quegli stupri liquidati come “effetti collaterali della guerra”, di Ester Rizzo

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Maria Maddalena, per le tematiche affrontate, fu una delle Madri Costituenti molto incisiva per l’emancipazione femminile: lottò per l’ingresso delle donne in magistratura e soprattutto per non far cadere nell’oblio le violenze sulle donne commesse in Italia durante la Seconda guerra mondiale, in particolare le cosiddette. “marocchinate”, le violenze perpetrate dai soldati marocchini inquadrati nell’esercito francese durante l’avanzamento degli Alleati. Quegli stupri furono liquidati come “effetti collaterali della guerra”.

Maria Maddalena non può restare in silenzio e non ha timore a portare in aula argomenti considerati da tutti sconvenienti. Riportiamo un suo coraggioso intervento:”So che vi è chi si finge scandalizzato perché noi prendiamo nel parlamento e nel Paese la difesa di queste donne. Credo piuttosto che ci debba scandalizzare perché fra noi vi è chi vorrebbe coprire questa piaga, questo delitto orrendo che fu commesso contro donne inermi, contro giovanette, con un velo di silenzio”.

Ed ancora in un’interpellanza “Noi conosciamo le madri che hanno perso i figli, le mogli che hanno perso i mariti:noi le amiamo, le onoriamo, manifestiamo loro la nostra solidarietà, sì che esse trovano qualche volta una sorta di conforto nel sapere che il loro lutto è condiviso, che la memoria dei loro cari scomparsi è sacra a milioni di cittadini. Ma queste donne no! Per queste non c’è conforto possibile. Si devono nascondere come se si sentissero infette anche moralmente. A queste donne si vorrebbe vietare di parlare della loro sventura, di riunirsi, di reclamare, in nome della pubblica moralità!”

Questo Maria Maddalena Rossi non lo permise, squarciando il velo di silenzio su quelle violenze. Lottò anche, insieme alla collega di partito Teresa Mattei ed alla democristiana Maria Federici, per l’ingresso delle donne in magistratura, scontrandosi sui banchi dell’Assemblea con Giovanni Leone, fermamente contrario alle donne magistrato perché  “troppo emotive e sensibili per la loro stessa situazione biologica”, negando alle donne serenità di giudizio nei giorni del ciclo mestruale. A distanza di tanti anni ci chiediamo perchè tanto maschilismo.

Maria Maddalena centrò la sua attenzione, fermamente, su questi temi: magistratura e violenza sessuale e quindi pieno riconoscimento delle capacità femminili e “rispetto sacro del corpo delle donne” come scrive Grazia Gotti.

Era nata a Codevilla, in provincia di Pavia, il 29 Settembre del 1906. Si era laureata in Chimica e nel 1937 si era iscritta al P.C.I clandestino. Venne arrestata a Bergamo, nel 1942 e inviata al confino. Venne eletta all’Assemblea Costituente con 11.842 preferenze nella lista del Partito Comunista, e sarà inserita nella Commissione per i Trattati Internazionali.

Fortemente pacifista, intrecciò l’impegno per le donne con quello per la pace, viaggiando e tessendo relazioni amichevoli fra i diversi Paesi. Si dichiarò fortemente contraria ad inserire nella nostra Costituzione il principio di indissolubilità del matrimonio, e richiese lo snellimento dei procedimenti per l’adozione.

Fu anche Presidente dell’U.D.I. (Unione Donne Italiane) e restò in Parlamento fino al 1963, poi si ritirò a Portovenere ma continuò a dedicarsi alla politica, quella locale. Fu infatti sindaca di Portovenere nel 1970.

E’ morta a Milano, a quasi novant’anni, nel 1995. Per il suo impegno e per il suo contributo all’emancipazione femminile, dovrebbe avere uno spazio più ampio e più degno nella storia della nostra Repubblica.

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