Recensione alla mia quadrilogia di Monica Castiglione

Le rime divertenti che nutrono le menti

Vademecum per nutrire la mente , un desiderio istintivo di Daniela, una profonda esigenza che permea la sua essenza. Se anche “ un solo mio seme frutterà è un fiore di nuovo conoscenza produrrà potrò ritenermi appagata e la mia missione a termine portata”. Insegnare agli altri qualcosa con la semplicità e la sonorità della rima baciata : è questo l’obiettivo della nostra scrittrice, che attraverso la lente della fantasia, ci invita a giocare, prima fra tutte, con la grammatica, insegnandoci che “se il verbo è intransitivo, ahimè rimarrà senza passivo” e che l’italiano è una lingua davvero irregolare: se sposti l’accento il significato può cambiare”; ma molte altre sono le regole che si possono imparare attraverso semplici filastrocche che restano in mente e rendono più facile l’uso della nostra splendida lingua. Alcune parole poi Daniela ci insegna essere speciali una fra Tutte “sorriso” …. un sorriso Illumina il viso Ed è la chiave che apre il cuore Di tutti coloro che non hanno amore Un sorriso è la muta dichiarazione Per dire son qui ti ascolto sono a tua disposizione Sorridere è facile, più spesso lo farai Tanta gioia regalerai È meglio ti sentirai “ Ed è questo, il sorriso, il segno distintivo di Daniela, perché ogni rima si legge col sorriso sulle labbra, con la curiosità di arrivare subito al verso successivo per scoprire cosa ci insegnerà. Ed è col sorriso e la voglia di imparare, che cresce ad ogni pagina, che attraverso i numeri ed i giorni della settimana arriviamo alla descrizione di luoghi come Firenze (in cui l’italiano si mescola con maestria all’inglese), in un vortice di colori dai più tristi del muro di Berlino, “atroce esempio di intolleranza, la cui demolizione ha aperto la strada alla speranza”, ai più allegri, come quelli dei fiori, tra cui l’iris con la sua “rara bellezza, che è simbolo di grande purezza”….ma la Filastrocca si conclude con una dolce scoperta perché “solo in Sicilia l’iris ha una sua particolare poesia: ripieno di crema è uno dei dolci più gustosi, mamma mia!”

Giocando con i tautogrammi

Un tautogramma è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale. « Cioè: composizione costruita con componenti che cominciano, categoricamente, con caratteri coincidenti. » un gioco linguistico che Daniela Domenici adora e questa sua passione traspare nelle righe del volume “giocando con i tautogrammi”, dove ogni pagina ci presenta un tautogramma nuovo, vivace, colorato. Ogni parola scelta con cura crea un componimento fresco e musicale, Con cui impariamo questa nuova forma di espressione artistica. Le composizioni sono organizzate in ordine alfabetico e in ognuna di esse l’autrice ci lascia un messaggio, un insegnamento da tenere a mente, trattando con allegria ed ironia costruttiva tematiche molto importanti. Le donne, ad esempio, tema molto caro a Daniela (che si impegna a sottolineare e combattere con ottimismo, delicatezza ed estrema dolcezza ogni tipo di ingiustizia umana) sono “dirompenti, diligenti, dialettiche da discrivere, da dipingere, da dipingere, donne distintamente dimenticate dolorosamente derise, dileggiate, disconosciute drasticamente demolite, danneggiate… distrutte”. Daniela ci insegna che se al mondo c’è qualcosa di sbagliato non bisogna “mai mettere muri, mummificarsi, molto meglio modificarsi, mescolarsi, moderarsi, motivarsi, mutare … migrare” . Ci esorta, cioè, al cambiamento in positivo. Con quell’ottimismo, segno di una profonda convinzione che esiste la possibilità di migliorarsi e migliorare il mondo che ci circonda, ci esorta infatti a sorridere: “se sei sempre sorridente sorgerai senza sosta suadente serenità, silenziosa simpatia sacra saggezza”. E noi di imparare ad essere saggi non siamo mai stanchi e continuiamo quindi nella lettura di questa quadrilogia che attraverso le parole ci regala colori e preziosi insegnamenti.

Giocando con gli acrostici

In questo volume Daniela vuole insegnare, divertendo, questa particolarissima forma di scrittura poetica: l’acrostico, componimento poetico in cui le lettere, sillabe o prole inizialo di ciascun verso formano un nome o una frase. Ma Daniela vuol fare di più, coniugando l’acrostico con il tautogramma: un componimento in cui tutte le parole hanno la stessa iniziale. È così che ogni pagina diventa un gioco divertente e colorato che ci permette di scoprire il significato delle parole non solo italiane, ma anche inglesi, spiegato con l’uso di molteplici termini vivaci e incalzanti. I gemelli sono quindi persone che una grande eterea magica empatia lega insieme, mentre in un altro brillante connubio poetico tra l’acrostico e il tautogramma scopriamo che la lode è leggera, lirica, luminosa, onora oltremodo, dandosi dosi di energia! Un esercizio di stile in cui l’autrice consente a chiunque lo voglia, di approcciarsi ad un aspetto complesso della poesia, mediante componimenti che dietro alla semplicità del linguaggio, scorrevole ed armonico, nascondono uno studio approfondito.

Giocando con limerick e petit-onze

Il limerick è un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, che l’autrice Daniela Domenici insegna con grande passione a grandi e piccini. Ha regole ferree (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto nonsense, umoristico o scapigliato, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere. Un limerick è sempre composto di 5 versi, di cui i primi due e l’ultimo, rimati tra loro, contengono tre piedi e dunque tre accenti (stress), il terzo e il quarto, a loro volta rimati tra loro, ne contengono solo due. Le rime seguono dunque lo schema AABBA. Si tratta di componimenti in cui l’autrice racconta con brevi pennellate di parole e colori le storie di tante donne (argomento a lei molto caro): “una maga, che era sempre un po’ vaga, quando le chiedevano di predire il futuro non diceva cose certe per andar sul sicuro, quella svampita maga “; un’atletica maestra che si arrampica su un quadro, un’anziana professoressa la cui mente pratica per la tangente. Sono tutti quadri ricchi di simpatia e positività che strappano un sorriso ad ogni verso e descrivono la meravigliosa figura femminile, un fiore delicato e prezioso, troppo spesso oggi maltrattata, discriminata e oggetto di violenza. Daniela cerca di restituirle il suo corretto posto nel mondo, e lo fa in modo estremamente dolce e delicato, con il sorriso.

Il volume prosegue con il petit-onze, composizione breve, dal francese “piccolo undici”, la cui origine è attribuita al poeta Andre’ Breton. L’idea del poeta surrealista era quella di contrastare la magniloquenza della poesia del suo tempo e costruire un “albero” di parole: se si scrivono le parole al centro del foglio, in alto una, procedendo oltre due, tre e quattro, concludendo sempre con una sola parola, si ha un piccolo albero di parole col tronco. Anche stavolta la nostra autrice non disdegna di darci preziosi insegnamenti e spunti di riflessione. Il silenzio, diventa un momento di riflessione e apprendimento , “sempre denso di messaggi per me”; il Natale è “un momento di rinascita interiore per diventare più accoglienti”. Ogni petit-onze è un delizioso quadretto, una scena che crea un’immagine in testa, un susseguirsi di parole che scorrono come un passo di danza. È così che ci troviamo di fronte la Sicilia come “magna Grecia, culla della cultura, paesaggi magici sapori unici, Trinacria”: 11 parole che fanno zampillare colori, odori e sapori… che altro aggiungere?

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