accadde…oggi: nel 1916 nasce Sirimavo Bandaranaike, la prima donna premier al mondo, di Tiziana Giusto

Sirimavo Ratwatte Dias Bandaranaike, conosciuta anche con il nomignolo Sra. B, è stata una politica dello Sri Lanka, di lingua cingalese, parlata dal gruppo etnico predominante nell’isola, divenuta il primo ministro donna al mondo il 20 luglio 1960.
Sirimavo Bandaranaike nacque a Ratnapura nel 1916, apparteneva all’aristocrazia dell’isola, fu educata dalle suore cattoliche a Colombo e fu per tutta la vita una buddhista praticante. Nel 1940, all’età di 24 anni, si sposò, ebbe tre figli e fino alla morte del marito non si occupò attivamente di politica. Dopo che il marito Solomon (allora capo del governo) fu ucciso nel 1959 da un estremista buddhista, Sra B. entrò in politica attivamente per portare avanti le idee di Salomon.

La chiamavano anche la “vedova piangente” perché durante la campagna elettorale scoppiava spesso a piangere. Fu per tre volte primo ministro: dal 1960 al 1965, dal 1970 al 1977 e dal 1994 al 2000.

Lo Sri Lanka, isola nell’Oceano Indiano chiamata Ceylon fino al 1972, era un possedimento britannico. Nel 1948 divenne indipendente con una Costituzione di tipo parlamentare: il primo governo fu guidato dal partito conservatore, lo United National Party (UNP). Nel 1956, dopo una crisi economica, vinse le elezioni lo Sri Lanka Freedom Party (SLFP) di orientamento nazionalista e progressista e Solomon Bandaranaike divenne Primo ministro. I primi provvedimenti del SLFP, la proclamazione del cingalese come lingua ufficiale e il rafforzamento dell’identità buddhista, provocarono le prime tensioni con la minoranza Tamil (a prevalenza induista e insediata soprattutto nelle regioni del nord).

Dopo la prima vittoria alle elezioni del 1960, fu costretta a dimettersi per la sconfitta del SLFP nel 1965, per tornare alla guida del governo nel 1970, a capo di una coalizione con il partito comunista e con quello trotzkista. Durante questo periodo dovette affrontare una grave crisi energetica internazionale e una difficile situazione economica del Paese scegliendo una politica di nazionalizzazioni e di rafforzamento del ruolo dello Stato.
Per lo Sri Lanka iniziò un periodo molto difficile anche a causa dei contrasti fra la maggioranza cingalese e la minoranza Tamil (circa il dodici percento della popolazione). Il risentimento dei Tamil (che rivendicavano l’indipendenza dei territori nord-orientali) favorì nel tempo la nascita di molti gruppi armati, tra cui le Tigri per la Liberazione della patria che, dalla fine degli anni settanta, hanno condotto una violenta campagna secessionista poi sfociata in oltre vent’anni di guerra civile e attentati contro i civili.
Nel 1972 una nuova Costituzione proclamò la Repubblica Democratica Socialista di Sri Lanka. Nel 1977 tornò alla guida del governo il partito UNP che, in contrasto con la politica di Sirimavo Bandaranaike, avviò il Paese sulla strada del liberismo. Il leader conservatore Jayawardene, dopo una modifica della Costituzione, divenne anche presidente della Repubblica.
Sempre nel 1977 Sirimavo Bandaranaike venne privata dei diritti civili perché colpevole di abuso di potere durante il suo ultimo mandato.
Nel 1994 sua figlia Chandrika fu eletta presidente della Repubblica e Sirimavo assunse nuovamente la guida dell’esecutivo.
Lasciò l’incarico per motivi di salute nell’agosto 2000 e morì due mesi dopo per un infarto a 84 anni, dopo essersi recata alle urne nel giorno delle elezioni nazionali.