accadde…oggi: nel 1882 nasce Lili Elbe, di Anna Durante

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“The Danish Girl” è l’ultimo film diretto da Tom Hooper, uscito nelle sale cinematografiche italiane il 18 febbraio, che ha visto come attore protagonista Eddie Redmayne nel ruolo di Lili Elbe, e Alicia Vikander, vincitrice del premio Oscar 2016 come miglior attrice non protagonista, nei panni della moglie Gerda Wegener. Il film è un adattamento del romanzo The Danish Girl, scritto nel 2000 da David Ebershoff, ispirato a una storia vera, quella di Lili Elbe, nata di sesso maschile sotto il nome di Einar Mogens Andreas Wegener. E’ stato un film che ha commosso parecchio il pubblico, con un finale triste e inaspettato: quando Lili ritrova se stessa la sua anima vola via, come il vento porta via la sua sciarpa preferita nella palude tanto amata da Einar; è la storia di una persona che ha cercato di ritrovare se stessa nonostante i pregiudizi del tempo, e di un amore, quello di Gerda, che continua anche nelle varie fasi del percorso di transizione della protagonista. Ma qual è la vera storia di Lili Elbe, nata come Einar Wegener?

Einar nasce il 28 dicembre del 1882 a Vejle, in Danimarca, e incontra, durante il suo percorso di formazione alla scuola d’arte di Copenhagen Gerda Cottlieb, e i due, entrambi illustratori, si sposano nel 1904. I due artisti si divertono a dipingere insieme, Wegener era specializzato nel dipingere paesaggi, mentre Gerda lavorava per riviste di moda e creava libri illustrati. Einar posa più volte come modella in abiti da donna per la moglie, e da lì inizia ad emergere la sua identità femminile, e a immaginare di vivere la vita come una donna. Durante questa fase inizia a confrontarsi con vari medici, che lo riconoscono schizofrenico e malato di mente sottoponendolo a cure anti-devianza. Nel 1912 Einar e Gerda si trasferiscono a Parigi, e qui Einar vive apertamente come una donna, vestendosi come tale e assumendo il nome di Lili Elbe. Lili viene poi a conoscenza della possibilità di trasformare in modo permanente il suo corpo da maschio a femmina presso l’Istituto tedesco di Scienze Sessuali a Berlino, fondato dal Dr. Magnus Hirschfeld, che ha coniato il termine “transessualismo” nel 1923. All’epoca gli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale erano ancora in fase sperimentale, ma probabilmente Lili non è stata la prima a sottoporsi a questo tipo d’intervento. Infatti la prima operazione transgender di qualsiasi tipo ebbe luogo nel 1912 su una pittrice che sentiva di essere un uomo, e che subì l’asportazione di entrambi i seni e le ovaie. Nel 1930 si sottopone al suo primo intervento, quello di rimozione dei testicoli; successivamente, tra il 1930 e il 1931, procede con i successivi interventi: rimozione del pene e trapianto di ovaie, ma ne subisce anche un altro, per un probabile rigetto. Questi interventi le consentono di cambiare legalmente nome e sesso e di ricevere il passaporto come Lili Elbe; il re di Danimarca Cristiano X annulla il matrimonio con Gerda, e i due si separano amichevolmente. Lili, nel suo diario personale, descrive i suoi cambiamenti come una rinascita nella donna che ha sempre saputo di essere, e decide di non dipingere più in quanto, per lei, quello d’illustratore era un lavoro che apparteneva ad Einar. L’ultimo intervento, quello del trapianto di utero e costruzione di una vagina artificiale, eseguito per poter realizzare il desiderio di una gravidanza, le è fatale: muore infatti, quasi cinquantenne, a seguito di gravi complicanze, il 13 settembre 1931.

Lili è stata quasi sicuramente intersessuale, ma non è chiaro di che tipo; alcune fonti indicano che Elbe aveva già delle ovaie rudimentali in addome, aveva certamente un corpo femminile, e nel presentarsi in pubblico come uomo veniva spesso scambiato per una giovane donna vestita da uomo. Inoltre i dosaggi ormonali antecedenti al primo intervento, indicano una maggior quantità di ormoni femminili rispetto a quelli maschili. E’ probabile che lei avesse la sindrome di Klinefelter, una condizione non conosciuta in ambito medico fino al 1942, dovuta ad un’anomalia cromosomica in cui un individuo di sesso maschile possiede un cromosoma X in più (47, XXY).

La storia di Elbe è stata pubblicata dopo la sua morte da Ernst Ludwig Harthern-Jacobson (sotto lo pseudonimo di Niels Hoyer) che ha compilato la sua storia di vita dai suoi diari personali in conformità con le sue ultime volontà. Il libro “Man into Woman” è stato pubblicato nel 1933, ed è stato uno dei primi libri sulla storia di una persona transgender, e rimane importante per la storia della sessualità e dell’identità di genere.

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