accadde…oggi: nel 1522 nasce Lucrezia Gonzaga

https://it.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_Gonzaga

Lucrezia Gonzaga (di Gazzuolo) (Gazzuolo, 21 luglio 1522Mantova, 11 febbraio 1576) è stata una nobildonna e letterata italiana.

Nobildonna nota per il suo talento letterario, nacque nel castello di Gazzuolo da Pirro Gonzaga, signore di Gazzuolo, membro del ramo secondario dei Gonzaga di Sabbioneta e Bozzolo e da Camilla Bentivoglio (m. 1529), dei signori di Bologna.[1]

Persi i genitori ancora bambina fu affidata alla nonna Antonia del Balzo che, nella primavera del 1538,[2] la trasferì a Castel Goffredo presso la corte dello zio, il marchese Aloisio Gonzaga e affidata all’educazione di Ginevra e Costanza Rangoni e di Matteo Bandello, poeta ospite di corte[3][4], che le insegnò matematica, astronomia, retorica e logica e scrisse poesie in suo onore (Canti XI de le lodi de la signora G. di Gazuolo, e del vero amore, col tempio di pudicizia, e con altre cose entro poeticamente descritte). Un volume delle sue lettere fu pubblicata a Venezia nel 1552, ma alcune persone credono che l’autore fosse Ortensio Lando e non solo l’editore.

Alla morte di Ginevra Rangoni, la seconda moglie di Aloisio, Caterina Anguissola, non desiderò più a corte Lucrezia[5] che, all’età di 14 anni, fu costretta a sposare Giampaolo Manfrone, figlio del condottiero Giulio Manfrone (?-1526) (a sua volta figlio di Giampaolo Manfrone “Fortebraccio” (1441-1527) ed è nota anche come Lucrezia Gonzaga Manfrona. Verso il 1540 si trasferì col marito, al servizio della Serenissima, a Fratta[6] presso il palazzo di famiglia. Qui creò una piccola corte e divenne amica di Luigi Groto, Girolamo Ruscelli e di Ortensio Lando. Assieme al letterato Giovanni Maria Bonardo, intorno al 1555, fondò l’Accademia dei Pastori Fratteggiani[7].

Dopo la scomparsa del marito nel 1552 si trasferì a Mantova e qui morì nel 1576.

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