accadde…oggi: nel 1909 nasce Nenne Sanguineti Poggi

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2009/09/19/AMM6eHwC-sanguineti_mostra_nenne.shtml

È la “ragazza” che attraversò il «secolo breve». Se fosse uno dei suoi splendidi quadri, Nenne Sanguineti Poggi rimarrebbe cristallizzata così nella luce della descrizione. Soltanto l’anagrafe dice che il suo cammino nella storia è cominciato il 31 maggio del 1909. La pittrice, illustratrice e scrittrice – della quale è in corso una mostra a Quiliano e che ha ricevuto alcuni giorni or sono la cittadinanza onoraria di Savona – ha una voce freschissima e una vitalità che incanta.

«Tutti mi dicono che metterebbero la firma ad essere come me – racconta Nenne Sanguineti – in realtà l’età la sento. La memoria non è più una presenza costante ma vive di illuminazioni fortissime. Comunque mi ritengo fortunata. Riesco ancora ad essere indipendente».

L’indipendenza e la mobilità sono state le variabili costanti della vita di questa artista dal percorso esistenziale ricchissimo e particolare. Un tragitto che si è intrecciato anche con le grandi vicende della storia, non soltanto dell’arte. «La mia infanzia è stata contrassegnata dal tricolore – prosegue la pittrice – ricordo ancora adesso lo spirito che avevamo noi bambini durante la Guerra del ’15-’18. Associo quegli anni al trasporto patriottico che provavamo e alle coccarde che facevamo per i soldati che andavano al fronte. Sono ricordi tuttora molto vividi».

Dalla Prima Guerra Mondiale alla scoperta con la propria dimensione artistica il passo fu breve. Il talento di Nenne Sanguineti Poggi si fece notare fin da ragazzina. «Ero stata segnalata a scuola – conferma – Sotto il regime fascista gli studenti che si mettevano in evidenza venivano segnalati a livello nazionale. Alcuni miei disegni furono esposti a Torino e poi tornarono a Savona per far parte di una mostra collettiva. Di lì a pochissimo diventai allieva di Eso Peluzzi. Una persona straordinaria, non soltanto un grande artista. Come insegnante era eccezionale. Per lui gli allievi andavano guidati a tirare fuori il proprio talento. Non si imponeva». È di quegli anni anche l’incontro con Filippo Tommaso Marinetti. La casa paterna di via Paleocapa 3/3 accolse anche il padre del Futurismo: «Quando mio padre, Poggio Poggi, era presidente del Casino di Lettura era solito invitare a casa gli artisti ospiti del circolo – sorride Nenne Sanguineti – quando lo dissi alle mie compagne di scuola rimasero di stucco. Pur apprezzando il Futurismo e molti dei suoi artisti, non ne fui mai entusiasta. La rivoluzione di Marinetti era distruttiva non costruttiva”.

Nella galassia di quegli anni però la Sanguineti Poggi cominciò a conoscere e frequentare il circolo di artisti che gravitavano intorno alla casa atelier di Tullio Mazzotti. Lì, prima della lunga parentesi africana (che durò dal ’37 al ’77, con un lulngo periodo alla corte del Negus), l’artista savonese sperimentò le tecniche della ceramica. «Un’esperienza unica – racconta la vincitrice della Rassegna 2007 di Peagna e oggi protagonista della mostra “40 anni d’Africa nei miei cento” a Quiliano – Tullio Mazzotti si ricordò di me anche quando, decenni dopo, mi presentai di ritorno dalla Somalia e dall’Eritrea. Ne fui colpita. In Africa la mia produzione si ampliò in particolare con la tecnica del mosaico. Ho sperimentato la forza dei colori africani».

E il presente? Diradati – ma solo un po’ – i viaggi negli Stati Uniti per andare a trovare il figlio Vincenzo Aicardo e i nipoti («È dall’anno scorso che non vado, non amo viaggiare da sola»), come vede il presente la ragazza che ha attraversato il secolo breve? «Osservo molto i giovani– conclude Nenne Sanguineti Poggi – li vedo molto belli esteticamente ma senza entusiasmo e questo mi fa male. È normale che i giovani contrastino la cultura dei genitori. Meno che non ne vogliano creare una nuova».

Annunci