accadde…oggi: nel 1890 nasce Ester Pirami, di Francesca Patuelli

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Nata in una famiglia dagli interessi artistici e scientifici, Ester Pirami si laurea presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Bologna nel luglio del 1914 su La motilità e i riflessi nel primo anno di vita con il massimo dei voti.
Anche le sorelle minori Edmea e Lea si laureeranno presso la medesima Università con il massimo dei voti, la prima in medicina e chirurgia nel 1922 e la seconda in chimica pura nel 1924.
Nel dicembre Ester si trasferisce a Pescia, città originaria del padre dove la famiglia aveva già vissuto per qualche anno, per compiere il tirocinio presso l’ospedale di quella città: nel dicembre vi vince il concorso per un posto di assistente in chirurgia.
Nel gennaio 1915 si reca come volontaria per prestare soccorso nelle zone di Avezzano colpite dal terremoto. Durante la prima guerra mondiale lavora come assistente del prof. Aurelio Cordero presso l’ospedale militare della zona, come verrà ricordato in un articolo comparso nel settembre 1915 su «La lanterna», giornale locale di Pescia, «I soldati feriti qui ricoverati si riducono ormai a ben pochi. Se ne sono ritornati tutti in brevissimo tempo alle famiglie, grazie alle cure dell’illustre Prof. Cordero e della valida cooperazione della sua Assistente Dottoressa Ester Pirami e di tutti gli addetti alla vigilanza diurna e notturna. Ed i partiti, come i rimasti, ci pregano di esternare la loro vivida gratitudine al chirurgo primario, alla signorina Dott. Pirami e a quanti furono loro prodighi di cure e attenzioni» [Giurlani, 2003, p. 96]. Negli stessi anni pubblica due romanzi, Fiordineve (1923), racconti per l’infanzia, e L’estrema offerta (1924).
Nel 1926 si specializza in patologia coloniale presso la Scuola di patologia coloniale dell’Università di Bologna, che era stata fondata nel 1924 dal professor Giuseppe Franchini; agli inizi degli anni ’30 dirige in Eritrea un laboratorio dell’Ospedale coloniale di Asmara. Vince nel 1933 un concorso per un posto di medico primario presso l’Ospedale psichiatrico di Pesaro. Pubblica diversi lavori sperimentali e legati alla pratica sulla rivista legata all’istituto marchigiano, «Note e riviste di psichiatria».
Presta la sua opera di medico durante la seconda guerra mondiale, dedicandosi poi alla pratica privata, ritirandosi dall’Ordine dei Medici nel 1967 pochi mesi prima della morte.

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