maschere, di Lady P

E’ vetro la mia pelle per l’altrui
assurdamente lucida di vita
e del non dire non saprei che farne
se non fatica da asciugare il cuore.
Son rosse le mie vene, di paura,
nasconderla mi pare solo un vezzo
immagini vincenti non apprezzo
L’umano prediligo, trasparente,
troppa memoria occorre per l’inganno
conservo le mie perle di sudore
per gli imprevisti che la vita crea,
ed il dolore altrui mi reca danno-
al cuore all’anima e a me stessa tutta-
solo se motivato degnamente
e non da lamentela inesistente.
Lascio le maschere alla gente furba
vincente di successo e qualsivoglia
donate quell’immagine che piace
la mente che vi brilla e il cuore giace
Io preferisco rivelarmi tutta
ci metto gli occhi e le mie mani aperte
quel che raccolgo non saprei contare
ma a nascondino lascio voi giocare.
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