accadde…oggi: nel 1926 nasce Svetlana Allilueva, di Oleg Egorov

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“Ho sempre odiato la Russia sovietica”, disse in una delle sue interviste la figlia si Stalin, Svetlana Allilueva. Anche il suo atteggiamento nei confronti del padre era negativo. Sebbene lei ricordasse la dolcezza di lui durante la sua infanzia, non lo perdonò mai per il controllo totale sulla sua esistenza.

Non solo Stalin ordinò a Svetlana quale lavoro fare, ma quando si innamorò di un uomo più anziano di lei, Stalin andò su tutte le furie e spedì il fidanzato in un campo di concentramento per cinque anni. Questo rovinò definitivamente i rapporti padre-figlia.

Dopo la morte di Stalin, lei sognava di lasciare il Paese. Quando il suo quarto marito, il comunista indiano Brajesh Singh morì nel 1966, le fu permesso di recarsi in India per disperdere le ceneri del defunto coniuge nel Gange. Là chiese asilo agli Stati Uniti, rifugiandosi nell’ambasciata statunitense, e lasciandosi l’Urss (e due figli) alle spalle.

La Allilueva ha vissuto a lungo, morendo nel 2011, a 85 anni. Ha pubblicato le sue memorie su Stalin, in diversi libri, tra cui “Venti lettere a un amico”. Si è sposata ancora una volta e da queste nozze ha avuto una figlia che ora vive negli Usa. Fino alla fine sembrava che il fantasma di Stalin la perseguitasse. “Ovunque io vada, sarò sempre un prigioniero politico del nome di mio padre”, era solita dire.

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