accadde…oggi: nel 1918 nasce Jeanne Modigliani

 

1984 – Jeanne Modigliani, la figlia del pittore, è morta venerdì pomeriggio a Parigi, all’ ospedale La Pitiè, dove era stata ricoverata in seguito a una caduta che le aveva provocato una emorragia cerebrale. Aveva sessantasei anni, era infatti nata a Nizza il 29 novembre del 1918. Sarà sepolta in forma privata nel cimitero di Père Lachaise, dove è seppellito il padre. Negli ultimi mesi i giornali italiani si erano spesso occupati di lei per la polemica che l’ aveva opposta agli organizzatori della mostra che Livorno ha dedicato al padre di cui in questi giorni ricorre il centenario della nascita. Una polemica nella quale Jeanne Modigliani aveva avuto anche toni aspri. Era addolorata dal fatto di essere stata esclusa da questo avvenimento e anche in occasione del ritrovamento delle due teste in pietra aveva pronunciato frasi di censura per il modo in cui l’ operazione era stata condotta. E’ sicuro però che Livorno più che per questa piccola diatriba la ricorderà per due importanti atti di generosità: il fatto che Jeanne aveva comunque espresso il desiderio che le sculture rimanessero a Livorno e, più ancora, la donazione alla città degli archivi Modigliani nei quali con paziente lavoro aveva raccolto tutti i documenti autografi, le foto, le lettere, le testimonianze di ogni tipo che documentano la breve ma intensa vita del pittore.

Al padre, Jeanne aveva infatti dedicato gran parte della sua vita: combattiva e energica interveniva per denunciare i falsi, per smentire le numerose leggende che fiorivano sul pittore e che, secondo la figlia, inquinavano l’ importanza artistica della sua opera. Dopo un primo volume su Modigliani, recentemente aveva consegnato alla Graphis Arte una casa editrice di Livorno, un altro manoscritto su di lui.

In realtà Jeanne l’ aveva conosciuto assai poco: aveva 14 mesi quando Amedeo, nella notte fra il 24 e il 25 gennaio del 1920, morì in un letto dell’ ospedale della Charitè. Il giorno dopo, la madre Jeanne Hèbuterne si suicidò buttandosi dalla finestra della casa dei genitori perchè non reggeva al dolore della scomparsa del marito. La coppia era così povera che per i funerali un gruppo di amici fedelissimi raccolse in una colletta i soldi necessari, girando per i caffè di Montparnasse frequentati dal pittore. Il feretro attraversò il quartiere seguito dagli amici e fu inumato al cimitero del Père Lachrise.

La bambina Jeanne fu portata in Italia dallo zio paterno, il leader socialista Giuseppe Modigliani e affidata a Livorno alla zia Margherita, che la adottò. Per lei cominciò una vita che, per motivi diversi e in modi diversi, ripercorre le stesse tappe di quella del padre. Modigliani, il Modì sul quale è poi fiorito il mito, aveva conosciuto la miseria, le notti passate fra vagabonde e prostitute, lo scandalo, le interminabili bevute insieme a Utrillo, il fascino distruttive dell’ assenzio: e tutto questo l’ aveva conosciuto a Parigi, dopo 0 aver abbandonata la provinciale Livorno.

Jeanne passa l’ infanzia a Livorno, si laurea a Firenze in storia dell’ arte, viene individuata e perseguitata dal fascismo in quanto ebrea e, anche lei, si rifugia a Parigi. Quando la Francia viene occupata dai nazisti entra nel Maquis, la resistenza francese, e viene anche incarcerata per motivi politici. Nel 1952, con una borsa di studio del Centro Nazionale della ricerca scientifica, Jeanne intraprende una ricerca su Van Gogh, in Francia e in Olanda. E’ un altro “pittore maledetto”, un altro artista che a Parigi ha trovato un rifugio e un clima artistico fecondo. Sono proprio le analogie fra la vita del pittore olandese e quella del padre che la fanno tornare a lui, a Modigliani, al quale da quel momento si dedica completamente.

Il suo lavoro costante per ottenere un riconoscimento ufficiale al valore dell’ opera paterna ha un gran successo quando, nel 1981, a Parigi, allestisce la mostra più completa di Modigliani: oltre duecentocinquanta opere fra dipinti, sculture, gouaches, disegni. Malgrado le recentissime polemiche per la mostra di Livorno Jeanne Modigliani aveva espresso il progetto di tornare in questa città in settembre, per presentare il suo libro e per occuparsi del trasferimento degli archivi. Secondo il suo desiderio infatti la donazione di tutto il materiale è subordinata alla creazione di una Fondazione Modigliani, con un largo comitato scientifico, che faccia della città natale dell’ artista un centro di studi.

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