle femministe e i circoli delle donne impegnate nella politica, con il fine ultimo di promuovere la partecipazione paritaria nei più vari ambiti sociali.

 

A conclusione di quest’articolo, mi resta poco da aggiungere alle parole di Altiero Spinelli, che con severa dolcezza tratteggia così il ritratto di Ursula: “sotto l’apparente timidezza e incertezza celava una eccezionale capacità di decisione dinanzi ad ogni situazione in cui si sentisse come sfidata, ed una capacità di organizzare la sua vita e le cose intorno a sé, che allora solo intravidi, ma che negli anni successivi, finché il male non la piegò, le permise di portare avanti con notevole pienezza il ruolo di amante, di madre di sei figlie, di attivista politica e di persona interessata alla vita culturale”.

http://www.fcome.org/portfolio-view/ursula-hirschmann-leuropea-errante/

https://danielaedintorni.com/2017/03/25/chi-sono-le-madri-fondatrici-delleuropa-di-maria-pia-di-nonno/

 

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