Lygustice, di Daniela Ottria

 

Giardino di ligustri

e un bianco cancello

corroso di ruggine.

Balaustre di pietra strangolate dall’edera.

 

Finestre dipinte il tempo sfalda

sulle facciate affrescate;

tenui di saledine

liguri colori:

antiche case di pescatori

nel borgo marinaro.

 

Due vele sospese

sul mare, all’orizzonte

e palme che s’affacciano

da vetusti muri di pietra

a secco.

Infide le rocce,

pugnali a picco sul mare, tra le onde.

 

Poi , il tramonto, e da quel finestrino

tutto fuggiva:

barche di sera,

luci sul mare,

passaggio di canne,

voli di gabbiani.

 

Azzurre di campanule

stazioni di riviera;

si aprono alla notte

i neri fiori della Passione.

 

E il mare, turchese distesa, bello

come belli solo i tuoi occhi:

acquamarina e fiordalisi, e vele lontane.

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