accadde…oggi: nel 1900 nasce Anna Seghers

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Pesudonimo di Netty Reiling, Anna Seghers nasce a Mainz il 19 novembre 1900 da genitori di religione ebraica. Il padre Isidor possiede un negozio di arte e di antiquariato nella città. Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1920, nel ’21 Netty Reiling si iscrive all’Università di Heidelberg, dove studia sinologia e storia dell’arte. Qui fa la conoscenza di Laszlo Radvany, filosofo, sociologo e scrittore, suo futuro marito. Nello stesso anno frequenta corsi di storia dell’arte anche presso l’Università di Colonia. Nel 1924 consegue a Heidelberg la laurea in storia dell’arte con una tesi dal titolo Jude und Judentum im Werk Rembrandts. Con lo pseudonimo di Antje Seghers pubblica sulla «Frankfurter Zeitung» il racconto Die Toten auf der Insel Djal. Eine Sage aus dem Holländischen, nacherzählt von Antje Seghers.

Nell’agosto del 1925 sposa Laszlo Radvanyi, che nel frattempo si è impegnato nella fondazione della Marxistischen Arbeiterschule a Berlino. Nel 1926 nasce Peter, il primo figlio. L’anno successivo esce a puntate sulla Frankfurter Zeitung un secondo racconto di Anna Seghers (il nuovo definitivo pseudonimo della scrittrice) col titolo Grubetsch, grazie al quale, come grazie al romanzo Der Aufstand der Fischer von St. Barbara (1928), ottiene nel 1928 il prestigioso premio Kleist. Nasce la figlia Ruth. Anna Seghers entra a far parte della Lega degli scrittori proletari e rivoluzionari e del Partito Comunista. Grazie alla fama acquisita, partecipa, come delegata della Lega, al primo convegno internazionale sulla letteratura del proletariato a Charkov in Russia, dove rimane positivamente impressionata dalla nuova economia comunista promossa da Stalin.

Dopo la pubblicazione di vari racconti e del romanzo Die Gefährten, minacciata dal nuovo regime nazista, fugge verso la Svizzera, per stabilirsi, insieme alla famiglia, a Parigi. Si impegna, in vario modo, nella difesa della cultura dalla barbarie nazista e nella lotta politica. Nel 1935, in occasione del primo «Congresso internazionale degli scrittori in difesa della cultura», che lei stessa organizza nella capitale francese, tiene una conferenza dal titolo Vaterlandsliebe. Partecipa ad altri convegni internazionali degli scrittori (Madrid, Parigi), mentre sulla famosa rivista dell’esilio «Das Wort» si accende il dibattito sul ‘realismo’, al quale Seghers prende indirettamente parte con le polemiche lettere che scrive a Georg Lukács.

Con l’inizio della guerra, nel 1939, il marito viene internato nel campo di concentramento di Le Vernt, nel sud della Francia. Nel 1940 l’occupazione di Parigi da parte delle truppe hitleriane costringe Anna Seghers a lasciare la città. Si sposta verso sud e si stabilisce a Pamier, una cittadina non lontana da Le Vernet. Riesce a procurarsi un visto d’uscita per il marito e ad ottenerne il rilascio. Il 24 marzo 1941 si imbarca, insieme a lui e ai figli, a Marsiglia per il Messico.

Dopo un lungo viaggio i profughi arrivano a Mexiko City, una delle più importanti mete degli esuli comunisti, alla fine di giugno. Mentre Radvanyi ottiene un posto di Professore all’Università dei Lavoratori del Messico e, nel 1944, anche all’Università statale, Anna Seghers partecipa attivamente a iniziative antifasciste, diventa presidente del Club Heinrich Heine, importante centro messicano di attività antifascista, contribuisce a fondare insieme ad altri scrittori tedeschi esuli in Messico la rivista «Freies Deutschland», sulla quale pubblica vari saggi politici. Scritto in Francia tra il 1937 e il 1939, Das siebte Kreuz. Roman aus Hitlerdeutschland, il suo romanzo più famoso, esce nel 1942 in inglese (USA) e in tedesco (Messico), ottenendo subito un grande successo. Grazie agli introiti ottenuti con le vendite del romanzo la scrittrice può assicurare a se stessa e alla famiglia un lungo momento di relativa serenità economica. Serenità turbata dalla deportazione della madre che morirà tra il 1942 e il 1943 nel campo di concentramento di Auschwitz. Il padre era scomparso già nel 1940, due giorni dopo la vendita forzata del negozio e della casa. Tutti gli sforzi di Anna Seghers per aiutare la madre nella fuga procurando anche a lei un visto d’uscita erano falliti. La scrittrice la ricorderà per la prima e unica volta nel racconto Der Ausflug der toten Mädchen, che scrive in Messico nel 1943 durante la convalescenza dopo le gravi ferite riportate in un incidente stradale del quale resta vittima nel medesimo anno. Nel 1944 esce, in lingua spagnola, inglese e francese, Transit, il secondo romanzo dell’esilio.

A partire dal 1945, anno in cui il figlio Peter si iscrive all’Università di Parigi, tutta la famiglia rientra in Europa. Nel 1946 lo segue la sorella Ruth, per iniziare come lui gli studi all’Università di Parigi, nel 1947 parte Anna Seghers che, dopo essere passata da New York, Stoccolma e Parigi, si stabilisce definitivamente a Berlino. Qui la casa editrice Aufbau inizia a pubblicare le opere scritte durante l’esilio. Il 20 luglio 1947 riceve il premio Büchner. In agosto compie il secondo viaggio in Russia insieme a una delegazione di artisti. Presso la casa editrice Weller, di Costanza, esce la versione tedesca del romanzo Transit.

Seghers è coinvolta nelle attività del movimento per la pace e contro gli armamenti nucleari. Nel 1948 si trasferisce nel settore sovietico della città e nel 1949 partecipa al Congresso per la pace nel mondo a Parigi. Esce il romanzo Die Toten blieben jung. La neonata Repubblica Democratica Tedesca (ottobre 1949) la chiama, nel 1950, a partecipare alla fondazione dell’Accademia Tedesca delle Arti. Nel 1951 la casa editrice Aufbau inizia con la pubblicazione dei Gesammelte Werke in Einzelausgaben. Escono poi Crisanta. Mexikanische Novelle e Die Kinder. Drei Erzählungen. Riceve il premio della Repubblica Democratica Tedesca.

Nel 1952 il marito, ancora in Messico, fa ritorno a Berlino. In occasione del terzo Congresso degli scrittori Anna Seghers viene eletta presidente. Pubblica la raccolta di novelle Der Bienenstock. Erzählungen in zwei Bänden. Nel 1954 trascorre alcune settimane nell’Unione Sovietica per compiere ricerche d’archivio su Lew Tolstoi. Al suo rientro a Berlino, nel 1955, si trasferisce nella Volkswohlstraße 81 (oggi Anna-Seghers-Straße), dove resterà fino alla morte e dove oggi ha sede il Centro Studi Anna Seghers. Viaggia molto, si impegna per la pace nel mondo e partecipa al XX congresso del Partito Comunista Sovietico, che, con la presidenza di Chruschtschow, inizia a fare i conti con la pesante eredità dello stalinismo. Durante la rivolta in Ungheria Anna Seghers si adopera per aiutare l’amico Georg Lukács, ma nel 1957, in occasione del processo contro Walter Janka, direttore della casa editrice Aufbau, cui lei stessa si era rivolta per soccorrere Lukács, Seghers tace, così come tace quando molti suoi conoscenti comunisti vengono accusati e condannati per attività controrivoluzionarie. In conseguenza della sua adesione alla politica del socialismo reale, la scrittura di Seghers ora ubbidisce a un imperativo pedagogico che la spinge ad abbandonare le tecniche narrative più moderne nel nome delle quali aveva polemizzato a suo tempo con Lukács e col suo concetto di ‘realismo’. Il nuovo stile caratterizza i cosiddetti ‘romanzi della DDR’: Die Entscheidung (1959) e Das Vertrauen (1968).

Nel 1962 Das siebte Kreuz viene pubblicato da Luchterhand per la prima volta nella Repubblica Federale. A partire dal 1963 Luchterhand pubblica l’edizione in sette volumi degli Ausgewählte Werke.
Nello stesso anno la scrittrice tace anche durante il Convegno su Kafka a Liblice, presso Praga (che indebolì significativamente la politica antikafkiana della SED), al quale partecipa, senza però tenere alcuna relazione. Tra il 1965 e il 1968 escono racconti (Die Kraft der Schwachen. Neun Erzählungen) e romanzi (Das wirkliche Blau. Eine Geschichte aus Mexiko, Das Vertrauen). Anna Seghers collabora alla sceneggiatura del film Die Toten bleiben jung, tratto dal suo omonimo romanzo. Nel 1969 esce, a cura di Christa Wolf, la raccolta di saggi e conferenze di Anna Seghers Glauben an Irdisches.
1975 riceve il premio del «Consiglio per la pace nel mondo» e la cittadinanza onoraria di Berlino (est). Nel 1978 riceve la presidenza onoraria dell’Unione degli Scrittori. Il 3 luglio muore il marito. Nel 1981 riceve la cittadinanza onoraria della città di Mainz. Muore il 1 luglio del 1983.

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