accadde…oggi: nel 1931 nasce Ileana Ghione

2005 – E’ morta in scena Ileana Ghione, come si dice sia il desiderio e la gloria di ogni vero attore, ed è morta sul palcoscenico del suo teatro, che portava il suo nome, il «Ghione» il luogo cui aveva dato vita nel 1982 e per far vivere il quale si era da sempre battuta con quella costanza, passione, determinazione e dolcezza che le erano proprie anche come attrice.

A Roma aveva ormai un suo pubblico fedele, quello che la seguiva e ricordava sin dai tempi dei suoi grandi successi televisivi, una dei protagonisti della grande stagione degli storici sceneggiati, andando da «Madame Curie» del 1966 alla madre della inquieta Lia in «Una donna» del 1977 dall’omonimo libro di Sibilla Aleramo. Un pubblico che applaudiva la sua programmazione sempre legata alla tradizione e essenzialmente al grande teatro borghese, con una predilezione per i testi inglesi, da Oscar Wilde e G.B. Shaw sino a Noel Coward, ma con puntate in Cechov (un bel «Giardino dei ciliegi» diretto da Giuseppe Venetucci è di due anni fa) Pirandello o Ibsen e, più recentemente, anche nel Camus de «Il malinteso» con la regia di Mario Ferreo tre anni fa, mentre era per lei quasi una novità la tragedia classica, e quella «Ecuba», sempre con regia di Venetucci, che stava recitando anche venerdi sera, quando si è sentita male ed è caduta a terra mentre, con la voce sempre più flebile, tentava di dire la battuta: «Uccidere una donna è una cosa terribile».

Ileana Ghione era nata in provincia di Cuneo, a Cortemilia, nel 1931, dal quale era poi arrivata a Roma negli anni Cinquanta, riuscendo a entrare all’Accademia nazionale d’arte drammatica (oggi intitolata a Silvio D’Amico), dove ebbe come insegnanti personaggi della levatura di Orazio Costa e Sergio Tofano. Porterà sempre con sè la stigmate alta di quella scuola e di quella stagione del nostro teatro, attrice di impronta borghese e, appunto, formazione accademica, capace di donare ai suoi personaggi una tenerezza tutta femminile e una bella intensità, con qualche nota di moderna nevrosi. Quasi subito comincia poi a lavorare in radio e televisione, dove arriva poi a parti di protagonista che la resero popolare tra metà anni Sessanta e Settanta.

E’ una delle presenze ricorrenti del teatro alla radio, dove debutta nel’58 in «Ma non è una cosa seria» di Pirandello diretta proprio da Costa, mentre in tv arriva qualche anno dopo e nel 1962 la troviamo tra gli interpreti di«Una tragedia americana». Sul piccolo schermo, per ricordare alcune cose, è nel 1965 accanto a Albertazzi nella «Vita di Dante» con regia di Vittorio Cottafavi e poi la debole Clara in «Davide Copperfield». l’anno dopo coglie un successo personale come «Madame Curie» e nel 1975 è Isabel Archer in «Ritratto di signora» dal romanzo di Henri James, passando per «I Buddenbrook» del’71 con regia di Edmo Fenoglio (un regista cui restera’ sempre legata e che tornerà a dirigerla anche nel suo teatro) e’L’allodolà di Anouilh con regia di Cottafavi.
«La scomparsa di Ileana Ghione è una grave perdita per il teatro e la cultura italiana». Cosi il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, alla famiglia dell’attrice. «La sua morte sulla scena, davanti al pubblico che amava e che la amava, ha chiuso un’intera esistenza dedicata alla straordinaria passione che animava il suo talento poliedrico» scrive il presidente.
«La scomparsa di Ileana Ghione produce un vuoto incolmabile per l’intero panorama teatrale italiano» ha dichiarato il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ricordando che «in tanti anni di grande e proficua attività Ileana Ghione aveva saputo conquistarsi, con tenacia, un ruolo di primo piano nella vita culturale del Paese». «Roma troverà il modo – ha concluso Veltroni – di ricordare degnamente questa donna sensibile, che ha sempre saputo difendere e promuovere i profondi valori di cultura e di civiltà che il teatro è in grado di diffondere. Alla sua famiglia vanno le più sincere condoglianze del Comune e della città». Ileana Ghione è morta sabato mattina al San Filippo Neri dove si tentava un intervento in extremis dopo e che l’attrice si era sentita male per un improvvisa emorragia dovuto ad un aneurisma dell’aorta mentre venerdi stava recitando «Ecuba» nel suo teatro.

Ed è qui che questo pomeriggio verrà allestita la camera ardente per l’estremo saluto. La Ghione sarà poi sepolta a Prima Porta in forma strettamente privata, secondo le sue stesse volontà.

http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2005/12/05/ST4PO_ST401.html

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