accadde…oggi: nel 1519 nasce Caterina de’ Medici

Caterina de Medici è stata una figura femminile d’eccellenza. Politica di prim’ordine, spregiudicata, determinata, capace di districarsi mirabilmente tra i veleni della corte di Francia.
Educanda quattordicenne, tracagnotta, bruttina, palliduccia, con gli occhi a palla caratteristici della famiglia Medici, venne sdegnosamente definita “grassa bottegaia fiorentina”, quando arrivò a Marsiglia per sposare il bel coetaneo Enrico II d’Orléans.
Anche se il futuro re di Francia rimase molto deluso dal suo aspetto, la sposò per motivi di stato, ma per dieci anni alla corte francese si attese invano un erede, e più di una volta Caterina rischiò di essere rispedita a casa. Per questo “la bottegaia” dotata di un vorace appetito, ma anche di gusti molto raffinati, ricorse a superstizione, magia e arte culinaria per costruire il suo successo.
Grazie ai cuochi e ai pasticceri che l’avevano seguita dalla corte fiorentina, la regina influenzò le trasformazioni già in atto nella rozza ma sfarzosa cucina francese, presentando ghiotte ricette e l’uso di posate come la forchetta .
Pierre de Brantôme nella “Vie des femmes galantes” così descrive i maestri toscani:

“sapevano molto bene accoppiare le leccornie alla lubricità e a quanto e più la scienza medica conoscesse”.
Si narra che Caterina ritenesse afrodisiaci molti alimenti. Entravano nell’elenco: cardo, scalogno, zucchine, sedano, funghi, fave, cipolle, ma i carciofi cotti nel vino furono i suoi prediletti.
Addirittura, nei due lustri in cui non riuscì a concepire, benché dileggiata da tutta la corte, per difendersi dagli influssi “sterilis” sembra che portò appeso al collo un sacchetto contenente ceneri di rana e testicoli di maiale.
Caterina mise alla luce ben nove eredi, di cui tre futuri re di Francia e una regina di Spagna. Reggente al posto del giovanissimo figlio Carlo IX, secondo i suoi detrattori diresse gli affari di stato organizzando banchetti dai costi spropositati.
Le cronache del tempo riportano un pranzo di gala, dato in suo onore dalla città di Parigi nel 1549. A questa festa vennero serviti cibi che dovevano essere divisibili per tre, il numero perfetto della superstiziosa regina: “33 arrosti di capriolo, 33 lepri, 6 maiali, 66 galline da brodo, 66 fagiani, 3 staia di fagioli, 3 staia di piselli e 12 dozzine di carciofi”.

https://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/personaggi/Caterina-de-Medici-ghiotta-e-superstiziosa.html

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