accadde…oggi: nel 1760 nasce Luisa Palma Mansi, di M. Laura Candiani

http://www.toponomasticafemminile.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7552&Itemid=7672#palma

http://www.dols.it/2017/03/30/percorrendo-le-strade-della-parita-lucca/

Figlia di Girolamo Palma e Caterina Burlamacchi, Luisa Palma Mansi nacque  a Lucca il 23 febbraio 1760 in una famiglia aristocratica proveniente da Parma. Non si sa nulla dei suoi studi, ma dai diari (scritti in francese) si deduce una discreta istruzione; doveva essere anche una buona lettrice.
Nel 1783 sposò Lelio Francesco Mansi, più anziano di  18 anni, appartenente ad una famiglia prestigiosa; fu uomo politico e importante giureconsulto nel difficile periodo di transizione (dalla Repubblica alla dominazione napoleonica). Il 14 luglio 1805 a Lucca si insediarono ufficialmente i principi Baciocchi e Luisa divenne –come le altre nobildonne- dama di corte. Nel 1807 morì il marito Lelio e Luisa per cinque anni non scrisse il suo diario,  consistente in quattro piccoli quaderni scritti fittamente e rilegati in pergamena , per un totale di quasi mille pagine .                             
Assai interessanti i riferimenti alle piccole e grandi vicende dell’epoca: la principessa Elisa Bonaparte Baciocchi (sorella di Napoleone) acquista la villa di Marlia, Napoleone entra a Mosca e poi fugge dalla Russia, due rovinose piene del fiume Serchio, scontri fra navi inglesi e francesi nelle acque di  Viareggio, fino al 1814 quando i Baciocchi vengono costretti dagli Inglesi a lasciare Lucca. Luisa e i suoi concittadini sperano di riacquistare a breve l’indipendenza. I fatti si susseguono velocemente: Napoleone riorganizza le truppe, dopo la fuga dall’isola d’Elba, finché viene sconfitto definitivamente. Con il Congresso di Vienna si decide che Lucca sia governata da Maria Luisa di Borbone, mentre Luisa -avanti con gli anni- dirada le sue note di diario.
Le informazioni “private” che derivano dal diario si possono suddividere (come indica la studiosa Isabella Pera) secondo i principali temi trattati: la vita quotidiana (fidanzamenti, matrimoni, nascite, morti, monacazioni, malattie); la moda, gli abiti, i regali, il denaro; ”Trasformare la vita nel più elegante dei giochi”(salotti, spettacoli, intrattenimenti dell’aristocrazia lucchese); la religiosità ed i riti. Da queste pagine si evidenzia l’amore per i propri cagnolini (che in parte forse  sostituiscono i figli che Luisa non ha), la passione per la musica e il melodramma accompagnata da un certo gusto personale (assiste -ad esempio- ad esibizioni di Paganini e Kreutzer), il rifiuto per la figura del “cavalier servente” che reputa ridicola e superata, il gusto condiviso per le belle feste durante  il Carnevale, il rilievo dato alle celebrazioni della festa di Santa Croce, tanto cara ai Lucchesi.
“Ma oltre il contenuto, il diario della Mansi rappresenta una rara e interessante fonte di scrittura femminile autobiografica; è significativo il fatto -afferma Isabella Pera (pp.88- 89)- che una donna di fine Settecento abbia avuto il desiderio di conservare memoria di fatti pubblici e privati (anche se  la sfera dell’intimità e gli affetti rimangono solo in parte percepibili) con una lingua diversa dalla sua – il francese dei modelli culturali e sociali dominanti, ma anche degli invasori e dei tiranni che pongono fine alla secolare indipendenza lucchese – utilizzando la scrittura come uno spazio di auto legittimazione, per segnare in qualche modo le tappe più significative del proprio percorso esistenziale.”

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