MASSIMO RECALCATI A GENOVA- Conferenza e presentazione del libro CONTRO IL SACRIFICIO. AL DI LA’ DEL FANTASMA SACRIFICALE, resoconto di Chiara Germak

Intruduce Costanza Costa, psicanalista e psicoterapeuta, membro dell’Associazione Jonas di Genova:“Libro molto impegnativo, sovversivo, severo, ardito e sorprendente, estremamente umano”.

Recalcati svela il desiderio di ciascuno come il perno, il faro che rende la vita degna di essere vissuta.

C’è una differenza tra due forme di sacrificio; una forma simbolica, una fantasmatica.

La prima è dettata dalla legge del linguaggio: perché vi sia l’umanizzazione della vita è necessario che il vivente faccia esperienza di un sacrificio simbolico. Es: perché il bambino possa parlare dev’esserci il sacrificio dello svezzamento. Nel mondo animale non c’è sacrificio simbolico. L’animale non ha il sentimento della morte, perisce, non c’è rito di sepoltura.

La vita animale è la vita infallibile dell’istinto. Gli animali possono amare, ma in modo molto diverso dall’amore . Il cane ama il suo padrone per quello che è, l’uomo non ne è capace..c’è sempre una condizione..Il mondo animale schiva la tagliola del linguaggio(VITA DI LACAN/ autrice francese)

Parliamo della seconda forma di sacrificio, quello fantasmatico.

Pensiamo a quale animale assomiglia alla vita dell’uomo. Ne parlava gia’ Nietzsche in Così parlo’ Zarathustra, il cammello.

La vita dettata da questo sacrificio è la vita del cammello che porta i pesi, come l’asino. Quali pesi? Le tavole delle leggi morali, direbbe Nietzsche. Lacan direbbe il peso delle attese della domanda dell’Altro, cioè le attese dei ns genitori, mariti, mogli..

Il cammello subordina il proprio desiderio alla soddisfazione del desidero dell’Altro. L’essere cammello è una tentazione dell’umano.

Vivere l’esperienza della libertà come se fosse un peso, così è il cammello.

La libertà diventa un peso quando ci confrontiamo con la nostra responsabilita’.

Nietsche nella Gaia Scienza, parla della libertà come di un viaggio in mare, il viaggiatore è colpito da un sintomo, la nostalgia della terra. E’ Il cammelo che vive dentro il recinto, ama il recinto .

Perchè gli esseri umani preferiscono la schiavitù alla libertà ? Perchè le masse hanno desiderato il Fascismo? Preferire la vita sicura, disciplinata, rispetto all’esperienza vertiginosa della libertà.

Di fronte alla vertigine della libertà gli uomini scelgono il bastone del padrone, meglio fare i cammelli.

Esiste una certa interpretazione sacrificale del Cristianesimo che ha egemonizzato il cattolicesimo in Occidente.

Se io sacrifico questa vita fatta di nulla, io potrò avere in un’altra vita un rimborso illimitato del mio sacrificio. Questo è il miraggio. Godere della rinuncia del godere.

Nulla è più vendicativo dell’umiltà del prete. Per Nietsche e’ il prete che guarda con astio le dimensioni pulsionali della vita, con sguardo torvo, vuole vendetta e lo fa con la sua moralita’.

Il Cattolicesimo ha nutrito l’idea di un Dio che punisce.

Fare la vittima per rendere l’altro infinitamente debitato verso di lui, mentre la donazione non si aspetta un rimborso.

Nietsche – Così parlo’ Zarathustra- : “Simile all’oro luccica lo sguardo di colui che dona…Una Virtù che dona è la virtù più nobile”.

Il sacrificio piega l’atto al risarcimento, come la madre che ripete al figlio” Sapessi quanti sacrifici ho fatto per te!”, è orribile.

In psicanalisi il sacrificio è il Super-io, la legge interna dell’inconscio, spietata perché non perdona mai e ci giudica sempre colpevoli. Agli occhi del Super- io sono sempre colpevole. Per Freud è lo sguardo severo, la voce grossa interiore, il timore di Dio. Il Super io di Freud è la sede profonda dell’anelito alla perfezione; sono divorato dal giudizio inflessibile del Super-io.

Il soggetto nevrotico è accompagnato in vita da pensieri ossessivi..Chi credi di essere?Cosa vuoi fare? Lascia perdere..dove vuoi andare.?

Cosa sarebbe una legge liberata dal sacrificio? E’ il grande compito della psicanalisi.

Gesu’ dice: “ Non sono venuto ad abolire la legge, ma per portare la legge al suo compimento”.

Liberare la legge dalla legge, dal castigo, dalla punizione.

Lacan, dice che bisogna saper vivere domandandosi: “ Hai agito tu in conformita’ al desiderio che ti abita? Hai tu ceduto nei confronti del tuo desiderio?”. E ancora: “ L’unica colpa di un soggetto e’ di cedere sul proprio desiderio”.

Sant’Agostino: “Ama e fai quello che vuoi”. Libera l’etica da tutte le configurazioni formali della legge.

Fare qualcosa controvoglia, contro il tuo desidero, anche se fai il bene, sei nel male( Recalcati parafrasando Agostino delle Confessioni).

Chi ha fatto più sacrifici, non ha più diritti di altri, è quanto ci insegnano la parobola del Figliol prodigo, la parabola della Vigna..

Poter dire IO DESIDERO, questo dovere è la beatitudine. Il desiderio ci chiama e parla attraverso i sogni, i sintomi. Il padrone della vigna è l’incoscio..chi risponde è salvo.

A  pochi giorni dall’incontro mi è capitato di ricevere da un’amica questa poesia, non a caso. La pubblico a conclusione di questi modesti appunti, augurando a ciascuno di noi, piccoli, grandi Ulisse…buona Itaca

ITACA di Costantino Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,

nè nell’irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l’anima non te li mette contro.

 

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d’estate siano tanti

quando nei porti – finalmente e con che gioia –

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche profumi

penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti.

 

Sempre devi avere in mente Itaca –

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull’isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

 

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

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