accadde…oggi: nel 1858 nasce Selma Lagerlof, prima donna a vincere il Nobel per la letteratura, di Jennifer Carretta

http://www.artspecialday.com/9art/2018/03/16/selma-lagerlo%CC%88f-donna-nobel-letteratura/

https://danielaedintorni.com/2015/04/30/selma-lagerlof-prima-donna-sulle-banconote-svedesi-e-prima-scrittrice-a-ricevere-il-premio-nobel-da-me-tradotto-e-rielaborato/

È il 1909 quando l’Accademia Svedese annuncia il nome del decimo vincitore del Nobel per la letteratura e per la prima volta nella storia il premio viene consegnato ad una donna: Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf (Sunne, 20 novembre 1858 – Sunne, 16 marzo 1940). La motivazione è la seguente: «Per l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere».

Le caratteristiche che contraddistinguono lo stile narrativo di Selma Lagerlöf sono legate al folclore popolare svedese, assimilato probabilmente dai racconti, dai miti e dalle leggende che sin da bambina ha sentito raccontare, in quella terra al confine con la Norvegia, dove la religione sfiora la superstizione e il misticismo.

Si pone quindi in contrasto rispetto alla linea europea del naturalismo di quegli anni e, mentre nel resto d’Europa alla fine dell’Ottocento gli scrittori si concentrano sulla narrazione delle vicende umane con totale fedeltà al vero, Selma si lascia ancora incantare dalle tradizioni del Värmland, la sua terra, e dal suo folclore, portandosi dietro un gusto romantico in ritardo rispetto ai tempi.

Dopo gli anni degli studi passati a Stoccolma, mentre inizia dedicarsi all’attività letteraria, per guadagnarsi da vivere lavora come insegnante alla scuola elementare di Landskrona. È il 1891 quando esce il suo primo romanzo, La saga di Gösta Berling, dove la sua vivida immaginazione tocca i picchi più elevati, ma non riscuote il successo che merita fino al 1893, trattandosi di un’opera epico-narrativa ormai estranea alla moda letteraria di quegli anni.

Grazie alla saga, nel 1895 vince un premio in denaro che le permette di abbandonare il lavoro di insegnate e di dedicarsi ad alcuni viaggi. In compagnia di un’amica, Sophie Elkan, parte alla scoperta dell’Europa e non solo, arrivando in Sicilia, dove troverà l’ispirazione e la giusta ambientazione per scrivere I miracoli dell’Anticristo (1897), e in Egitto, i cui paesaggi la porteranno ad ideare Jerusalem (1901-1902), che narra le vicende di una comunità rurale danese che si trasferisce in Terra Santa. La scrittura diventa la sua principale attività e continua a scrivere romanzi e racconti, alcuni dei quali anche per bambini, restando in qualche modo fedele alla sua formazione di insegnante elementare.
Il suo racconto più famoso, tra le opere per ragazzi, è Quel viaggio meraviglioso di Nils Holgersson (1906-1907), dove la passione per il viaggio si fonde agli intenti didattici.

Nel 1907 l’università svedese della città di Uppsala, la più antica e prestigiosa della Scandinavia, le assegna la laurea honoris causa in Filosofia per il suo impegno letterario, ma la consacrazione assoluta le arriva nel 1909 dall’Accademia Svedese, quando diventa la prima donna a vincere il Nobel per la letteratura – la seconda sarà Grazia Deledda, nel 1926.

Ormai all’apice del successo, ottiene un ulteriore riconoscimento della sua grandezza letteraria cinque anni più tardi, nel 1914, quando diventa la prima donna ad essere chiamata a far parte dei diciotto membri dell’Accademia Svedese. La sua attività di scrittrice intanto prosegue con la pubblicazione di alcuni romanzi, tra cui L’anello di Löwensköld nel 1925 e Anna Svärd nel 1928, e di opere di natura autobiografica, come Ricordi d’infanzia nel 1930 e Diario nel 1932.

Negli ultimi anni della sua vita si impegna, in quanto intellettuale, a condannare le due grandi minacce di quel periodo, la Germania nazista e l’Unione Sovietica, cercando, per quello che le è possibile, di aiutare gli oppressi con i suoi mezzi, fino al 16 marzo 1940, quando muore a causa di un infarto nella sua terra natia.

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