accadde…oggi: nel 1925 nasce Majja Michajlovna Pliseckaja (Майя Михайловна Плисецкая)

https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2015/05/02/news/addio_a_maya_plisetskaya_leggendaria_etoile_del_bolshoi-113396708/

2015 – È stata una delle grandi “etoile”, un pezzo importante della storia del balletto classico, ballerina leggendaria e famosa in tutto il mondo. Maya Plisetskaya è morta ieri a 89 anni per un infarto in Germania dove si trovava in viaggio insieme al marito il celebre compositore Rodion Schedrin. “I medici hanno fatto tutto il possibile, ma non c’è stato nulla da fare”, ha spiegato Vladimir Urin il direttore del Teatro Bolshoi dove Plisetskaya era una delle colonne e dove era stata Prima ballerina e “artista del popolo”. Non per niente, tra i primi messaggi di cordoglio  quello del presidente russo Vladimir Putin che ha espresso “profonde e sincere condoglianze alla famiglia, agli amici e agli ammiratori”, secondo quanto riferisce l’agenzia Tass.

L’etoile – era nata a Mosca il 20 novembre 1925- aveva studiato danza dall’età di 9 anni alla scuola del Bolshoi con Elizaveta Gerdt, figlia di Pavel Gerdt, primo interprete della Bella Addormentata. A undici anni la sua prima esibizione nel prestigioso palcoscenico dove nel 1960 venne incoronata prima ballerina assoluta, onore spettato soltanto alla grande Galina Ulanova. Si diploma nel 1943 diventando presto solista del Teatro e ha continuato a danzare fino a quando aveva 65 anni, indefessa, accanto all’attività di coreografa che l’aveva portata anche a Roma negli anni Ottanta come responsabile del Corpo di ballo all’Opera.

Nel 1945, dopo essersi perfezionata con Agrippina Vaganova, diviene prima ballerina interpretando Kitri nel Don Chisciotte e Raymonda. Nel 1947 debutta in Odette/Odile nel Lago dei cigni, che sarà uno dei suoi più grandi ruoli: perfetta nella tecnica e in più capace di grandi doti espressive. Tra i suoi cavalli di battaglia anche molti titoli della tradizione russa: Spartacus, La fontana di Bachisarai, Il fiore di Pietra e poi, scritte apposta per lei dal marito, Carmen Suite, Anna Karenina, Il gabbiano. Molti i grandi coreografi che hanno firmato balletti per lei: La rose malade di Roland Petit, Isadora di Maurice Bejart. Tra le etoile russe è stata sicuramente quella più ben voluta dal regime negli anni cupi dell’Urss, anzi la sua fama come ballerina “nazionale” venne comunque utilizzata per la propaganda dell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Fu Nikita Krusciov ad annullare il divieto di viaggiare per l’etoile nel 1959, considerandola “La miglior ballerina del mondo”. Da notare che Plisetskaya aveva sempre rifiutato di scappare dal suo paese, anche negli anni bui, quando molti dei suoi colleghi approfittavano delle tournèe per rifugiarsi all’Ovest, compresi partner illustri che con lei avevanoc ondiso successi e popolarità come Rudolf Nureyev, Natalia Makarova e Mikhail Baryshnikov.  Tra i suoi ultimi incarichi nel 1996 quello presidente del balletto imperiale russo. Per il suo settantesimo compleanno debuttò in Ave Maja, un pezzo coreografico di Béjart espressamente creato per lei.

 

 

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