Il natale di Harry, al Teatro della Tosse, recensione di Daniela Domenici

Il Natale di Harry, al Teatro della Tosse di Genova

Two is better than one, usando la lingua dell’autore di questo testo, Steven Berkoff, e allora dopo averlo applaudito lo scorso 30 marzo nell’anteprima nazionale al Teatro del Ponente a Voltri sono andata al Teatro della Tosse per emozionarmi ancora una volta.

Quando una formidabile regista come Elisabetta Carosio si trova tra le mani un attore-gioiello prezioso come Enrico Campanati qualunque magia è possibile e ieri sera la loro perfetta sinergia ha dato vita a un “nuovo” Natale, a un Harry che prova a non rassegnarsi alla sua totale solitudine che si acuisce durante le feste, che tenta di farsi coraggio nel fare gesti semplici come telefonare a ex amanti o pseudo amici, che non riesce a sottrarsi all’influenza della madre, l’unico legame umano che gli resta, ma che, alla fine del quinto giorno, Natale appunto, cede e si lascia andare.

Straordinario Campanati nel recitare a due voci alternando, in un continuo duetto accompagnato anche da una gestualità assolutamente ad hoc, il suo vero io interiore, timoroso di prendere qualunque iniziativa, anche solo una telefonata, e quello razionale che tenta di aiutarlo a sopravvivere in un mondo in cui non c’è spazio per lui, nel quale nessuno/a si ricorda che esiste.

Quante/i Harry vivono accanto a noi e non ce ne accorgiamo…proviamo a tender loro una mano: grazie a Carosio e a Campanati per aver scelto questo testo.

 

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