accadde…oggi: nel 1920 nasce Clarice Lispector, di Sara Missorini

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Considerata da molti la più grande e importante autrice brasiliana del Novecento, Clarice Lispector in realtà nasce in Ucraina il 10 dicembre 1920. Le disastrose conseguenze in Europa della Prima Guerra Mondiale, però, costringono la sua famiglia, di origini ebraiche, a trasferirsi in Brasile. Più esattamente a Recife, laddove Clarice cresce e comincia a scrivere. Giornalista, traduttrice quotata grazie alla moltitudine di lingue studiate (infatti oltre a parlare yiddish – la lingua materna – impara anche inglese, francese e italiano), autrice di romanzi e poesie.

La madre di Clarice muore il 21 settembre 1930, quando lei ha soltanto 10 anni e frequenta la scuola ebraica brasiliana. Quattro anni più tardi, il padre Peter decide di spostarsi con le figlie Clarice e Tania da Recife a Rio de Janeiro, dove vanno a vivere in affitto. Lì Clarice finisce la scuola media e continua la sua formazione attraverso la lettura – grazie ad una biblioteca di quartiere – di molti autori significativi tra cui Jorge Amado e Fedör Dostoevskij. È la fine degli anni Trenta quando comincia ad impartire lezioni di portoghese e matematica per mantenersi gli studi e in parallelo porta avanti la sua carriera giornalistica dedicandosi soprattutto a temi sociali. Intorno ai vent’anni pubblica la sua prima opera, Vicino al cuore selvaggio, romanzo ritenuto dai critici in linea con due autori eccelsi della letteratura inglese nati nel secolo precedente: James Joyce e Virginia Woolf.

Nel 1943 sposa l’ex compagno di stanza del college, il diplomatico Maury Gurgel Valente. Durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale segue il marito che fa la spola tra l’America e l’Europa e si trova spesso a prestare soccorso negli ospedali americani. Non a caso il primogenito, Pedro, nasce a Berna, in Svizzera nell’ottobre del 1948; mentre il secondogenito Paulo nasce negli Stati Uniti nel 1953. Durante entrambi i periodi di gestazione continua a scrivere romanzi e articoli per riviste varie. Il matrimonio con il diplomatico dura fino al luglio del 1959, data in cui decide di trasferirsi nuovamente a Rio con i figli. Legami familiari del 1960 è l’opera pubblicata in Brasile al ritorno e, a seguire l’anno successivo, La mela nel buio. La sua più importante traduzione è stata, nel 1976, quella dall’inglese al portoghese di Intervista col vampiro, di Anne Rice.

E negli anni, fra i critici letterari, c’è chi si è spinto oltre nella definizione del suo stile: è del 2005 un articolo del traduttore americano Gregory Rabassa, comparso sul The New York Times, in cui le viene attribuita nella letteratura latino-americana la stessa importanza e lo stesso ruolo di Franz Kafka in quella europea; e nella critica letteraria francese c’è chi prova a collocare il suo stile come uno spartiacque della letteratura brasiliana e quindi un “pre” e un “post” Lispector, come se chiunque fosse venuto dopo ne fosse, almeno in minima parte, condizionato. Nel suo fondamentale La passione secondo G.H., addirittura la Lispector delinea fin dalla dedica iniziale quello che per lei è il modello di lettore perfetto, colui “dall’anima già formata” e che sa “come l’avvicinamento a ogni cosa avvenga per gradi e con sofferenza”. Attualmente sepolta a Rio De Janeiro, Clarice Lispector muore alla vigilia del suo cinquantasettesimo compleanno a causa di un adenocarcinoma ovarico. Diversi i romanzi pubblicati postumi.

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