XXIII RASSEGNA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA a Genova, comunicato stampa

23 maggio – 30 giugno 2018 | Genova, Piccola Corte e Sala Mercato

Il Teatro Nazionale di Genova porta in scena il presente

Ci si domanda spesso cosa significhi l’espressione “drammaturgia contemporanea”. Ennio Flaiano diceva che il buon teatro illumina le nostre autobiografie, ossia svela chi siamo, cosa stiamo vivendo. Ecco dunque, cosa potrebbe essere una drammaturgia veramente contemporanea: un insieme di voci e di visioni, di parole e sensazioni che sono – siamo – noi.

Con questo intento sia culturale che antropologico, da oltre due decenni, il Teatro Stabile di Genova, fresco di nomina a Teatro Nazionale di Genova, guarda con vigile interesse e con ardente convinzione alle voci emergenti, ai giovani registi e alle nuove forme di teatro italiano ed internazionale, producendo e allestendo sui propri palcoscenici la Rassegna di Drammaturgia Contemporanea.

Osservare, interrogare e portare in scena il presente, rappresenta una scelta fortemente identitaria e il miglior investimento per il proprio futuro. Anche per questo, gli spettacoli della Rassegna, interpretati e diretti dai numerosi talenti usciti dalla nostra Scuola di Recitazione, sono fiori all’occhiello delle produzioni del Teatro Nazionale di Genova, da sempre ambasciatore culturale in Italia e nel mondo.

Giunta alla ventitreesima edizione, la Rassegna di Drammaturgia Contemporanea ha messo in scena oltre 80 nuovi testi, molti dei quali sono poi diventati dei veri e propri spettacoli di produzione come “Controtempo” di Christian Simeon, “Polvere alla polvere” e “L’arbitro di Diodi Robert Farquar, “Geppetto e Geppetto” di Tindaro Granata, “Pezzo di plastica” di Marius von Mayenburg. Oggi è un evento di respiro internazionale e un attesissimo appuntamento per scoprire le ultime tendenze in campo di scrittura per il palcoscenico.

Curata da Angelo Pastore, Marco Sciaccaluga, Giorgio Gallione e Andrea Porcheddu, l’edizione numero XXIII della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea spazia dal teatro anglosassone al Nord-Est italiano, dalla Romania all’Argentina, con testi di Stuart Slade, Elise Wilk, Rafael Spregelburd (nell’adattamento di Manuela Cherubini), Vitaliano Trevisan e Henry Naylor.

 

Si parte il 23 maggio alla Piccola Corte con BU21 di Stuart Slade, regia di Alberto Giusta (repliche sino al 2 giugno), che ci trasporta in una Londra sconvolta dal terrorismo. Dal 30 maggio al 9 giugno si prosegue alla Sala Mercato con Aeroplani di carta di Elise Wilk, regia di Fiorenza Pieri, sogni e delusioni di un gruppo di adolescenti nella Romani di oggi. Alla Piccola Corte dal 6 al 16 giugno va in scena Le solite ignote, che la regista Manuela Cherubini ha adattato da Acassuso di Rafael Spregelburd. Unico autore italiano all’interno della rassegna è Vitaliano Trevisan, con un testo scritto apposta per il teatro, Il cerchio rosso, diretto da Massimo Mesciulam, alla Sala Mercato dal 13 al 23 giugno. La rassegna si chiude con L’angelo di Kobane (Piccola Corte dal 20 al 30 giugno) dell’inglese Henry Naylor, storia di una giovane combattente kurdo-siriana.

 

Biglietto unico 5 euro. Abbonamento a tutta la rassegna 15 euro.

INFO teatrostabilegenova.it, archivolto.it

 

 

Ufficio stampa

Mattia Scarsi

010 5342 246 | 347 6129 600

m.scarsi@teatrostabilegenova.it

Manuela Martinez

010 53421 | 335 7464 158

m.martinez@archivolto.it

 

XXIII RASSEGNA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

23 maggio – 30 giugno 2018 | Genova, Piccola Corte e Sala Mercato

 

 

 

da mercoledì 23 maggio a sabato 2 giugno | Piccola Corte

BU21 (Gran Bretagna)

di Stuart Slade (traduzione di Natalia Di Giammarco)

regia Alberto Giusta

interpreti Daniela Duchi, Mario Cangiano, Fabrizio Costella,

Valentina Favella, Silvia Napoletano, Francesco Patanè

 

Che la nuova drammaturgia inglese non perda mai di vista la realtà, la complessità del presente, è un dato di fatto ormai acquisito: dai “Nuovi arrabbiati” degli anni Cinquanta, fino alla generazione cosiddetta “In-yer-face”, ossia che sbatte in faccia agli spettatori la violenza e le asprezze del nostro tempo, gli autori made in UK si confrontano sistematicamente con i risvolti oscuri del reale e degli uomini. In BU21, Stuart Slade dà vita a un racconto corale, complesso, doloroso, che ricorda l’11 settembre o uno dei tanti micidiali attacchi terroristici degli ultimi anni. Sei sopravvissuti di una Londra sconvolta si trovano per raccontare, ricordare, provare a elaborare che cosa è accaduto in un giorno e che ha cambiato le loro vite. Ma una terapia di gruppo forse non basta per concepire l’assurdo della vita e della morte.

 

 

da mercoledì 30 maggio a sabato 9 giugno | SALA MERCATO

AEROPLANI DI CARTA (Romania)

di Elise Wilk (traduzione di Roberto Merlo)

regia Fiorenza Pieri

interpreti Francesco Bovara, Roxana Doran, Giada Fasoli,

Marisa Grimaldo, Gianmarco Mancuso, Federico Pasquali

in collaborazione con PAV e Fabulamundi

 

Una storia apparentemente minimale, semplice, di una delle tante periferie della Romania di oggi, fatta di palazzoni e quartieri popolari. Qui vivono, sognano, sprecano le proprie esistenze sei giovani, raccontati con candore e pudore. Problemi, aspirazioni, delusioni, bullismo, violenza, baci: c’è una quieta disperazione che attanaglia quel mondo di ragazzi e adolescenti, fatto di scuola e social network, di fantasia e povertà, di piccoli crimini, tatuaggi e miti rock. E i genitori, i grandi, sono lontani: magari in Italia, per lavorare e non tornare mai. In una sequenza di quadri, istantanee di un’amara quotidianità, con un linguaggio diretto e disadorno, che pure si apre a slanci lirici e onirici, Wilk fotografa un mondo in cui è difficile crescere, diventare adulti, essere cittadini di un’Europa sempre più lontana.

 

 

da mercoledì 6 a sabato 16 giugno | PICCOLA CORTE

LE SOLITE IGNOTE (Italia / Argentina)

testo e regia Manuela Cherubini da Accassuso di Rafael Spregelburd

interpreti Maurizio Bousso, Giulia Chiaramonte, Elena Lanzi,

Lisa Lendaro, Orietta Notari, Deniz Ozdogan, Laura Repetto,

Francesca Santamaria Amato, Chiarastella Sorrentino, Irene Villa

 

Rafael Spregelburd è uno dei giganti della drammaturgia mondiale. Autore, attore, regista, creatore di scritture sceniche che intrecciano paradossi metafisici e feroci verità, realismo magico e denuncia politica, l’argentino Spregelburd osserva il Sud America e l’Occidente con rara consapevolezza, intrecciata a sorniona ironia. I suoi testi, arrivati già da qualche anno in Italia soprattutto grazie al lavoro della regista Manuela Cherubini, sono altrettanti affreschi dell’umana, comica, tragedia. In Le solite ignote – adattato felicemente, sin dal titolo, a un contesto molto italiano – la vita di una scuola di periferia e del suo “corpo insegnante” viene messa in subbuglio dalla crisi economica. Tensioni interne, gelosie, ripicche, alleanze, frenesie e improbabili investimenti sono gli ingredienti che amalgamano un gustoso e feroce spaccato individuale e sociale.

 

 

da mercoledì 13 a sabato 23 giugno | SALA MERCATO

IL CERCHIO ROSSO (Italia)

di Vitaliano Trevisan

regia Massimo Mesciulam

interpreti Andreapietro Anselmi, Simone Cammarata,

Matteo Cremon, Denis Fasolo, Pierluigi Pasino.

E con Roberto Alinghieri e Roberto Serpi.

 

Magistrale romanziere, scrittore dalla cifra asciutta sino all’essenzialità, esploratore di marginalità geografiche e caratteriali, Vitaliano Trevisan si dedica spesso al teatro, con testi che, guardando a modelli eclatanti quali Thomas Bernhard, Harold Pinter o Samuel Beckett, oppure a un classico come Goldoni, hanno sempre una propria vigorosa identità. Dalla natia Vicenza, Trevisan ha svelato le contraddizioni del “mitico” Nord-Est italiano, arricchito e cinico, raccontandone le fragilità e le barbarie. Non fa eccezione Il cerchio rosso, affidato ad attori che sanno affrontare e sostenere un dialetto veneto aspro, diretto come una frustata. È una storia di droga, di criminalità e politica, avanti e indietro nel tempo, abitata da figure sperse, senza futuro. Sono tossici disperati che cercano nella dose un’ancora per salvarsi dal naufragio. Ma non tutti ci riusciranno.

 

 

 

da mercoledì 20 a sabato 30 giugno | PICCOLA CORTE

L’ANGELO DI KOBANE (Gran Bretagna)

di Henry Naylor (traduzione di Carlo Sciaccaluga)

regia Simone Toni

interprete Anna Della Rosa

creazione visiva Christian Zurita

consulenza musicale Andrea Nicolini

 

Chi ricorda l’assedio di Kobane? Sono passati pochi anni, eppure di quei tragici fatti della guerra civile siriana resta una memoria evanescente e confusa. Il pluripremiato autore inglese Henry Naylor ha condotto una lunga indagine, fatta di ricerche, interviste, studio, su quanto accaduto e ne ha tratto un magmatico racconto, un flusso di coscienza che prende spunto da una storia vera. Quella di una giovane donna, una contadina kurdo-siriana chiamata Rehana che avrebbe voluto studiare, diventare avvocato, e invece imbracciò il kalashnikov. Fino a diventare un implacabile cecchino delle truppe femminili che combatterono contro l’Isis. «Volevo raccontare – spiega Naylor – quanto e come le nostre ambizioni, i nostri sogni, possono essere distrutti dalle ambizioni di qualcun altro. E di come una donna, che credeva nel pacifismo e nella giustizia, si sia convertita alle armi e alla violenza».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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