accadde…oggi: nel 1907 nasce Laura Capon Fermi, di Sandra Linguerri

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Figlia dell’ammiraglio Augusto Capon e di Costanza Romanelli, Laura nacque il 16 giungo 1907 in una famiglia della borghesia italiana di origine israelitica. Secondogenita di quattro figli (Anna, Paola e Alessandro), frequentò il Liceo-ginnasio “Torquato Tasso” di Roma nella medesima classe della sorella Anna, maggiore di un anno. Qui acquisì una solida preparazione umanistica e, al contempo, manifestò una spiccata attitudine per la matematica che, dopo il diploma, si concretizzò nella scelta di iscriversi al corso di laurea in scienze naturali.

Nel 1924 conobbe Enrico Fermi, brillante promessa della fisica, che di lì  a poco avrebbe ricoperto, proprio all’ateneo di Roma, la prima cattedra italiana in fisica teorica. Alla vigilia del matrimonio, celebrato il 19 luglio 1928 dopo un breve fidanzamento, Laura, che all’epoca era iscritta al terzo anno d’università, decise di interrompere gli studi per dedicarsi alla famiglia senza, tuttavia, ritirarsi a vita privata. Pur non esercitando alcuna attività lavorativa ufficiale, aiutò il marito nella stesura di un volume di fisica per le scuole superiori edito nel 1929, i cui proventi rappresentarono un indubbio sollievo finanziario per la giovane coppia. Nel 1931 nacque Nella e, quattro anni dopo, Giulio.

Le nozze con Fermi rappresentarono per Laura non solo la possibilità di entrare in contatto con un gruppo di scienziati, i cosiddetti ragazzi di via Panisperna, allora impegnati in un settore di ricerca d’avanguardia: lo studio del nucleo atomico; ma anche l’opportunità di essere a fianco del marito in importanti eventi anche internazionali, come per esempio il Congresso Solvay del 1930,  o di seguirlo all’estero in occasione di veri e propri tour scientifici. Nel 1930, ella visitò per la prima volta gli stati Uniti dove Enrico si era recato per un ciclo di conferenze ad Ann Arbor, nello stato del Michigan, mentre nel 1934 lo accompagnò in Argentina e in Brasile.

Risale a questo periodo pure il progetto di un libro, scritto in collaborazione con Ginestra Giovene, moglie di Edoardo Amaldi, intitolato significativamente Alchimia dei nostri tempi e dato alle stampe nel 1936.

Proprio la scoperta della radioattività provocata artificialmente dai neutroni – scoperta che valse a Fermi il premio Nobel nel 1938 – costituisce uno degli argomenti centrali di tale volume di divulgazione, che ripercorre la storia della concezione atomica della materia dai filosofi greci fino alle recenti indagini condotte da Enrico e dal suo gruppo nella prima metà degli anni Trenta.

La collaborazione tra Laura e Ginestra continuò in occasione della traduzione in italiano per l’editore Einaudi del libro di Albert Einstein e Leopold Infeld, The evolution of phisics; traduzione che però, per varie vicende, non venne mai pubblicata.

Il deteriorarsi della situazione politica in Europa; le leggi razziali promulgate nel 1938 dal regime fascista che privarono i cittadini italiani di discendenza ebrea, e dunque anche Laura, dei diritti civili nonché le difficoltà nel portare avanti una ricerca davvero competitiva che non fosse continuamente penalizzata dalla mancanza di adeguate risorse finanziarie, indusse la famiglia Fermi a lasciare l’Italia. La vicenda è nota:  il viaggio a Stoccolma nel dicembre del 1938 per ricevere il premio Nobel fu solo la prima tappa di un viaggio ben più lungo e senza ritorno che portò Enrico, Laura e i figli a stabilirsi definitivamente negli Stati Uniti.

Del periodo americano ci ha lasciato una vivida testimonianza nell’opera Atoms in Family. My life with Enrico Fermi, uscito per la University Chicago Press nel 1954 pochi mesi prima della morte di Enrico.

Tradotto in svariate lingue, Atomi in famiglia, segnò una svolta nella vita di Laura che cominciò a pubblicare con ritmi sempre più stringenti. Nel 1957 uscì Atoms for the World, un rapporto dei lavori della “Conferenza internazionale per gli impieghi pacifici dell’energia atomica” tenutasi a Ginevra nell’estate del 1955, alla quale aveva partecipato come membro ufficiale della “Commissione per l’energia atomica” degli Stati Uniti.

Seguirono, nel 1961, ben tre volumi: un libro per ragazzi sulla storia dell’atomo da Democrito all’energia atomica, intitolato The story of Atomic Energy e tradotto in italiano nel 1964;  Galileo Galilei and the Scientific Revolution, sulla nascita della moderna scienza occidentale, scritto in collaborazione con Gilberto Bernardini;  Mussolini, una storia del duce e della società italiana al tempo del fascismo scritta non con il taglio dello storico di professione ma con quello del testimone diretto. L’ultima fatica è del 1968 quando pubblicò Illustrious Immigrants. The Intellectual Migration from Europe 1930-41 . Nel 1975, invitata alla “Subnuclear Physics School” di Erice, ricordò Ettore Maiorana che aveva conosciuto personalmente. L’anno prima, era stata ospite d’onore  alla cerimonia con la quale il laboratorio di fisica delle particelle di Chicago veniva intitolato a Enrico Fermi.

È stata insignita di numerosi riconoscimenti sia per l’attività editoriale che per l’impegno civile, fra i quali il premio “Amici della letteratura” assegnatole nel 1968 e quello intitolato “Delle quattro libertà”, conferito dal Consiglio italo-americano del lavoro di New York.

Alla sua morte avvenuta a Chicago il 26 dicembre 1977, l’università della città organizzò una cerimonia commemorativa che culminò con il ricordo di Emilio Segrè, uno dei membri storici del gruppo di via Panisperna, premio Nobel per la fisica nel 1959.

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