accadde…oggi: nel 1810 nasce Désirée Gay, di Mariafrancesca Carnevale

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Désirée Gay ( Parigi, 4 Aprile 1810 – Bruxelles, 1891) è stata una giornalista francese facente parte del movimento del femminismo socialista e grande attivista per il riconoscimento dei diritti civili e politici delle donne.

Fautrice del principio della libertà delle donne sotto tutti i profili della vita sociale, Désirée Gay porta avanti per tutta la sua vita una vera e propria battaglia a favore dell’ emancipazione femminile.

La libertà della donna deve essere assicurata principalmente attraverso una indipendenza economica e, pertanto, Désirée Gay si batte per l’accesso delle donne alle professioni lavorative e al riconoscimento salariale.

Le suddette idee Désirée Gay le afferma a gran voce, attraverso diversi articoli, nel quotidiano “La Femme libre” , fondato nel 1832 insieme alla collega femminista  Marie-Reine Guindorf.

La Femme libre”  viene considerato il primo giornale femminista del XIX secolo, scritto da donne solo per le donne.

Con l’ avvento della Seconda Repubblica Francese a seguito della Rivoluzione del 1848 Désirée Gay continua la sua attività in qualità di giornalista per il quotidiano di impronta spiccatamente femminista e socialista “La Voix des femmes” fondato dalla giornalista francese Eugénie Mouchon Niboyet e diretto dalla stessa unitamente ad un gruppo molto unito di donne tra le quali Jeanne Deroin.

Attraverso il giornale “La Voix des femmes” Désirée Gay e le altre vogliono affermare l’ emancipazione femminile puntando sulle tematiche dell’ istruzione, l’ educazione culturale, il lavoro, il salario e il diritto di voto delle donne.

A seguito della chiusura del giornale Désirée Gay, unitamente a Jeanne Deroin fonda il giornale “Politique des Femmes” e poi “L’Opinion des femmes” oltre all’ Associazione Mutuelle des Femmes e continua, in tal modo ad affermare le sue idee di libertà e di eguaglianza delle donne.

La sua battaglia sull’ eguaglianza di genere, sull’ eguaglianza giuridica, sull’istruzione e l’educazione femminile e sul ripudio dei pregiudizi sociali prosegue anche a Bruxelles e fino alla sua morte.