Ergastolo: la voce dei detenuti, delle famiglie e di chi vive il carcere.La “Rassegna Stampa” dal fine pena 9.999 Numero 17 – marzo 2018

Editoriale

Venerdì 30 MARZO 2018 (venerdì santo): GIORNATA DI DIGIUNO NAZIONALE PER L’ABOLIZIONE DELL’ERGASTOLO

Dedico questa ballata ai miei compagni ergastolani:

LA BALLATA DELL’ERGASTOLANO

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

non hanno nulla per cui attendere

nulla per cui sperare

nulla per cui vivere.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

non pensano

non vogliono pensare

forse non possono pensare.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

in un mondo che non conoscono più

in un mondo che non li riconosce più.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

in un mondo dove

il sopravvivere uccide il vivere.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

in un mondo dove la morte

non fa più paura

dove la notte divora il giorno

dove la luna oscura il giorno

dove i giorni sono lunghi

e le notti ancora di più.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

guardando il tempo che va via

senza prima né dopo

solo presente che dura per sempre.

 

Si muovono come spettri

tre passi avanti

tre passi indietro

nulla neppure il nulla

sopravvissuti al passato

ma non al futuro

perduti per sempre

in un modo perduto.

 

Carmelo Musumeci

 

Voci da fuori

 

…da cappellano “emerito” del carcere, sono pienamente d’accordo…. Anche il Vangelo è d’accordo! Buona giornata, coraggio!

Don Saulo

Grazie per l’invito Carmelo, aderisco al digiuno!

finalmente un Venerdì Santo veramente dedicato a qualcosa di molto spirituale, hai invitato il Papa? Credo che i preti lo dovrebbero dire in tutte le parrocchie e le chiese la domenica delle Palme e invitare la gente a firmare il venerdì santo nelle chiese per l’abolizione dell’ergastolo…. digiunare tutti insieme potrebbe essere un concreto grande passo avanti per l’umanità! Un abbraccio forte.

 Luca

 

Ciao Carmelo, ti do del tu perché ti conosco, letteralmente, da qualche tempo ormai. Leggo sempre volentieri le tue lettere, e stimo tantissimo quello che fai per gli ergastolani con fine pena mai. Non avevo però mai dato peso tanto a quel 9999 sul layout della pagina della rivista  A.… Quando ho scoperto cosa significava, mi son sentito fisicamente un po’ male. Un numero a scadenza impossibile…una beffa nero su bianco, un esempio lampante di burocrazia inumana. O, almeno, sembra veramente difficile che sia la pensata di un essere umano come noi. Io amo tante cose, tra cui il cinema, e quasi automaticamente, dopo quell’iniezione di bile provocata da quegli 8 numeri, mi è apparsa un’idea: …E se un ergastolano non muore più, e se raggiunge quel 31 dicembre… poi che succede?…

Nicolò

 

Caro Carmelo, non è vero che nulla sia cambiato: fintanto che ci saranno persone che vogliono portare avanti delle scelte e delle proposte che intendono smuovere l’indolenza degli onesti, finché ci sarà chi avrà il coraggio di gridare il bisogno di giustizia anche nel pieno del silenzio di tutti, vorrà dire che ci sono le condizioni perché qualcosa cambi. Con che tempi? Con quali modalità? Queste non sono quantificabili. Il problema potrebbe nascere quando i profeti taceranno, non quando gli indolenti si fanno menare per il naso. Ci vorranno sempre dei profeti. Allora tu non smettere di gridare, anche quando ti sembrerà di essere solo nel deserto. Un grandissimo abbraccio.

Don Antonio

 

Caro Carmelo, apprendo con molto dispiacere che alcune persone ti abbiano criticato ed offeso con commenti sgradevoli, unicamente perché hai espresso le tue idee. A me ha fatto un gran piacere sentirti parlare dei tuoi pensieri e delle tue opinioni, anche perché sei una mente brillante e libera (scherzando, ma non troppo, ti direi che la tua mente è molto più libera della maggioranza delle menti schiave che popolano corpi liberi). Mi viene in mente la città vecchia di De André quando penso ai detenuti “Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese. Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”: pensa a quanta gente giudica senza riflettere sulla stessa vita, sulle opportunità che ciascheduno ha ed ha avuto. Ciò detto non demoralizzarti mai, pensa scrivi ed esprimiti come hai sempre fatto perché sei un aiuto per tutti i detenuti e sei un esempio di libertà per ognuno. Un abbraccio.

Daniel

Voci da dentro

 

Grazie del tuo sorriso che mi hai mandato per lettera perché la sezione non gode proprio di serenità e allegria, ovviamente siamo in prigione, poche attività, palestra momentaneamente chiusa, catechesi ferma da un po’, un personale diciamo abbastanza punitivo e basta poco per accendersi scintille e fuochi. L’istruzione è molto bassa, l’ignoranza vige, saluto tutti ma do la confidenza a pochi.

Daniele

 

Ieri sera è deceduto un altro ergastolano ostativo detenuto AS1. Un infarto e non c’è stato nulla da fare. Lo sai cosa ho pensato io e qualche amico: lo Stato vendicativo ha risolto il problema dell’ergastolo ostativo: nell’arco di dieci anni, la maggior parte di noi andrà a miglior vita.

    Alessandro

 

 

Qui non c’è più resistenza, le cose sono peggiorate, la vivibilità è ridotta a livello vegetativo. Abbiamo fatto una battitura ai cancelli ma hanno partecipato in pochi e quei pochi sono stati tutti puniti con dieci/quindici giorni d’isolamento.

Pasquale

 

 

 A cura di Carmelo Musumeci per l’Associazione Liberarsi www.liberarsi.net

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