accadde…oggi: nel 1920 nasce Amalia Rodrigues

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1999 – Amalia Rodrigues, la regina del fado portoghese per oltre cinquant’anni, era popolarissima ed amata dal Portogallo di Salazar ma anche da quello della rivoluzione dei garafani. “Foi Deus”, “Povo que lavas no rio”, “Barco negro”, “Coimbra”, “Uma casa portuguesa”, “Ai mouraria”, “Nem as paredes confesso”, “Lisboa antiga”, sono i motivi più popolari che ha lanciato per il mondo. Nata a Lisbona il 23 Luglio del 1920 in una famiglia di umili origini, Amalia da Piedade Rebordao Rodrigues visse a Lisbona con i nonni materni, terminando solo le scuole primarie. Fra i quindici e i diciasette anni, insieme alla madre e alla sorella Celeste, anche lei poi cantante di fado, vendette frutta in una zona del porto. La sua carriera iniziò nel 1937, scritturata in una nota “casa de fado”. Fra ritrovi, teatri, operette e tournée cominciò il suo grande successo. Nel 1943 cantò per la prima volta all’estero, in Spagna, e nel 1944 andò in Brasile, dove l’anno dopo incise i suoi primi dischi. Nacque così la “leggenda del fado”, l’interprete dalla voce roca e penetrante, dalla figura avvolta in un vestito nero, che magnetizzava le platee di tutto il mondo con il solo accompagnamento di pochi strumenti a corda. A partire dagli anni Cinquanta, la sua carriera fu scandita da grandi successi in patria e soprattutto all’ estero. Nonostante le amicizie illustri, i premi e le onorificenze, i lunghi soggiorni all’estero e le tournée in ogni angolo del mondo, nel 1990, Amalia tracciò di se questo autoritratto: «Sono nata così, alta un metro e cinquantotto, né brutta né bella, un tipo così così, e questo modo di essere triste, senza speranza e solitaria adatto al fado». Il felice scorrere della carriera della “Callas del fado”, come la definì un critico francese, attraversò due momenti difficili: quando temette di essere gravemente malata e pensò al suicidio, e quando, dopo la rivoluzione del 1974, dovette superare l’ostilità mostratale da quelli che vedevano in lei un simbolo della caduta dittatura portoghese. Una vicenda poi dimenticata, visto che nel 1989 Amalia celebrò il suo cinquantenario con il fado cantando nel Coliseu di Lisbona, dopo aver prestato la sua voce per interpretare “Grandola vila morena”. Amalia Rodrigues non aveva figli nonostante i due matrimoni: quello celebrato nel 1940 e durato meno di due anni con Francisco Cruz, giovane operaio e chitarrista, e quello con l’attuale marito Cesar Seabra, un ingegnere portoghese che viveva in Brasile. Fra gli amori che a torto o a ragione furono attribuiti ad Amalia giovane, spiccano il banchiere Ricardo Espirito Santo Silva e l’ex re d’Italia Umberto di Savoia. E’ stata anche attrice di cinema, in televisione e in teatro. Oltre a numerose operette, occasioni per lanciare vecchi e nuovi fados, marce popolari e canzoni varie, Amalia ha interpretato anche una versione della “Zapatera prodigiosa” di Garcia Lorca e il dramma “A Severa” di Julio Dantas, dedicato a una popolare prostituta e cantante di fado del secolo scorso morta prematuramente. Nel cinema Amalia esordì nel 1946 con “Capas negras”, una storia di studenti di Coimbra, che fu un grande successo come il seguente “Fado, historia de uma cantadeira”, una sorta di sua biografia romanzata. Nella sua carriera d’attrice ci sono anche un paio di film storici e interpretazioni di fados e altre canzoni famose come “Coimbra”. Nel 1954 ha recitato accanto a Daniel Gelin in “Les amants du Tage” e nel 1958 ha riscosso un grande successo con “Sangue toureiro”, accanto al torero Diamantino Viseu. Nella sua carriera di attrice vale la pena citare un altro titolo, “As ilhas encantadas”, una coproduzione franco-portoghese con Amalia e Pierre Clementi, basata su un racconto di Herman Melville. Numerosi sono gli autori di musica legati strettamente a Amalia, e vale la pena citare Frederico Valerio e Alain Oulman. Per la grande diva, anche lei autrice di qualche verso e qualche motivo, hanno scritto gran parte dei poeti contemporanei portoghesi.

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