Piccolo equivoco subito risolto, resoconto di Daniela Domenici

Stamattina girellando sulla nave “La Suprema” della NGV con la quale stamo andando in Sicilia mi è capitato di vedere, al ponte 9, due stanze chiamate “card room” e “library”, entrambe chiuse.

Siccome ero in cerca di un luogo silenzioso in cui poter scrivere e leggere senza televisioni accese, senza troppa aria condizionata e magari con un po’ di panorama di mare ispirante e dato che i suddetti luoghi hanno tutte queste caratteristiche ho provato a chiedere, al ponte 6, all’ufficio informazioni perché fossero chiuse “minacciando”, col sorriso, che avrei scritto un articolo, non certo positivo, appena avessi riavuto la connessione.

Il gentile signore della reception si è fatto lasciare il numero della nostra cabina e il mio cognome per chiamarmi all’altoparlante dopo aver parlato con il capo commissario di bordo, cosa che è davvero accaduta dopo una mezzoretta. Sono quindi riscesa al ponte 6 e ho chiacchierato col simpatico capo commissario, un napoletano “trapiantato” felicemente a Genova, che dopo avermi spiegato le motivazioni, ampiamente da me condivise, per le quali sono costretti a tenerle chiuse ha subito mandato una persona ad aprirmene una.

Purtroppo dopo poco la mia solitudine è stata interrotta da varie famiglie con bambini che sono entrate per far giocare la loro prole e quindi la mia ex silenziosissima stanza, che credevo tutta per me, con tavoli su cui scrivere e comode poltroncine e con ampie finestre sul mare, è diventata una stanza condivisa, pazienza. Ci starò comunque tutto il giorno fino all’approdo di stasera a Palermo.

 

 

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