accadde…oggi: nel 1902 nasce Maria De Unterrichter Jervolino

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Maria De Unterrichter nasce il 20 agosto del 1902 a Fucine, vicino Trento. Allo scoppio della prima guerra mondiale la sua famiglia è costretta a spostarsi a Innsbruck: qui Maria intraprende gli studi classici che poi terminerà al liceo classico Prati di Trento dove era potuta rientrare a guerra conclusa.
Si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di Lettere. Durante gli anni universitari recepisce diversi stimoli culturali e politici dalle associazioni cattoliche di cui è membro: inizia così a formarsi in lei la convinzione che la laicità non consiste nel non credere, ma nella capacità di lasciare l’altro nella libertà di credere in modo diverso. La politica la appassiona sempre di più, tanto da riuscire a diventare prima Presidente della FUCI femminile e successivamente di quella nazionale.
Dopo la laurea la Unterrichter torna a Trento: qui inizia a insegnare e dirige l’Istituto femminile Notre Dame de Sion. Nel 1930 segue a Napoli il marito Angelo Raffaele Iervolino, avvocato partenopeo, antifascista e ministro nel governo Badoglio. Nonostante le difficoltà della guerra cittadina Maria vive il fermento sociale, culturale e politico del capoluogo campano, dove si avvicina agli ambienti impegnati in opere sociali e di carità cristiana a favore delle donne e dei più bisognosi: sono i fondamenti alla base della nascita della Democrazia Cristiana, il partito cattolico di cui farà parte insieme al marito. Il 2 giugno 1946 sono entrambi eletti all’Assemblea Costituente: in Aula grazie alla sua conoscenza del tedesco lavora al fianco di De Gasperi nella Commissione per i Trattati Internazionali e prende parte alla Sottocommissione di inchiesta per la riforma della scuola. Partecipa inoltre con le altre venti donne Costituenti alle battaglie per il miglioramento della condizione femminile e la parità di diritti tra uomini e donne, tema che le sarà sempre molto caro.
Il suo interesse per la pedagogia e in particolare per il metodo educativo di Maria Montessori la porteranno a essere individuata come il membro più adatto dell’Assemblea Costituente a ricevere l’illustre pedagoga in Aula, al suo ritorno in Italia nel 1947 dopo l’esilio. Sarà sempre lei a pronunciare il discorso di benvenuto:

 Il Governo di un’Italia libera richiama oggi Maria Montessori nel suo Paese, perché aiuti nell’opera di rinnovamento della nostra gioventù e della nostra scuola […]. Ella è per noi donne italiane anche una geniale guida nei nostri nuovi compiti politici. Chi non avesse troppa fiducia nell’attiva collaborazione della donna alla vita sociale, guardi a questa donna. […] A lei, che costruendo l’uomo nel bimbo ha già attivamente concorso a creare una pietra angolare per la pace del mondo, va in questo momento anche il saluto della Costituente italiana, dove, ridando alla nostra Patria un volto di vera democrazia, si riedifica per il nostro popolo una vita più umana e più buona.

Eletta deputata nel 1948 e poi nelle due legislature successive nella circoscrizione di Avellino-Benevento-Salerno, è membro della Commissione Rapporti con l’Estero e sottosegretario alla Pubblica Istruzione nei governi Scelba, Segni I e Zoli: in quest’ultima veste affronta i problemi del rilancio della scuola e della cultura come diritto. La sua carriera prosegue tanto in Parlamento quanto nel partito, dove ricopre diversi ruoli a livello dirigenziale.
Rifiutato l’invito del partito a ripresentarsi alle politiche del 1963, Maria de Unterrichter abbandona la vita politica e si dedica allo studio delle attività pedagogiche nell’UNESCO, fino a diventare presidente del comitato italiano dell’Organizzazione Mondiale Educazione Prescolastica (OMEP) e presidente dell’Ente Opera nazionale Montessori (ONM). Gli ultimi anni di vita la vedono impegnata in tutti i continenti, dall’India al Venezuela, dall’Europa ad Israele, dall’America del Nord al Perù.
Alcuni anni dopo la sua morte, avvenuta il 27 dicembre 1975, l’Opera Montessori ha istituito un premio in suo onore per le migliori tesi di laurea sul pensiero e l’opera della scienziata italiana.

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